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giovedì 12 settembre 2013

Segnali di Vita

Il primo semestre delle imprese di costruzioni europee

I risultati che si evidenziano nel primo semestre 2013 riguardano in particolare l’aumento del gap fra le prime 3/4 imprese europee e le altre. Se infatti le francesi Vinci e Bouygues, gli spagnoli di ACS, soprattutto grazie alla controllata tedesca Hochtief e al marchio Leighton molto attivo in area asiatica, nonché gli svedesi di Skanska, crescono con percentuali anche importanti, le altre, a cominciare dagli spagnoli di FCC risultano aver avuto una prima metà dell’anno in sofferenza. La ragione pare delinearsi nella mancanza di reale internazionalizzazione da parte di gruppi che, pur avendo numeri importanti a livello di uomini e fatturato, non sono ancora riusciti a consolidare la propria presenza nei mercati attualmente più invitanti come le Americhe, l’Africa e il non lontano Medio Oriente. Nel complesso, nel primo semestre 2013 restano evidenti i segnali negativi dal mercato europeo che, oltre alle nuove cadute a due cifre per i paesi dell’area mediterranea (Francia a parte), vedono ancora in difficoltà anche l’Europa centrale, mentre segnali di ripresa si denotano da UK e dall’area scandinava. Va detto tuttavia che quasi tutte le imprese della top ten mostrano un portafoglio ordini comunque importante, il che fa ben sperare per l’ultimo quarto di quest’anno e ovviamente il riferimento è in particolare al mercato delle costruzioni europeo, di cui si notano avvisaglie di ripresa, con le sole eccezioni rappresentate da Italia e Spagna.

Vinci - ACS (Hochtief) - Bouygues

Le vendite di ACS, ormai prima europea per fatturato grazie a marchi come Hochtief e Leighton, hanno generato 19,1 miliardi di euro con un aumento del 1,5% rispetto al 1H 2012. I dati positivi sono esclusivamente dovuti all’attività internazionale del gruppo, salita del 5,7% YoY, e arrivata a rappresentare l’84,6% del fatturato complessivo. Anche l’utile netto vira in positivo (357 M€). A livello regionale, la divisione Costruzioni, oltre al nuovo crollo sul mercato spagnolo (-36,4% YoY), vede la crescita sostanziosa nel Resto d’Europa (+13,8% e 1,6 miliardi di euro), nelle Americhe (+9% e 4,7 mld) e la tenuta sul mercato principale, quello asiatico (+1,7% per 7,4 miliardi di euro) che hanno portato nelle casse di ACS, nonostante l’assenza totale di presenza in Africa, oltre 14,6 miliardi di euro, ed una crescita nel complesso dell’1,8%. Sono soprattutto i marchi Hochtief e Leighton a trainare il segmento Construction con 12,6 miliardi nel 1H13 (+5% YoY), che compensano le perdite di Dragados (1,9 mld e -14,8% YoY). Piatto l’andamento dei Servizi Industriali con 3,64 miliardi di euro, mentre è in buon momento la divisione Ambiente che sale del 4,5% per 897 milioni di euro. Risultati buoni anche per Vinci che con 18,7 miliardi di euro, presenta una crescita del 4,3% rispetto al 1H 2012. Profitti in leggera ascesa e debiti netti in calo; unico dato in negativo il portafoglio ordini che perde il 4,1%, dando tuttavia 31,8 miliardi di euro. In Francia, il gruppo ha fatturato 11,8 miliardi con un +2,7%, mentre all’estero le vendite sono cresciute del 7,1% per circa 6,9 miliardi, pari al 37% del totale. Per ciò che riguarda le divisioni, le Concessioni hanno portato 2,57 miliardi con una crescita del 2,1%, ancora meglio il Contracting, con la sola eccezione di Eurovia. La divisione lavori stradali ha infatti perso il 6% per 3,6 miliardi di euro, a causa dell’Europa Centrale (-12,1% e 1,3 mld), con una parziale ripresa solo in USA e UK. Meglio Vinci Energies (4,4 mld e +5,8%) e soprattutto Vinci Construction che ha fatturato 8,1 miliardi (+11%). Bene sia in Francia, grazie alla AV Tours-Bourdeaux, che all’estero, grazie ai contratti in Africa, Medioriente e US e alla buona crescita nel Benelux e in UK, con la sola Europa centrale in calo. Rivisto addirittura leggermente al rialzo l’outlook sull’anno fiscale. Chiude il trio la francese Bouygues, che ha realizzato 5,23 miliardi di euro con le Costruzioni e 1,14 i miliardi con l’Immobiliare, con rialzi del 4% e del 7% rispetto al 1H 2012. Unico dato parzialmente negativo lo registra Colas, la divisione trasporti di Bouygues, che, tuttavia, perdendo appena l’1%, ha portato 5,56 miliardi nelle casse del gruppo. I risultati di Colas non includono ancora l’importante progetto riguardante la realizzazione di un tratto della nuova linea AV ferroviaria in Marocco, per circa 124 milioni di euro. Il 46% degli ordini è venuto dai mercati esteri, in modo particolare da Svizzera, USA, Canada, Qatar, Singapore e Hong Kong. Grazie ai risultati del primo semestre, il gruppo ha confermato il proprio outlook sull’anno fiscale in corso, con 10,75 miliardi di euro per le Costruzioni (+1% YoY), 2,5 per l’Immobiliare (+4%) e 13,2 per Colas (+1%).

Skanska - Eiffage - Strabag

Prosegue la serie dei semestri positivi con gli svedesi di Skanska, che con il +3% nella divisione Costruzioni hanno fatturato 58,8 miliardi di corone (6,47 miliardi di euro al cambio attuale), bene anche l’immobiliare con un +31% per 577 milioni di euro circa. Anche gli utili sono risultati in crescita rispetto all’anno scorso. Le Costruzioni beneficiano in particolare dei buoni risultati negli Stati Uniti, in Norvegia e in Finlandia. Anche le prospettive permangono buone specie in Scandinavia, Polonia e in Nord America, stabile il Latin-America mentre non buone sono le attese per il mercato del resto dell’Europa Centrale. Per quanto riguarda i singoli segmenti, da segnalare senza dubbio le opportunità dall’edilizia civile e dalle infrastrutture negli USA con numerosi progetti in vista, mentre è ritenuto molto promettente il mercato residenziale in Polonia. La serie dei risultati positivi del primo semestre 2013 è interrotta dai francesi di Eiffage che perdono l’1,3% sullo stesso periodo del 2012, fatturando circa 6,5 miliardi di euro. Positivo invece l’andamento del risultato operativo che guadagna il 3,8%, che unito ad una politica di contenimento della spesa ha portato anche un buon risultato agli utili saliti a 58 milioni di euro (+13,7%). Eiffage costituisce un’eccezione rispetto agli altri grandi gruppi di costruzioni poiché la sua attività resta concentrata principalmente in Francia (5,5 miliardi di euro e -1,5% nel periodo), mentre nel resto del mondo sono stati 973 i milioni realizzati, quasi tutti fra Germania, Benelux, Spagna e Polonia, esattamente come lo scorso anno. Gli ordini rimangono molto buoni in quanto nella prima metà dell’anno sono stati raccolti circa 13 mesi di attività per 12,5 miliardi di euro, per cui il gruppo conferma il proprio outlook sull’anno fiscale in corso attendendosi circa 14,2 miliardi di fatturato e quindi una crescita dell’1,2% rispetto all’anno precedente, grazie alla ripresa del mercato residenziale in Francia e in Polonia e dei lavori pubblici sempre in patria. E’ andata un po’ peggio agli austriaci di Strabag che nel primo semestre hanno perso circa il 7% rispetto all’anno scorso per un volume d’affari di 5,6 miliardi di euro. Migliorano sia il risultato operativo che gli utili, anche se entrambi mantengono valori assoluti con segno negativo. A fronte di un calo sui mercati tedesco e polacco, si sono invece avuti buoni risultati in Benelux, Romania, Canada e Medio Oriente e permane un certo ottimismo riguardo l’outlook sul resto dell’anno. Le incertezze sul business in Polonia fanno da contrasto ai buoni contratti acquisiti sul mercato internazionale e nell’edilizia sia in Austria che in Ungheria. Il management austriaco ha quindi confermato i dati previsti in precedenza che parlano di 14 miliardi di euro per il FY2013, praticamente stabile rispetto al 2012, con un EBIT in decisa risalita a 260 milioni di euro (+25% YoY), nonostante una forte pressione sui prezzi sui mercati internazionali.

FCC - Bilfinger - Balfour - BAM

In calo anche i tedeschi di Bilfinger. Volumi giù del 2% per 4 miliardi di fatturato, ordini in calo dell’1% (7 miliardi di euro) e profitto che, rispetto al 2012, perde il 21% scendendo a 83 milioni di euro. A fronte di risultati discretamente positivi nei segmenti Industrial (+10%) e Power (+5%), è proprio da quelli più strettamente legati alle costruzioni che derivano le maggiori difficoltà dell’azienda tedesca. Infatti, per quanto riguarda l’edilizia civile e residenziale, il gruppo ha perso il 6% rispetto al 1H 2012, fatturando circa 1 miliardo di euro, di cui l’86% in Europa (64% nella sola Germania). Nonostante il calo, il portafoglio ordini permette di ipotizzare circa 2,3 miliardi alla fine di questo FY. Invece il segmento Construction che include anche i lavori stradali ed è al 100% europeo (Germania 54%) ha subito una riduzione molto più decisa: -27% per 508 milioni di euro in totale, anche a causa del protrarsi del ritardo nei pagamenti delle amministrazioni polacche per lavori già eseguiti. Nonostante alcune buone prospettive nel mercato scandinavo, l’outlook del management di Bilfinger prevede di non superare gli 1,1 miliardi di euro di fatturato a fine anno. Risultato ancor più negativo per gli spagnoli di FCC. Le vendite si sono fermate a 3,1 miliardi di euro contro i 3,6 dell’anno precedente (-13,1% YoY). Il gruppo, il cui core business è rappresentato dai servizi ambientali (1,4 miliardi e -4,8%), nel segmento Costruzioni ha avuto un calo del 16,9% per un volume di vendite pari a 1,07 miliardi di euro. Il gruppo perde in tutta Europa: Spagna -17,8%, UK -7,2%, Europa Centro-orientale -12,9%. Va decisamente meglio negli altri continenti (Latin America +13%, USA +4,2% e MENA +25%), anche se in valore assoluto le vendite fuori dal vecchio continente rappresentano solo il 21,3% del totale. Anche i risultati operativi risultano in calo, con l’EBIT che scende del 52,9% fermandosi a 129,3 milioni di euro. Altro motivo di difficoltà nel segmento costruzioni è legato alla messa in liquidazione della controllata Alpine, per cui il computo relativo al calo del 16,9% non tiene conto di quanto fatturato dal marchio austriaco nel 2012 e quindi 1,07 miliardi sono composti dai 635,4 milioni realizzati in Spagna (-25,7%) e dai 450,3 (-0,1%) nel resto del mondo. Nonostante i risultati negativi emerge positivamente il dato sugli ordini già incamerati dal gruppo che, per quanto riguarda le costruzioni, corrispondono a 6 miliardi di euro (circa 26 mesi di produzione) di cui circa il 44% proveniente dai mercati internazionali. Anche la britannica Balfour Beatty mostra risultati in calo: -3% per un fatturato che si attesta a 4,3 miliardi di sterline (circa 5,3 miliardi di euro). Il segmento delle Costruzioni offre dati contrastanti: a fronte di un calo del 5% rispetto al 1H2012 (3,1 miliardi di sterline), il portafoglio ordini invece presenta un +5% per 8 miliardi di sterline in totale, nonostante l’uscita del gruppo dal business dei trasporti ferroviari, grazie soprattutto ai buoni contratti acquisiti negli Stati Uniti e ad Hong Kong, che compensano ampiamente il calo sul mercato interno UK. La rassegna dei primi dieci gruppi di costruzioni europei è completata dagli olandesi di BAM Royal Group. Sul totale delle vendite, BAM perde circa il 3,8% fatturando 3,2 miliardi di euro. A livello segmentale le Construction hanno portato 1,4 miliardi perdendo il 9%, principalmente a causa della crisi del mercato edilizio olandese che ha provocato 129 milioni di perdite a fronte dei 148 totali persi dal gruppo rispetto al 2012. Il portafoglio ordini scende del 6%, dando 4,1 miliardi di euro di lavori già acquisiti. Crescono invece le Infrastrutture (+2%) per 1,79 miliardi di euro in valore assoluto, nonostante i 107 milioni di euro (-17%) persi sul mercato interno. Ottima la performance sul mercato internazionale dove la divisione ha guadagnato addirittura il 46% sull’anno precedente. Il portafoglio ordini rimane stabile grazie al fatto che la riduzione in Olanda e Germania verrà compensata dai contratti acquisiti in Irlanda e fuori dal mercato europeo.
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