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mercoledì 27 maggio 2015

Le imprese (europee) che fanno l’impresa

Primo trimestre 2015

Non tutte le grandi imprese europee hanno avuto buoni risultati in patria, ma il filo conduttore che le unisce sono le buone, talora ottime, prestazioni sui mercati internazionali. Cerchiamo di fornirvi qui di seguito un quadro generale dell’andamento nel primo trimestre 2015 delle maggiori imprese europee del settore costruzioni, alle quali aggiungiamo con piacere i dati salienti di Salini Impregilo e Astaldi; i due principali gruppi italiani hanno, infatti, realizzato risultati davvero eccellenti sui mercati esteri affermandosi progressivamente fra i top player internazionali, non solo dal punto di vista tecnico, ma anche con una crescita rilevante dei rispettivi ricavi. Andiamo tuttavia a vedere i singoli risultati in rigoroso ordine decrescente di fatturati.

Olalà Monsieur Vinci; Bouygues, c’est mieux

Il gruppo francese Vinci ha raccolto 8.1 B€ nel 1Q, con un calo del 5,3% rispetto allo stesso periodo del 2014. Poco più di 5 B€ sono stati fatturati nel mercato francese (-8.9%), mentre i restanti 3,1 B€ sono arrivati dall’estero (+1,1%), 1,9 dei quali in Europa (1,9%).

Il mercato delle Concessioni è sceso del 8,3%, portando 1,2 B€ al gruppo, mentre il settore Contracting si è ridotto del 4,8% non raggiungendo i 7 B€ complessivi. Nel dettaglio, Eurovia (stradale) perde il 9.1% per 1,3 B€; Vinci Construction passa da 3,7 a 3,3 B€, perdendo il 10,6% nel confronto YoY, mentre il solo segmento in crescita è risultato quello energetico, grazie al quale il gruppo francese ha fatturato 2,3 B€, segnando un incremento dell’8.4%.

I contratti più significativi del 1Q sono stati: la trasformazione di un complesso immobiliare di 46.000 m2 nei pressi di Parigi, la realizzazione di numerosi edifici per il centro CEA di Vaduc e la costruzione di un tunnel per la tramvia di Nizza in Francia, mentre all’estero spiccano il centro ospedaliero-universitario di Cracovia e la sezione della linea 3 della metro del Cairo in Egitto in compartecipazione con Bouygues.

L’attesa per il resto dell’anno fiscale è per un fatturato in linea con il 2014 con il settore concessioni e contracting internazionale che dovrebbero riuscire a compensare quasi completamente il calo atteso nel mercato interno, stimabile nell’ordine del -10%.

Calo più contenuto per Bouygues (-2% YoY) per 6,7 B€, come noto attiva anche nelle telecomunicazioni, al quale vanno attribuite le ragione della riduzione di fatturato. La divisione Costruzioni registra infatti ricavi per 5,2 B€, in linea con lo stesso periodo dello scorso anno.

In questo ambito, troviamo che opere civili ed infrastrutture salgono del 7% YoY per quasi 2,8 B€. Colas (settore stradale) risulta invece in calo (-9%), fermandosi poco sotto i 2 B€, mentre il segmento immobiliare, con 513 M€, perde circa il 4% rispetto al 1Q 2014.

Anche Bouygues, ha avuto un calo piuttosto evidente sul mercato interno; le opere edili ed infrastrutturali hanno perso il 9% e quelle stradali il 13%. Decisamente meglio è andata sul fronte internazionale dove entrambe le divisioni hanno registrato ottimi risultati con crescita sia dei ricavi sia degli ordini.

Fra i maggiori contratti siglati da Bouygues nel settore costruzioni durante il primo trimestre annoveriamo la costruzione di una grande centrale termica a Gibilterra (100 M€), la seconda fase di un progetto urbanistico a Londra (160 M€) e ovviamente la già ricordata terza linea metro al Cairo, in collaborazione con Vinci (264 M€).

Per quanto riguarda i risultati attesi sull’anno fiscale, il management del gruppo ha ribadito il trend del mercato francese in ulteriore contrazione al contrario di quello internazionale in crescita, confermando quindi un risultato complessivo in linea con il primo trimestre, ovvero in lievissimo calo rispetto al 2014.

I teutoiberici di Hochtief e Skanska, dalla Svezia con Furore

Hochtief, cuore tedesco, ma controllo finanziario nelle mani della spagnola ACS, ha registrato ricavi di poco superiori ai 5 B€, con un incremento del 3,6% rispetto allo stesso trimestre del 2014. Anche gli utili migliorano decisamente, basti vedere l’EBIT che è passato in un anno da 134.8 a 195.8 milioni di euro (+45,3%). A livello regionale il gruppo segna addirittura un +24,2% nelle Americhe (2,2 B€), mentre è in calo sui mercati asiatici, dove le vendite scendono dell’8.9% per 2,4 B€. Difficoltà maggiori in Europa dove il gruppo perde il 14,6% per poco meno di 345 M€.

Fra i maggiori contratti vinti nel corso del primo trimestre si segnalano la riqualificazione del Terminal E presso il Dallas/Fort Worth International Airport in Texas, mentre nella regione asiatica, tramite la sussidiaria Leighton, è stato vinto un contratto da 660 M€ a Hong Kong in partnership con un’impresa cinese. Sempre in consorzio, in Europa, va ricordata la nuova costruzione del Granitztal tunnel in Austria che verrà completato entro il 2020 per un valore di 140 M€.

A livello previsionale, il management di Hochtief si attende ulteriori concreti progressi sugli utili e ricavi in crescita, in linea con il risultato del primo quarto.

Superano i 34 miliardi di corone svedesi (3,62 B€ al cambio attuale) i ricavi degli svedesi di Skanska Group. L’incremento nel confronto anno su anno arriva al 22% (sarebbe l’8% a cambi costanti), ma la notizia ancora più interessante è che Skanska cresce in tutti i segmenti: Construction +22% (3,26 B€), Residenziale +48% (310 M€), Edifici Commerciali +10% e Infrastrutture, che raccoglie le attività in PPP, +88% (la crescita elevatissima è giustificata da un valore assoluto di partenza molto basso realizzato nel primo quarto 2014).

Come noto, Skanska ha focalizzato la propria attività principalmente in tre aree: Scandinavia, Gran Bretagna e Nord America, mentre sta completando il disinvestimento in Sudamerica. In tutte queste zone il volume d’affari è salito, con la sola eccezione della Finlandia, dove manca ancora una ripresa strutturale.

Tutti gli ordini più rilevanti acquisiti nel corso del primo trimestre provengono dalla Gran Bretagna: 395 M€ per gli uffici di Astra Zeneca, 192 M€ per il New Papworth Hospital e 138 M€ per lavori idraulici con Thames Water a Londra. Ordini importanti nel settore civile, ferroviario e stradale sono stati comunque acquisiti anche negli USA ed in Svezia. Generalmente positiva e in crescita l’attesa sul seguito dell’anno fiscale in tutti i mercati in cui è presente l’azienda svedese, con eccezione della Finlandia valutata in ulteriore leggera contrazione.

Salini-Impregilo e Astaldi, giochiamo in casa

Un nota doverosa la riserviamo alle due maggiori imprese italiane del settore, che hanno avuto un andamento molto positivo nel primo trimestre, con Astaldi che sfiora la crescita a due cifre e Salini che invece la realizza ampiamente. Il gruppo romano ha realizzato ricavi per 604,6 M€ (+9,6% YoY), Utile Netto a 23,3 M€ (+21,3%) e nuovi ordini per 573 M€. Incremento sostanzioso dovuto all’aumento delle attività in Europa (44% dei ricavi e +12% YoY) grazie ad appalti come il terzo ponte sul Bosforo in Turchia, l’aeroporto di Cracovia o la metro di Bucarest, e nelle Americhe (31% dei ricavi e +75% YoY) con acquisizioni come le Muskrat Falls in Canada e il Cerro del Àguila in Peru (idroelettrico) o l’Ospedale di Santiago in Cile. Buoni anche il Nord Africa e il Medioriente, mentre in Italia (18,4% dei ricavi), a parte il completamento della M5 milanese, non ci sono state acquisizioni di rilievo.

Supera invece 1 B€ Salini Impregilo con un incremento YoY del 14,4%, Utile Netto pari a 51,2 M€, quasi 2 volte e mezzo il valore del 1Q2014, e nuovi ordini per 773 M€. Fra le maggiori acquisizioni realizzate dal gruppo milanese nel corso dei primi tre mesi di quest’anno vanno certamente annoverati i lavori stradali in Nigeria (si tratta di 40 km della Suleja-Lambata-Minna nel centro del paese), ma, anche se giunti fuori tempo massimo per essere contabilizzati nel 1Q2015, sono i 2 miliardi di dollari del progetto idroelettrico in Papua Nuova Guinea a rappresentare il top contract per Salini e non solo per questa prima parte dell’anno.

Strabag, austriaci inside (e l’intrusa Bechtel)

Strabag SE, multinazionale austriaca del settore costruzioni, annuncerà solo nei prossimi giorni il risultato del 1Q2015, riportiamo quindi per dovere di cronaca l’andamento del FY 2014. La cifra d’affari complessiva, con 13,5 B€, è risultata in linea con l’anno precedente, mentre il fatturato consolidato, con 12,4 B€ è salito dell’1% YoY. Migliorano invece più nettamente gli utili, con l’EBIT che, con quasi 282 M€, cresce dell’8% rispetto al 2013.

A livello regionale, la Germania, con il 45% del volume d’affari, e l’Austria, con il 15%, si confermano i due mercati principali di Strabag, il cui fatturato è rappresentato solo per il 6% da lavori realizzati fuori dall’Europa. Buoni segnali, in termini di ordinativi, sono arrivati dai mercati dell’Europa centro-settentrionale (Danimarca e Polonia in particolare) che hanno portato un +7% in termini di order backlog (14,4 mld di euro) rispetto al 2013. Più problematica la situazione nell’Europa Meridionale ed Orientale, soprattutto a causa del mercato russo, mentre ci sono stati risultati positivi, anche se per lavori di media dimensione, in Romania e Slovacchia.

Nella conferenza stampa di fine Aprile, il management ha indicato un outlook in rialzo per il FY2015: Strabag dovrebbe raggiungere i 14 B€ (+3,7%) e 300 M€ di EBIT (+6.7%), anche grazie ad una spinta del gruppo verso i mercati extraeuropei che dovrebbe portare risultati positivi nel corso della seconda metà dell’anno.

Chiudiamo con una digressione extra-europea. Il colosso americano Bechtel Group ha annunciato nei giorni scorsi i risultati salienti realizzati nel corso del 2014: 37,2 miliardi di dollari (circa 33,5 B€ al cambio attuale) di ricavi, nuovi contratti per 18,4 miliardi di dollari e backlog ordini a 70,5 miliardi di dollari. Il management ha confermato le strategie del gruppo basate sulla diversificazione geografica e di attività, che risultano oggi accorpate in quattro business units, a fronte delle cinque negli anni scorsi: Infrastrutture; Mining; Oil&Gas; Nucleare, Sicurezza e Ambiente.

Fra i progetti più rilevanti acquisiti nel corso del 2014 vanno annoverati, negli USA, l’ampliamento della Dulles Metrorail a Washington, l’enorme parco solare di Ivanpah in California e lo smantellamento di un impianto chimico a Pueblo in Colorado, mentre all’estero Bechtel ha vinto i contratti per l’Hamad Internation Airport in Qatar e per l’impianto metallurgico di Caval Ridge nel Queensland in Australia.

Sempre nell’ottica delle diversificazione vanno infine ricordati i progetti edili per il Ministero della Difesa britannico, una centrale idroelettrica da 695 MW in Canada e la prosecuzione dell’autostrada M1 in Kosovo.

Tag: Costruisco edifici - Escavatori cingolati - Dumper articolati


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25/05/2015