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lunedì 13 luglio 2015

PMI il vero motore delle costruzioni

Intervista a Marco Falcone, Direttore Generale di Doka Italia

Chi conosce Marco Falcone, direttore generale di Doka Italia, non se ne stupisce affatto; la decisione dell’uomo, che non travalica mai però i severi limiti imposti da un ruolo di “peso” in una delle principali aziende italiane e mondiali nel settore delle strutture provvisionali (austriaca per di più), spesso lo porta a gettare il cuore oltre l’ostacolo e a imboccare linee di pensiero e strategie operative che altri suoi colleghi tardano a individuare.

Sembra che sia anche così questa volta, almeno dalle dichiarazioni emerse da una tavola rotonda a inviti per la stampa a cui abbiamo avuto il piacere di partecipare, indetta per la presentazione del nuovo concorsoLa Forma della Qualità: Doka Italia e i cantieri italiani”, rivolto alle PMI italiane che fanno del loro impegno in cantiere la chiave di volta del fare impresa.

Come vedremo, non è stato solo il concorso a tenere banco, ma anche la situazione del mercato e le sue possibili evoluzioni, nonché il ruolo di Doka Italia come attore primario all’interno di questo articolato processo.

Andiamo però con ordine e cominciamo a presentare le logiche del concorso.

Un concorso per le imprese con il cantiere nel sangue

Il Concorso, dicevamo; Doka Italia ha immaginato questa formula per premiare e dare visibilità alle PMI del settore delle costruzioni che hanno gestito un cantiere nel 2015 secondo tre principali parametri: Sicurezza, Qualità e Innovazione.

Al concorso, intitolato significativamente “La Forma della Qualità: Doka Italia e i cantieri italiani” potranno accedere i cantieri aperti in Italia in cui sono stati utilizzati sistemi provvisionali della Casa produttrice austriaca, attraverso ovviamente la filiale italiana, che oggi, grazie alla qualità tecnica dei suoi uomini, può anche vantare la supervisione anche di aree geografiche al di fuori del nostro Paese (come vedremo più avanti, ndr).

La logica del concorso, ci conferma Falcone “è quella di premiare la qualità e la passione delle nostre imprese di costruzione che, nonostante gli anni difficili della crisi, hanno continuato a investire e innovare e, ovviamente, a garantire la sicurezza dei propri collaboratori in un ambito, quello del cantiere che, purtroppo, è ancora tristemente famoso per gli incidenti sul lavoro. La nostra volontà - continua Falcone - come Doka Italia, è essere al fianco di questo tipo di realtà imprenditoriali anche con un evento simbolico come il Concorso, oltreché ovviamente con l’attività di tutti i giorni che si esplica in ogni singola fase del cantiere, dalla progettazione delle migliori soluzioni provvisionali, fino al ritiro del materiale noleggiato a fine lavori (o quando non sia più necessario in cantiere)”.

“Il nostro scopo, anche attraverso il Concorso, è quello di aiutare l’innovazione in cantiere; non solo l’innovazione di prodotto, ma anche quella di processo, per far si che l’efficienza produttiva dei nostri partner sia in grado di garantire loro una migliore competitività sul mercato”.

Proprio per questo - conclude falcone - abbiamo immaginato due Categorie all’interno del Concorso: una dedicata alle infrastrutture e l’altra agli edifici civili, industriali e agricoli. Le caratteristiche di questi due tipi di cantieri sono fondamentalmente differenti dal punto di vista operativo, anche se da quello concettuale, entrambi i meccanismi di valutazione saranno basati sui canoni della Sicurezza, Qualità e Innovazione. Siamo infatti certi che questi siano gli ingredienti alla base del successo nel mercato emerso alla fine della crisi”.

Doka Italia e il mercato all’uscita della crisi

La tavola rotonda è stata anche l’occasione per fare il punto con Falcone sul mercato Italiano delle costruzioni e sulle prospettive di Doka Italia, ecco la sua opinione in proposito: “Sono moderatamente ottimista per quel che riguarda il mercato delle costruzioni nel breve e medio periodo, anche se, per tutti, è molto difficile fare previsioni che abbiamo un grado di attendibilità significativo. Situazioni internazionali aggrovigliate (Falcone parlava venerdì 10 quando la crisi greca non vedeva ancora soluzione, ndr) e mercati finanziari fortemente interconnessi (Cina in primo piano) rendono fragili e poco uniformi i primi segnali di uscita dalla crisi”.

Devo anche dire però - continua Falcone - che il mercato di riferimento di Doka Italia è piuttosto certo: come azienda continueremo a operare principalmente nel mercato delle grandi infrastrutture e in quello degli edifici civili e industriali di grandi dimensioni dove la nostra capacità progettuale e tecnologica è riconosciuta e fa la differenza. Ovviamente è chiaro a tutti che, per la ripresa di questi mercati, quello delle infrastrutture in primis, occorre una forte spinta istituzionale, un consolidamento della visione di medio periodo che consenta a tutti di investire con convinzione”.

“Il nostro Paese ha ancora un forte bisogno di infrastrutturazione, soprattutto in certe aree geografiche, per colmare il gap competitivo con l’Europa. E poi c’è il tema della protezione del territorio che richiederà nei prossimi anni una visione complessiva di lungo periodo e ingenti investimenti praticamente in ogni regione d’Italia. Per questo, come dicevo prima, sono moderatamente ottimista e mi aspetto un mercato in miglioramento nei prossimi anni”.

Un ruolo internazionale all’interno del gruppo

C’è anche un altro aspetto che alimenta la fiducia del Direttore Generale di Doka Italia, come conferma anche direttamente durante la tavola rotonda: “La più importante novità del 2015 per Doka Italia discende poi dalla riorganizzazione che Doka si è data a livello internazionale: a fine 2014 sono state aggregate la Regione Sud Europa e la Regione Africa. L’operazione per Doka Italia genera tre differenti livelli di sinergia: possiamo seguire meglio i nostri grandi clienti in un mercato emergente, quello africano, (anche se molto legato alle fluttuazioni delle materie prime) che necessita di grandi progetti, realizzati da un fornitore di soluzioni tecnologiche nel segmento delle casseforme; possiamo, inoltre, essere al fianco delle medie e piccole imprese di costruzioni che hanno deciso di affacciarsi sul mercato africano (con joint venture con aziende locali, utilizzando dealer o aprendo direttamente uffici in loco) per aiutarle in modo mirato sul territorio che loro hanno scelto”.

Come Doka Italia -  continua Falcone - oltre a poter collaborare in tutta l’Africa, siamo direttamente responsabili di sette Paesi: Angola, Capo Verde, Ghana, Guinea Bissau, Guinea Equatoriale, Tunisia e São Tomè. Per meglio seguire questi nuovi mercati, abbiamo potenziato la nostra organizzazione con nuovi colleghi, professionisti esperti che ben conoscono queste nuove realtà. In questo modo siamo riusciti a unire l’alta specializzazione ingegneristica italiana con una conoscenza approfondita delle esigenze e delle specificità locali”.

E scusate se è poco….
Tag: Costruisco edifici - Casseforme - Ponteggi - Doka Italia


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13/07/2015
Doka Italia
Doka Italia - Spa

Azienda specializzata nelle tecnologie di casseratura, da sempre promuove l’innovazione tecnica finalizzata al progresso sociale ed economico. I sistemi Doka contribuiscono a migliorare l’efficienza costruttiva, influenzando positivamente tempi e costi di realizzazione delle opere, sicurezza degli operatori, qualità dei manufatti. Oltre a disporre di una gamma completa di sistemi e servizi, Doka collabora fin dalle fasi preliminari con gli attori del processo edilizio, assistendoli nella preparazione di studi di fattibilità e capitolati d’appalto, progettando la soluzione di casseratura adeguata e verificandone indici produttivi e parametri di sicurezza, all’interno di una visione globale del progetto costruttivo. Con impianti di produzione all’avanguardia, localizzati presso gli Headquarters in Austria, e una forte Social Corporate Responsability che integra i concetti di sostenibilità economica, ecologica e sociale, il Gruppo Doka è attivo in tutto il mondo, e conta più di 5.600 dipendenti In Italia Doka è presente con la Sede Centrale a Colturano (Milano), tre filiali a Colturano, Roma e Padova, e una filiale interamente dedicata alla gestione delle più grandi imprese italiane.