Specializzarsi è un arte

Al via a Piacenza (dal 6 al 9 ottobre), l’edizione 2010 di Geofluid, ecco in anteprima le novità più interessanti esposte in fiera

E’ universalmente riconosciuta come una delle più importanti fiere, a livello internazionale, specializzata nel segmento della perforazione e della geotecnica ed è anche una sfida vinta, puntando sulla specializzazione estrema, in epoca di crisi generalizzata del sistema fieristico, in Italia e nel Mondo. Stiamo parlando di Geofluid che, come ogni anno, si terrà presso le aree espositive della Fiera di Piacenza dal 6 all’9 ottobre. 4 giorni (e anche questa è una scelta vincente in tempi di tagli al budget) di appuntamenti iperspecializzati, per una manifestazione che promette (e mantiene, se prestiamo orecchio alle voci di autorevoli espositori) di seguire tutti i sottocomparti industriali che la geotecnica interessa. Si va dalla ricerca e perforazione di pozzi d’acqua, sezione storica del Geofluid che include oggi anche i pozzi geotermici a bassa entalpia, fino alle più recenti tecnologie per il consolidamento dei terreni e la messa in opera di fondazioni profonde, dall’indagine geotecnica, geologica e geofisica alla valutazione del rischio idrogeologico e ambientale, dalle tecniche di perforazione direzionale allo scavo delle gallerie e opere sotterranee. Tra gli altri settori rappresentati: le tecnologie per la protezione dei versanti, la componentistica, i materiali come cementi e bentoniti e il software applicativo e gestionale. Geofluid non è (e non vuole essere) una manifestazione ipertrofica (proprio queste tranne pochissime eccezioni sono in crisi), ma un appuntamento che si regge più sulla qualità del visitatore che sulla quantità degli accessi. Ed è proprio su questo che la fiera ha saggiamente puntato negli ultimi anni, trasformandosi, per le aziende, in appuntamento ineludibile, anche a costo di tirare davvero la cinghia. Di seguito vi segnaliamo un primo elenco di interessanti novità che potrete trovare in fiera, riproponendoci di arricchirelo nei prossimi giorni. Buona lettura.

Accessori per la perforazione

Adriatech porta in fiera diverse, importanti novità: l’allargatore di foro Underreamer ADT, il vibrovaglio Junior e le clampe coniche. L’allargatore di foro è disponibile in tre diverse dimensioni e il suo utilizzo consente di allargare un foro già eseguito, alla quota desiderata, utilizzabile in formazioni tenere o medio-tenere; è munito di tre lame che nella posizione di discesa sono alloggiate in recessi all’interno del corpo dell’attrezzo stesso, e che,una volta raggiunta la quota desiderata, vengono spinte fuori tramite un pistone, grazie alla pressione del fango o dell’aria compressa, allargando senza problemi il diametro del foro. Una volta che l’operazione è terminata basta togliere pressione e applicare tiro, in questo modo le lame rientreranno facilmente nei recessi.
Si chiama Junior Standard Shaker il vibrovaglio a singolo ponte con rete 3 ft x 3 ft. Per le sue caratteritiche tecniche risulta uno dei più potenti e allo stesso tempo economici per eseguire perforazioni per pozzi d’acqua e piccoli impianti di work-over, infatti vanta una portata massima di 1000-1200 lit/min con reti da 10-20 Mesh e le sue dimensioni sono 127 x 110 x 90 cm e peso di 420 kg. Per posare i tubi di rivestimento dei pozzi e ancorare le tubazioni Adriatech propone invece le sue clampe coniche costituite da una robusta sede munita di staffe di appoggio e da cunei in acciaio con in più maniglie di sollevamento. Robuste, ma allo stesso tempo leggere, eliminano i problemi di slittamento e di ovalizzazione delle tubazioni accorciando notevolmente i tempi di posa.

e per il consolidamento

Dywit porterà al Geofluid un chiodo permanente dotato di testa ad espansione perfissaggio a fondo foro, con un sistema di iniezione che garantisce undoppio strato protettivo ed elimina l’utilizzo di tubi per l’iniezionedenominato CT Bolt. Già presente sul mercato, il CTBolt può rivestire la doppia funzione di bullone e chiodo da roccia,avendo l’effetto combinato di bullone ad immediato bloccaggio di punta edi chiodo totalmente iniettato, lo rende ideale per impieghi provvisorie permanenti. L’installazione può essere manuale o automatizzata ma ècomunque sempre veloce, inoltre è dotato di una guaina in polietilene emiscela cementizia per avere una doppia protezione dalla corrosione delbullone. Trova applicazione per scavi sotterranei, consolidare terrenoin zone difficili, lavori in miniere, caverne o tunnels. Altra doteimportante è che può essere scelto il livello di protezioneanticorrosione che si desidera, ad esempio il bullone può essere inversione nera, zincato a caldo o con speciali Combi Coat (zincaturaacaldo più zinco e polveri).

Tutto sotto controllo

Controls porta in scena al Geofluid 4 importantinovità. La prima nascedall’esperienza Wykeham Farrance ed è il nuovosistema automatico Dynatriax, ideale per provetriassali e dinamiche. Utilizzato sia dalaboratori commerciali sia daicentri di ricerca, consente di riprodurrecon alti livelli diprecisione ogni tipo di forma d’onda, inoltregrazie al completoautomatismo riduce notevolmente i tempi di prova. Autotriaxesegue e controlla le prove triassali automatiche. È unsistemarivoluzionario perché da un’unica stazione di controllo puògestirefino a tre sistemi indipendenti che eseguono prove: effectivestress,stress path e di permeabilità. La modularità del sistemapermette dipassare da un tipo di prova all’altro per poter essereimplementato infasi successive.Controls presenterà anche Shearmaticla prima macchina stand alone presente in Italia che esegue prove ditaglio diretto/residuo in modo completamente automatico senza lanecessità di alcun interventoda parte dell’operatore. Shearmatic èdotato di un sistema di carico verticale pneumatico e programmabile,che, tramite la centralina Automax, memorizza i dati di prova in modoche i tempi e gli oneri dei laboratoristi si riducano notevolmente.

Luci sul cantiere

Al Geofluid, Tecnogen esporrà la torre faro HT PK10. Nonostante sipresenti particolarmente compatta, raggiunge i 9 metri d’altezza construtture in acciaio zincato ed è in grado d’illuminare un’ampiasuperficie con le sue 4 lampade a ioduri metallici da 1000 W di potenzaciascuna. Viste le sue dimensioni si dimostra comunque particolarmenterobusta, capace di chiudersi in breve tempo con una rotazione di 360° efacile da trasportare con notevoli risparmi dei costi di trasporto. Frale doti che la rendono ideale per il noleggio: cabina insonorizzata,basso livello di rumorosità (60 dB a 7 m), autonomia d’illuminazione dioltre 85 ore e consumo di 1,7 l/h a 1500 giri. Trimmer infine, con i suoi 25 anni d’esperienza, espone al Geofluidprodotti non completamente nuovi agli esperti del settore, ma che dasempre contraddistinguono la propria gamma per ciò che concerne i lavoristradali. Parliamo degli utensili per frese, pattini in poliuretanoantiusura per macchine stradali, portautensili, raschiafondi, estrattoriper frese, ma anche utensili per stabilizzatrici e teste diperforazione per terreni con inclusioni di trovanti, tutti prodotti perfrese ovviamente stradali. Tutti questi attrezzi sono indicati per lamolatura, irrividimento piastrelle, rimozione segnaletica, scarificaverticale, pulizia giunti e preparazione di fondo.

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