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giovedì 29 gennaio 2009

167 cantieri

Mentre il Consiglio direttivo di Confindustria nomina, all’unanimità e su proposta della presidente Emma Marcegaglia, Giampaolo Galli direttore generale (Galli succede a Beretta, e assumerà l’incarico a partire dal 2 febbraio 2009), le organizzazioni del settore delle costruzioni e dell'impiantistica che fanno capo alla stessa Confindustria lanciano un allarme per le infrastrutture: "Duecentocinquantamila posti di lavoro a rischio nei prossimi sei mesi, a partire dagli operai". Se la litania è la solita, la richiesta è energica: chiedono al governo un confronto per concordare un "piano straordinario di rilancio infrastrutturale", che hanno già impostato, e che intendono presentare al ministro Altero Matteoli. Il Vice Presidente per le Infrastrutture, logistica e mobilità di Confindustria, Cesare Trevisani, evidenzia che le imprese del settore chiedono l'avvio, in tempi stretti, delle opere immediatamente cantierabili. Un pacchetto di interventi che richiede trai i sette e gli otto miliardi di spesa pubblica, corrispondenti allo 0,5% del prodotto interno lordo, per aprire immediatamente 167 cantieri. Dei 167 cantieri, cinquanta circa di grandi opere. "Ogni miliardo di spesa pubblica può salvare 23mila posti di lavoro". Poi serviranno "misure strutturali" per rilanciare il settore. Lo chiede compatto tutto il "sistema associativo di Confindustria impegnato nella filiera", con le associazioni di settore Ance (costruttori edili), Federprogetti (impiantistica), Agi (associazione imprese generali) e Oice (organizzazioni di ingegneria e architettura).


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