Cinesi in Europa

mercoledì 22 giugno 2011

Fino a ieri, la concorrenza delle imprese di costruzioni cinesi era spietata nei Paesi in via di sviluppo, in particolar modo in Africa e in alcune Repubbliche dell'ex Unione Sovietica, ora l'allarme arriva anche dai paesi dell'est e sud Europa. Allarme rilanciato da Luisa Todini che, in veste di presidente della Federazione delle imprese europee delle costruzioni, ha sottolineato che occorre determinare regole certe per gli appalti nel vecchio continente. Le imprese cinesi, infatti, forti di importanti contributi statali riescono a vincere gare a prezzi impossibili per i concorrenti europei. Il casus belli è quello della Polonia (dove recentemente il governo ha disdetto alla Covec un appalto di 50 km di autostrada vinto a prezzi di dumping), ma ormai sono moltissimi i Paesi dell'est Europa in cui la presenza cinese sulle gare è determinante: dai ponti, alle tratte stradali, fino agli impianti per l'energia non esiste un segmento del settore costruzioni in cui le offerte delle società cinesi non siano presenti. "Non c'è un pregiudizio contro i cinesi - spiega Luisa Todini - e lo dimostra il premio che il Comitato Leonardo ha assegnato quest`anno alla cinese Zoomlion, leader nel settore dei macchinari per l'edilizia, per i comportamenti virtuosi attuati da quest`azienda proprio in Italia. Quello che non possiamo accettare è l'assenza di reciprocità tra l`Europa e la Cina: le imprese di costruzioni europee non riescono a entrare sul mercato cinese; al contrario, le imprese cinesi sbarcano in Europa calpestando le regole".

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