Cucù, il ponte non c'è più

martedì 19 luglio 2011

Ora è anche ufficiale; la Commissione Europea nel suo bilancio "Europa 2020" non prevede più il Ponte sullo stretto di Messina. La relazione, presentata il 29 giugno 2011, ridefinisce i corridoi europei strategici, ripensando anche quelli italiani. In particolare il Corridoio Berlino-Palermo, diventa Helsinki-La Valletta (Malta) di fatto cancellando la finanziabilità del Ponte sullo stretto. Molti i motivi alla base della decisione, alcuni che ci appaiono congrui alla difficile situazione economica che l'Europa sta attraversando, altri che riguardano l'Italia in particolare (ritardi, slittamenti, lentezze burocratiche). Di fatto, la relazione sembra la pietra tombale sull'ambizioso progetto, che il ministro Altero Matteoli continua a difendere (ci crederà davvero?) a spada tratta. Il documento della Commissione chiarisce che per le infrastrutture saranno disponibili complessivamente 50 miliardi, la cui fetta più consistente, 21,7 miliardi, alle infrastrutture di trasporto. Si privilegeranno interventi più leggeri e meno costosi, come "l'uso estensivo delle infrastrutture esistenti, il completamento dei collegamenti mancanti, l`alleggerimento dei colli di bottiglia e l`uso piu` efficiente di` servizi in combinato multimodale". La Commissione, come ha preannunciato il commissario ai Trasporti, Siim Kallas, penalizzerà le opere in ritardo rispetto alla tabella di marcia, limando i fondi o addirittura azzerando l`intervento, come ha minacciato nel caso della Torino-Lione. In parole povere parlare di meno e lavorare di più....

Potrebbe interessarti anche