I Signori dell'Acqua

martedì 2 ottobre 2012

La crisi si combatte anche inventando nuovi sistemi per affrontarla; e molto può fare un approcio innovativo nella gestione delle risorse a disposizione dei clienti. E' sicuramente quello che hanno fatto nel gruppo Harsco Infrastructure, ripensando il proprio posizionamento sul mercato: si passa, almeno per una serie di progetti importanti, dalla semplice logica geografica di filiale (la sede segue il Paese dove si trova) a un'ottica di centri d'eccellenza, specializzati nell'affrontare e risolvere le problrmatiche strutturali dei grandi cantieri di tutto il mondo, intervenendo in affiancamento alla filiale locale. E qui arriva la sorpresa (non del tutto inaspettata a dire il vero): l'Italia (Harsco Infrastructure Italia) è stata scelta come polo di competenza per i progetti di opere idrauliche e infrastrutture; all'ufficio tecnico italiano, quindi, arriveranno i progetti e le problematiche di dighe, porti, infrastrutture idriche provenienti da tutto il mondo. Qualche esempio? La Grand Ethiopian Renaissance Dam, con una lunghezza di 1780 m e un'altezza di 145 (è la seconda infrastruttura cantierizzata al mondo) o il progetto Gibe III, altra diga monstre da 1870 MW. Un bel passo per gli italiani di Harsco e una bella assicurazione di lavoro per i prossimi anni, in barba alla crisi italiana...

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