Terra da scavo, si cambia

mercoledì 11 febbraio 2009

In tempi di notizie cattive, finalmente uno spiraglio di luce. È cambiato l'articolo 186 del testo unico Ambiente che prevedeva una complessa procedura autorizzativa per il riutilizzo dei terreni da scavo: cade l'obbbligo di individuare preventivamente gli impieghi futuri della terra scavata, cade la prevalutazione dell'"elevato grado di tutela ambientale", cade l'obbligo di dimostrare preventivamente che il terreno non danneggiasse in alcun modo il sito di nuova destinazione. Una semplificazione notevole che farà risparmiare parecchio denaro alle imprese che preferivano comprare nuovo terreno piuttosto che sottostare alle "forche caudine" del reimpiego con tempistiche lunghissime e esiti a dir poco incerti. Unici vincoli rimasti: la terra deve essere reimpiegata nel luogo di escavazione e deve, ovviamente, non essere contaminata. Si prevedono risparmi (a seconda delle aree geografiche) per i cantieri di piccole dimensioni di circa 25000-35000 euro, in proporzione i risparmi ovviamente crescono per i cantieri più grandi. Di questi tempi, una manna....

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