2013 ancora negativo

giovedì 23 maggio 2013

L’economia italiana, nel 2012 ha evidenziato un nuovo peggioramento dopo una fase di debole ripresa nel biennio 2010-2011 (+2,3%). Lo scorso anno si è chiuso con una contrazione del 2,4% rispetto al 2011. La stima Istat del Pil riferita al primo trimestre 2013, evidenzia un ulteriore calo del 2,3% rispetto allo stesso periodo del 2012. Si tratta del sesto trimestre consecutivo con variazioni tendenziali negative. Le prospettive dell’economia italiana per il 2013, secondo le stime contenute nel DEF di aprile 2013, sono ancora negative (-1,3%). La previsione tiene conto degli effetti del provvedimento relativo al pagamento dei debiti commerciali della Pubblica Amministrazione (40 miliardi di euro nel biennio 2013-2014). Secondo le valutazioni contenute nel DEF l’iniezione di liquidità manifesterà i suoi primi effetti positivi già dalla seconda metà dell’anno in corso e per il 2014 è previsto un aumento del Pil dell’1,3%. In questo contesto il settore delle costruzioni sta vivendo la crisi più grave dal dopoguerra ad oggi. L’indice Istat della produzione nelle costruzioni corretto per gli effetti di calendario, evidenzia a marzo 2013, una diminuzione del 20,9% rispetto allo stesso mese del 2012. Complessivamente nei primi tre mesi dell’anno in corso, l’indice registra un calo del 12,1% nel confronto con il primo trimestre del 2012. Si tratta del diciannovesimo trimestre consecutivo di calo della produzione delle costruzioni. Secondo le stime Ance, nel 2012 gli investimenti in costruzioni registrano una flessione del 7,6% in termini reali ed un ulteriore calo del 3,8% è previsto per il 2013. In sei anni, dal 2008 al 2013, il settore delle costruzioni avrà perso circa il 30% degli investimenti e si colloca sui livelli più bassi degli ultimi quaranta anni. La caduta dei livelli produttivi coinvolge tutti i comparti ad eccezione degli interventi di recupero del patrimonio abitativo, in crescita nel periodo considerato.

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