Pechino arriva in Serbia?

giovedì 28 novembre 2013

Il governo serbo sta valutando se accettare la proposta di un prestito da 223 milioni di euro da parte della Exim Bank, la banca export-import cinese, che coprirebbe con questa cifra gran parte, circa il 90%, dei costi di costruzione del tratto Obrenovac-Ljig dell’autostrada europea E-763, che collegherà la capitale Belgrado alla città montenegrina di Bijelo Polje. Il prestito sarebbe ventennale, con un periodo di grazia di 5 anni e tasso fisso del 2,5% annuo, secondo uno schema già in uso in diversi paesi africani. Sempre per quanto concerne la rete viaria, sono previsti altri lavori di una certa rilevanza. Si tratta in particolare dell’autostrada E80, nel tratto Pirot Est-Dimitrovgrad, un progetto in origine assegnato all’impresa austriaca Alpine, poi sospeso a causa dei noti problemi finanziari che hanno portato alla messa in liquidazione dell’azienda. Ora rimangono 14,3 km di autostrada da realizzare che, stando al bando di gara che abbiamo già pubblicato settimana scorsa, verranno completati grazie al finanziamento della EBRD (Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo). Riguardo la parte già realizzata della E80 è peraltro in atto un contenzioso legale tra il Ministero dei Trasporti serbo e la società liquidatrice di Alpine, la Jaksch Schoeller & Riehl. La società pubblica Koridori Srbije, controllata dal Ministero, rivendica infatti il pagamento di 78 milioni di euro per danni da parte della società austriaca, mentre a sua volta Alpine chiede di essere retribuita per i lavori già completati. La causa è attualmente al vaglio del Tribunale del Lavoro di Vienna e dovrebbe vedere l’apertura della seduta d’appello nei prossimi giorni.

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