Atlas Copco, la multinazionale svedese che fornisce prodotti e soluzioni per molti settori industriali fra cui anche quelli delle costruzioni e del mining, ha presentato un 2Q 2014 con dati in crescita nel confronto QoQ con il 2013. Il fatturato è infatti risultato pari a 23,3 miliardi di corone (2,54 miliardi di euro al cambio attuale) con un incremento del 7% rispetto al secondo trimestre 2014, così come gli ordini che sono saliti dell’11% nel confronto con il 2Q 2013, portandosi a 23,4 miliardi di corone. L’unico dato meno positivo riguarda l’utile che perde complessivamente il 2%, passando dal 19,6% al 17,9% del valore del fatturato. Delle 4 business area, quelle più strettamente connesse al settore meccanizzazione cava e cantiere ovvero “Construction Technique” e “Mining and Rock Excavation Technique” mostrano andamenti opposti. Se il segmento costruzioni presenta vendite in crescita del 6% a 4 miliardi di corone e ordini stabili a 3,8 miliardi, con margine operativo al 13,4% e ottimi risultati nel settore noleggio, quello minerario, come peraltro accaduto a tutti gli altri grandi produttori, ha conosciuto una nuova contrazione con le vendite che hanno perso un altro 19% fermandosi a 6,3 miliardi di corone, mentre gli ordini si sono ridotti “solo” del 3% per 6,4 miliardi di corone. La stabilizzazione degli ordini pare essere l’unico aspetto positivo di questo segmento che negli ultimi 2 anni ha vissuto un crisi piuttosto marcata in quasi tutte le regioni. Il gruppo ha infine confermato un outlook positivo per il FY2014 con un aumento di fatturato, senza precisare tuttavia la percentuale di crescita attesa a fine anno.