Ecco Komatsu

lunedì 3 novembre 2014

Completiamo con Komatsu i dati di vendita periodici forniti dai quattro maggiori produttori mondiali di macchine per le costruzioni. Il gruppo giapponese, nei primi sei mesi dell'anno fiscale iniziato il 1 Aprile, ha registrato una lieve crescita pari all'1,9% YoY, per un fatturato assoluto di 942,5 miliardi di yen, i quali, al cambio attuale, corrispondono a poco di 6,8 miliardi di euro.

Komatsu suddivide le sue attività di vendita in due segmenti: "Construction, Mining and Utility Equipment"e "Industrial Machinery and Other". La prima divisione che rappresenta quasi il 90% del fatturato, è salita dell'1,6%, portando 843,6 miliardi di yen grazie in particolare all'aumento di domanda di macchinari in Nord America (+4,6%), Europa (+30%!) e singoli paesi di Asia (+13,1% esclusi Cina e Giappone), Africa (+10,4%) e Medioriente (+12,4%), favorita anche dal deprezzamento dello yen nei confronti delle altre monete forti negli ultimi 6 mesi.

Risultati negativi sono invece arrivati dai prodotti da miniera, anche se superiori alle attese, e dalle cadute di domanda in Cina (-14,3%), Oceania (-16,7%) e area CIS (-21,9%), già registrate anche da tutte le altre maggiori case produttrici. Complessivamente è calato il numero delle macchine vendute, senza intaccare tuttavia il volume degli affari totali.

Il segmento "Industrial Machinery and Others" invece valso al gruppo 102,4 miliardi di yen nei sei mesi, segnando un incremento del 2,8% YoY. L'aumento è dovuto principalmente alla crescita nel settore della strumentazione industriale, non strettamente connessa al settore delle costruzioni, con una nuova attività, sotto il marchio Komtrax, che il gruppo ha lanciato lo scorso Luglio in Cina, Sud-est Asiatico e Nord America.

Per quanto riguarda il proseguimento dell'anno fiscale, tenuto conto di un miglioramento per certi versi inatteso del segmento "mining" e di un mercato nordamericano definito "vivace", Komatsu si aspetta di chiudere al 31 Marzo 2015 con 1.925 miliardi di yen (intorno ai 14 miliardi di euro), migliorando le stime di inizio anno (erano attesi 1.880 miliardi di yen), anche se in leggera discesa rispetto ai 1.953,6 miliardi dello precedente anno fiscale.

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