Betonrossi sceglie la tecnologia Cifa

lunedì 8 giugno 2015

Gli impianti con mescolatore, ancora poco usati in Italia, garantiscono indubbi vantaggi a tutta la filiera di produzione del calcestruzzo (migliore affidabilità, più resistenza) con emissioni inquinanti minori per metro cubo prodotto; sono anche molto più razionali degli impianti tradizionali, consentendo un impiego più efficiente degli ingredienti, un importante risparmio di carburante delle autobetoniere, e una minore usura delle stesse. Per questo Cementirossi ha voluto per il suo sito di Pescantina un impianto con mescolatore Cifa, caratterizzato tra l'altro da un altissimo livello di automazione e controllo.

L’impianto è un Cifamix 100, che è in grado di garantire una produzione giornaliera dai 500 ai 2000 m³, con skip per il carico degli inerti nel mescolatore, quattro silos per cemento, un gruppo inerti a sei scomparti e un sistema di carico inerti tramite nastro inclinato e quattro tramogge interrate.

Le tramogge, tutte automatizzate, sono connesse con l'impianto da un nastro inclinato, dove gli inerti vengono sollevati tramite uno skip, che garantisce importanti velocità di carico per il mescolatore.

Dalla sala di comando si gestisce l’uscita del calcestruzzo dal bocchettone del punto di carico, sotto il quale si posiziona l’autobetoniera per essere riempita. Quasi tutti gli impianti Betonrossi hanno il mescolatore, e di fatto l’azienda è stata “pioniera”, sul territorio nazionale, di questo sistema dimostrando che i calcestruzzi premescolati garantiscono miglior qualità rispetto a quelli a secco.

Betonrossi ha acquisito numerosi impianti nel Nord Italia (ora sono 40), molti dei quali marchiati Cifa, e anche tra quelli nuovi la scelta si è rivolta soprattutto all’azienda di Senago.

L’importante sfida di Betonrossi consiste nell’impostare tutti gli impianti di betonaggio su un’automazione avanzata, per far gestire dalle sale di comando degli impianti più strategici tutti i punti di carico della provincia di appartenenza. Proprio come accade a Pescantina, che gestisce gli impianti dell’area di Verona.

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