Come ti scavalco il Canale

lunedì 20 luglio 2015

La sfida è di quelle che si vedono raramente: aiutare Vinci (il colosso delle costruzioni francese) a costruire il terzo ponte che scavalcherà il canale di Panama, raddoppiado di fatto il flusso veicolare disponibile.

Il nuovo, enorme manufatto, si svilupperà su una lunghezza complessiva di 4,6 km, con il piano stradale sospeso a 75 metri sul livello del mare, e sarà realizzato in cemento armato, su due piloni (alti 200 metri) sdoppiati superiormente e con carreggiate  a quattro corsie.

Brand Italia (Centro di eccellenza per  il settore Hydropower di Brand a livello mondiale) sta affiancando il costruttore fin dalle fasi iniziali per individuare la migliore soluzione provvisionale per i getti di calcestruzzo: è stato messo a punto un sistema ad hoc di casseforme autorampanti  che permettesse di tener conto delle variazioni dimensionali delle pile (in funzione dell'altezza), in grado di portare un ponteggio di notevole altezza (10 m), con la possibilità di sollevare in quota il ferro d'armatura, in modo da poter eseguire i lavori di posa del ferro e di casseratura in elevazione.

La situazione si complica ulteriormente  poiché l'impresa ha richiesto il dimensionamento del cassero per una spinta di getto di 60 kN/m2 determinata dall'utilizzo di un calcestruzzo piuttosto fluido. Tenendo poi conto del gran numero di boccole di connessione del ferro d'armatura molto fitto, è stata  anche richiesta una bassa densità di legature al m2.

La soluzione individuata da Brand ha configurato un sistema di casseforme in acciaio e legno con un sistema di ponteggi ( Cuplok) agganciati ai  sistemi rampanti, molto versatili e abbastanza leggeri. La variazione di misure nei pianali rampanti ha imposto di prevedere dei sistemi con regolazione telescopica nei camminamenti, per evitare l'utilizzo di compensazioni che fossero semplicemente appoggiate e affiancate da un pianale all'altro.

Questo sistema, in presenza di venti particolarmente forti, avrebbe infatti rappresentato un potenziale rischio per la sicurezza di chi lavorava in quota. E' stato pertanto studiato un particolare sistema che consente al pianale di allungarsi o di accorciarsi.

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