Quando il cervello conta

venerdì 9 ottobre 2015

Il "Tube" di Londra è il simbolo indiscusso di tutto ciò che è Underground; non solo perchè la rete metropolitana della capitale inglese è tra le più estese al mondo, ma anche perchè è la più antica e tra le più frequentate del Pianeta.

Proprio per questo flusso, sempre crescente, di passeggeri, si è resa necessaria la ristrutturazione di Victoria Station, sulla Victoria Line (costruita negli anni '60). Il progetto e i lavori sono affidati a una joint venture tra  Bam Nuttall e Taylor Woodrow che hanno scelto l'italiana Cifa (del gruppo cinese Zoomlion) come fornitore di tutte le casseforme in acciaio.

La scelta, che ha privilegiato il produttore di Senago su un gran numero di altri competitor di tutto il mondo, è caduta su Cifa per la soluzione tecnologica proposta (particolarmente ingegnosa ed efficiente) per realizzare la complessa rete di passaggi secondari, accessi delle scale mobili e passaggi di interconnessione sia pedonali sia di servizio; una vera e propria ragnatela di tunnel di dimensioni, sezioni e geometrie differenti fra loro, un vero e proprio incubo per progettisti e costruttori.

Cifa ha proposto un sistema basato su un unico carro e su casseforme flangiate costruite su diversi raggi, con tolleranze minime di freccia; inoltre il carro era in grado di variare in altezza e lunghezza la propria configurazione, velocemente e in completa sicurezza.

Nel dettaglio Cifa ha fornito un cassero a tre elementi, con una lunghezza globale di 5 m, adattabili alle 7 sezioni della rete, trasportati da un carro lungo (≈6,85 m) motorizzato che si spostava su binari; nelle curve il carro si accorcia, rimuovendo le prolunghe longitudinali, mentre per realizzare le sezioni di tunnel con diverse altezze è stata realizzata una soluzione che prevede l'impiego di gambe telescopiche a tronchi sflangiabili e cilindri di sollevamento suppletivi esterni.

Altrettanto efficace il sistema studiato per il getto del Pal10, cunicolo destinato alla scala mobile della stazione metropolitana con pendenza di 30°: un sistema di funi a tiro in seconda solidali ad un argano da 7,5 tonnellate, completato da un contrappeso anti-ribaltamento, ha consentito al carro di lavorare in sicurezza sia nella fase di trasposto sia in quella di posizionamento delle forme per il getto.

Molto ingegnoso infine, il sistema che ha permesso di completare i getti di “scollinamento” tra le camere a pendenza orizzontale (superiore ed inferiore) e la camera inclinata a 30°; la complessità stava in questo caso sia nello studiare un’opportuna procedura di trasporto e posizionamento dei casseri di completamento getto sia nella cura dei dettagli geometrici e costruttivi di ciascun cassero che, a causa delle diverse raggiature delle sezioni a pendenza orizzontale ed inclinata, comportava una forma geometrica complessa assimilabile ad un trapezio a sezione variabile. Mediante l’ausilio di un sollevatore telescopico, tenuto in sicurezza da funi collegate ad un argano posto nella camera superiore, è stato possibile trasportare il cassero trapezio all’imbocco della camera inferiore.

Allora non è sempre vero che è solo il prezzo che conta, complimenti a Cifa!

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