Alimak Hek tra i canguri

martedì 14 luglio 2009

Il Sydney Harbour Bridge non è un ponte qualsiasi; per gli australiani è il Ponte, un simbolo architettonico che rivaleggia a livello mondiale con il Golden Gate di San Francisco e il Ponte di Verrazzano a New York. Proprio per questo le richieste qualitative fatte alle imprese che parteciperanno ai lavori di ristrutturazione sono state, a dir poco, proibitive. Per quel che riguarda le strutture provvisionali in particolare, la Bridgeworks Alliance,  titolare dei lavori, ha imposto non solo rigidissimi criteri di sicurezza e di protezione dei lavoratori, ma anche l'assoluto obbligo di minimizzare l'impatto visivo sulle strutture del ponte. La scelta è caduta su un sistema di piattaforme autosollevanti proposto dalla Alimak Hek, il cui progetto è stato modificato espressamente per venire incontro alle particolari richieste della committenza. 10 piattaforme verranno utilizzate nel corso delle opera di ristrutturazione dei grandi archi secondo un programma lavori che prevede prima il rifacimento dei lati est e ovest della sezione nord del ponte per poi spostarsi, una volta completata, a quella sud.

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