L’Italia fanalino di coda per lo sviluppo delle infrastrutture

giovedì 29 ottobre 2009

Il rapporto sulle infrastrutture di trasporto, presentato lo scorso 27 ottobre dall’Aci, illustra una situazione italiana alquanto negativa: ritardi, opere incompiute, progetti non ancora finanziati, carenza d’investimenti privati e contenziosi giudiziari enormi che aumentanoi costi e i tempi di consegna, fanno scivolare il nostro Paese all’ultimo posto della classifica europea, superata anche dal Lussemburgo che presenta una dotazione superiore al 141% rispetto alla nostra. La situazione italiana per migliorare necessiterebbe di 50 mld di nuove risorse che andrebbero a colmare il gap che costa all’Italia 7,5 mld di Euro l’anno, senza contare che il 43% delle opere è ancora senza copertura finanziaria. L’esempio per colmare il gap è la Spagna: nel 1985 segnava -32% ed oggi registra un + 9%. Alla luce dei dati presentati la domanda che ci si pone è: se in Francia e Spagna l’alta velocità è costata meno di 10 milioni al km, perché in Italia è arrivata a costare 32 milioni?

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