I dati CRESME? Agghiaccianti

mercoledì 18 novembre 2009

Il rapporto Cresme fotografa un settore  in caduta libera che ha visto, nel 2009, la caduta degli investimenti raggiungere la pesante cifra del -10,1 % (rispetto a stime precedenti sempre Cresme del -5,7%). Anche il 2010 non sarà certo roseo con una caduta previsionale meno netta, certo, ma sembre sconsolante: -2,8%. A questo punto la riduzione complessiva del settore edile, calcolata sull'ultimo quadrienno raggiungerà il -18%. L’analisi del Cresme sui bilanci di 1000 imprese della filiera delle costruzioni ha messo in evidenza come già nel 2008, l’11% delle imprese del campione, è condizionata da margini operativi negativi e perdite di bilancio, e il 12% da margini operativi positivi e perdite di bilancio dovute alle esposizioni finanziarie.  E non è finita qui, se le imprese soffrono, i produttori di materiali e attrezzature soffrono di più:  la recessione nel biennio 2008-2009 sta investendo con una violenza sconosciuta le industrie produttrici del settore delle costruzioni. In due anni la flessione è di 30 punti percentuali. Per il Cresme il comparto residenziale tornerà a crescere, anche in forma sostenuta, solo nel 2012 e nel 2013. Pesanti saranno ovviamente gli influssi sull'occupazione: per il 2010, si prevede un calo dei lavoratori dipendenti del settore di circa 250.000 unità. 

Potrebbe interessarti anche