Europa e Cina due modi diversi di fare edilizia

martedì 12 gennaio 2010

Nel Paese del Sol Levante l’evoluzione edilizia è talmente veloce che non è raro demolire edifici costruiti in tempi relativamente recenti, come negli anni ’80, per fare spazio a nuove costruzioni ritenute più moderne e funzionali o magari per realizzarne alcune più alte al fine di andare incontro alle esigenze demografiche della Cina oltrechè per assecondare le loro esigenze di continua innovazione. Questa cosa in Europa sarebbe anomala e forse verrebbe considerata anche una sorta di spreco edilizio, in quanto il più delle volte gli edifici cinesi non sono stati demoliti perché non più idonei o costruiti in maniera sbagliata ma al solo scopo di guadagnare di più. Tutto questo è stato dimostrato da un’imprevisto avvenuto a Liuzhou, nel sud della Cina, sorto durante la demolizione di un edificio di 22 piani. Quest’ultimo si è spaccato a metà, ma invece di sbriciolarsi su sé stesso, i due tronconi sono rimasti integri; inoltre per poco non è stata sfiorata la tragedia in quanto un’ala del palazzo si è abbattutta a terra fortunatamente senza creare danni, mentre l’altra ala è rimasta inclinata creando una suggestiva variante nello skyline. Questo avvalora la tesi secondo la quale l’edificio non era affatto vecchio né costruito male.

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