Sollevamento l’unica luce

Solo il sollevamento con novità al Saie

A un visitatore interessato alle macchine e attrezzature da cantiere che mancasse da quattro anni, l’edizione del SAIE 2012 avrebbe fatto davvero impressione; il vuoto assoluto delle macchine da cantiere, se si fa eccezione di quelle specializzate nel sollevamento che hanno presidiato (bene) l’area 44, la 45 e la 48 (molto meno bene). Colpa della crisi? Sicuramente si, ma non solo, probabilmente colpa anche della mancanza di idee da parte dell’Ente fieristico ripropone (parliamo sempre del settore della meccanizzazione) sempre lo stesso modello ormai almeno da 15 anni. Quindi niente da vedere per i visitatori (in calo anche quelli) in cerca di novità? Fortunatamente no, qualcosa c’era e lo proponevano appunto i produttori delle macchine per il sollevamento. Vediamo le principali novità (quelle vere non le riproposizioni di modelli già visti o addirittura già sul mercato).

Parola d’ordine: nessuna limitazione

Cominciamo con l’area 44, dove particolare interesse ha destato la nuovissima CTE Zed 23 JH, una piattaforma autocarrata articolata con 23 metri di altezza di lavoro, molto compatta, con jib, doppio braccio articolato e portata maggiorata a 300 kg, senza limitazione su tutta l’area di lavoro. Sempre per CTE, a Bologna anche la ZED 20.2 H (con braccio a doppio pantografo e braccio telescopico a 1 sfilo e portata da 230 kg, che possono arrivare a 300, su tutta l’area di lavoro) e la ZED 21 H (questa non una novità assoluta. CTE ha deciso di esporre a SAIE con la controllata Effer che ha presentato la gamma rinnovata delle proprie retrocabina, 10 i modelli lanciati quest’anno, a partire dal suo modello più grande, la 1855, attualmente la gru più grande al mondo installabile su autocarro da 32 ton in versione 9S + 6S con verricello e 6 stabilizzatori e sbraccio di 49 metri. Sempre sullo stand interessanti anche la 525 con un ottimo rapporto peso/prestazioni anche grazie all’impiego di acciai altoresistenziali e del sistema elettronico Progress che, oltre a ottimizzare le prestazioni innalza decisamente la sicurezza operativa. Sempre al 44, Oil&Steel ha portato davvero tante novità, a partire dalla Snake 2612 Compact, che arriva fino a 26 metri e consente all’operatore di effettuare movimenti verticali di precisione millimetrica, grazie alla struttura a doppio pantografo; poi la Snake 2312 Compact REL, evoluzione della Snake 2311, con stabilizzatore ad H anteriore e in sagoma posteriore, in modo da garantire uno sbraccio maggiore. Inoltre, in aggiunta ad uno dei ragni storici di casa Oil & Steel, Octopussy 1402 Classic, è stato presentato il nuovo Octopussy 2300 EVO, capace, in pochissimo spazio, di raggiungere un’altezza di lavoro di 23 metri. Gamme riviste anche per PM, il marchio di retrocabina del gruppo, che propone i modelli della gamma Platinum, dalla 100 SP, top di gamma, fino a nove sfili idraulici, fino alla 65 SP, con il nuovo sistema di rotazione continua con due motoriduttori, centralina elettronica PM Power Tronic Advanced e dispositivo di controllo stabilità PM Stability Power System.

Ancora 44, ancora novità

Si continua il giro della 44 con la nuova piattaforma autocarrata a braccio telescopico MJ210 della piemontese Multitel; esposta su Nissan Cabstar 35.12 ha un'altezza di lavoro di poco inferiore ai 21 metri, equipaggia un interessante jib telescopico che le consente un'ampio margine operativo in presenza di ostacoli. Continuiamo poi con uno degli stand più belli di questa fiera depressina, quello di Fassi; il produttore di Albino ha presentato due novità: la retrocabina F110B (co biella in corrispondenza dello snodo tra colonna e il braccio principale ed eventualmente di una seconda biella tra braccio principale e braccio secondario) e l’interessantissimo SmarApp, sistema di telediagnosi (che consente davvero di ottimizzare la gestione della gru) che può essere tranquillamente visualizzato su Smarphone (la tecnologia è Android). Imponente poi la presenza della grande Fassi F1950RA.2.28 (acquistata dalla austriaca Spiegl), montata su Man che può raggiungere uno sbraccio orizzontale di 45 metri, un momento di carico fino a 138 tonnellate/metro per un peso proprio di circa 15 tonnellate. Anche Isoli infine porta una autocarrata nuova, la PNT 205 N-H, evoluzione della PNT 205 N.

Nel 45, tutti stretti con caduta

Il padiglione 45 ha avuto il suo momento di gloria con la caduta di una delle macchine esposte, probabilmente per un problema di stabilizzazione. Oltre a questo, anche qui qualche novità a partire da quelle di Socage che con la sua TJJ54 Forste, una piattaforma articolata allestita su autocarro da 32 tonnellate con jib e altezza di lavoro di 54 metri (600 kg la portata in cesta) ha impressionato dvvero;  molto interessante lo sbraccio, che raggiunge i 40 metri e utilissimo anche il jib secondario che consente di lavorare davvero bene sottocapriata e sottoponte. Non in anteprima, ma degna di nota anche la DAJ332, piattaforma aerea a doppia articolazione, per autocarri da 7,5 ton, che monta un jib idraulico in grado di compiere un movimento verticale da -90° a +15°. Novità golosa anche da Cela che porta in anteprima assoluta la sua nuova Cela DT30, macchina pensata per il noleggio a freddo (si guida con la patente C) con prestazioni davvero notevoli:  peso totale a terra minimo 60 quintali altezza operativa di30 metri, sbraccio massimo di 16 metri con in più la possibilità di scavalcare ostacoli di 16 metri. 

Area 48, i pochi ce la mettono tutta

L’area 48 è forse quella che dà più la misura dei problemi che il SAIE sta vivendo nel mondo delle macchine; gli espositori si sono dimezzati, ma qualche luce anche qui c’è, a partire da Hinowa che, anche quest’anno propone un nuovo modello della sua specialità, i ragni: parliamo della nuova Lightlift 20.10 Performance IIIS, una piattaforma cingolata che monta un jib di nuova concezione (che in Hinowa chiamano Performance) e che consente di lavorare, su tutta l’area di sollevamento, con 230 kg di portata, risultato davvero interessante per una macchina compatta che arriva però a 20 metri di altezza, garantendo anche uno sbraccio costante di 9,7 metri. Oltre al sistema di trazione a tripla velocità (fino a 3 Km/h), la macchina è dotata di un controllo sull’inclinazione e decelera automaticamente in condizioni estreme. La Lightlift 20.10 Performance IIIS è disponibile con diverse motorizzazioni: benzina, diesel, e con il sistema Hinowa “Lithium Ion” con pacco batterie al litio per situazioni che richiedono silenzio, nessuna emissione gassosa e nessun collegamento elettrico esterno. Dal settore dei telescopici, presenti solo Merlo e Dieci, con gli stand istituzionali (su quello di Dieci spiccava il nuovo Hercules 100.10), mentre interessante la presenza di Goldhofer, peso massimo nella realizzazione di mezzi per trasporti eccezionali che a Bologna ha esposto portato un semirimorchio con pianale basso STZ-L5 a cinque assi un semirimorchio SPZ-DL 3 A con pianale dritto telescopico a 3 assi e un THP/SL (2+3), modulare di nuova concezione per i carichi pesanti.

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