Il più grande dItalia

Sarà gestito dalla società Adriatic LNG partecipata da ExxonMobil Italiana Gas, Qatar Terminal Limited e Edison

Stupisce, perché è enorme e per la complessità costruttiva. E il rigassificatore Adriatic LNG di gas naturale liquefatto, inaugurato il 20 settembre 2008, costruito in Spagna, per una parte, e nellArsenale di Venezia, per laltra. A 15 km dalla costa veneta, il rigassificatore è stato calato in acqua fino 28 metri di profondità. E lì rimarrà, per produrre 8 miliardi di m3 di gas, cioè una quantità pari al 10% del fabbisogno nazionale di metano. Progetto finanziato dalla Ecson. I lavori allArsenale sono stati diretti con l’ausilio di una ditta norvegese con esperienza decennale in opere off-shore, l’Aker Kvaerner Contracting. Ditta esecutrice l’Impresa di Costruzioni Ing. E. Mantovani, di Padova. Altra indiscussa protagonista del cantiere è stata l’azienda Dalecom, di Paese (TV), che ha eseguito i getti. Il rigassificatore è in cemento armato con, in sé, due serbatoi in acciaio. La struttura costituisce una vera e propria isoletta artificiale a cui le navi metaniere possono attraccare e scaricare il loro gas. Un gasdotto sottomarino permette di collegare il rigassificatore alla costa e di far arrivare il gas alla rete sulla terraferma.

I mezzi

A Venezia più che altrove, in cantiere tutto va organizzato con rigido ordine. Tutto non richiede che eccezioni. Lavorare in Laguna vuol dire operare lingegnoso stravolgimento di ogni tipica condizione logistica. Non ha fatto eccezione il trasporto dei mezzi forniti a noleggio da Dalecom alla Mantovani: partenza da Fusina e navigazione sino all’Arsenale delle due chiatte su cui hanno trovato posto tre autobetoniere Cifa a 4 assi su autocarri Volvo e le pompe Cifa autocarrate K52L-XRZ e K31/XZ, le Putzmeister BSF 46.16 H LS, K40 XRZ e TMP 28.89 S.

Scrupolose procedure

Sono stati chiesti requisiti restrittivi per il calcestruzzo impiegato in cantiere. Dovendo assicurare una resistenza molto alta e una lunghissima durata dell’opera nel tempo, si sono seguite procedure particolari di preparazione e si è tenuto sotto costante controllo la temperatura. Portandola alla temperatura di 5 °C, è stata refrigerata l’acqua impiegata per l’impianto di betonaggio. Sono stati raffreddati gli inerti con del ghiaccio e, quando necessario, messo direttamente il ghiaccio nell’impianto di betonaggio: il calcestruzzo, messo in opera, non poteva superare i 65 °C.

Tubi su misura

Sono state modificate le tubazioni per trasportare il calcestruzzo, allo scopo di renderle adatte al cantiere dellArsenale, perché i tubi standard delle pompe autocarrate erano di dimensioni eccessive. Attraverso riduzioni, si sono ottenuti dei tubi per i getti di diametro speciale che potessero essere collegati alle pareti della struttura del gassificatore.

Attenzione ai pesi

Umberto Trocco, Construction manager della Mantovani per il progetto del gassificatore off-shore: In cantiere, in alcune fasi operative, con presenti oltre 200 persone, abbiamo costruito i due moli d’ancoraggio per il terminal gasiero e, al termine dell’opera, abbiamo allagato il bacino, secondo il procedimento seguito durante la sistemazione delle navi, per fare galleggiare i manufatti. In tutta la fase del progetto c’è un’attenzione particolare ai pesi, alle quantità di acciaio e di calcestruzzo impiegate.

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