Sulla strada per Parigi

La seconda parte delle anteprime per Intermat: il settore del sollevamento sotto la lente

Numerosi sono gli spazi lasciati vuoti da firme importanti che per scelta o per necessità hanno deciso di disertare la manifestazione Parigina; chi si recherà in Francia non vedrà ad esempio Alimak Hek,  Genie, JLG e Niftylift solo per citarne alcuni... Tuttavia chi sarà presente non ha rinunciato a presentare novità anche importanti, dimostrando una capacità di saper cogliere le sfide davvero degna dell’imprenditoria di frontiera a cui ci avevano abituato Ford e compagni. Il mercato del sollevamento è, da settembre, in fortissima difficoltà e molti dei marchi più blasonati hanno dovuto (per necessità o calcolo) ricorrere a strumenti estremi come i licenziamenti o la cassa integrazione. Tuttavia una buona spinta, almeno in Italia, arriva dal mercato del noleggio che è per quasi tutti i marchi più importanti in controtendenza, anche se resta sempre il nodo irrisolto della riscossione del credito. Vediamo quindi le principali novità, in rigoroso, come al solito, ordine alfabetico.

Cominciamo dagli spagnoli...

Ausa, poco presente (con nostro rammarico) sul mercato italiano presenta il suo nuovo sollevatore telescopico Taurulift T276H con capacità di sollevamento massima a 6100 mm di altezza di 2700 kg. Spinto da un motore turbo diesel Kubota, il T276H raggiunge la velocità massima di spostamento su strada di 24 km/h. CTE non avrà novità vere e proprio di prodotto, ma sarà presente per la prima volta con i nuovi marchi Zed (ex serie Z) e Traccess (ex CTE CS); si tratta di uno sforzo importante di riorganizzazione dei marchi di prodotto che dovrebbe dare nuova visibilità a CTE a livello mondiale. Per i veneti della Faresin Handlers due reingegnerizzazioni di prodotto, volte al miglioramento prestazionale: le macchine interessate sono il 6.28 e il 7.30. Nel settore delle gru tuttoterreno spicca la più recente proposta della Grove Manitowoc: la nuova GSK 55 riesce a combinare la capacità di sollevamento tradizionali di Grove con la flessibilità e la capacità di movimento di una classica autogrù stradale. Monta un motore Iveco da 93 kW e garantisce una capacità di sollevamento massima di 55 ton con un braccio principale da 43 metri.

Sempre più automontante

La francese Haulotte porta la sua nuova piattaforma HA 120 PX; con i suoi 12 metri di altezza di lavoro, la HA 120 PX a braccio articolato sostituisce la HA 12 PX che esce di produzione. Ideale per lavori di ristrutturazione, per l’impiantistica e per gli installatori elettrici. Sempre i francesi presentano per la prima volta in Patria la H28 TJ, con braccio telescopico da 28 metri, già vista nelle principali fiere dello scorso anno.
Interessante, fra quelle esposte in fiera, la nuova gru automontante Liebherr MK 88, che succede alla vecchia MK 80, stabilendo nuovi parametri di dimensione, equipaggiamento e performances per la categoria. Davvero un bel mezzo, frutto della tecnologia e dell’esperienza Liebherr che tiene del predecessore solo le dimensioni di trasporto. Con un raggio di lavoro di più di 44 metri, la nuova MK 88 è stata pensata per lavorare in spazi particolarmente ristretti come quelli urbani e sfrutta una tecnologia di montaggio che consente di avere la gru pronta in circa 15 minuti. Un cantiere (e anche di più) al giorno...

E gli italiani?

Merlo dovrebbe portare il nuovo Roto 45.21, capace di una portata di 4500 kg e un’altezza di sollevamento di 20,8 metri. Multitel Pagliero presenta a Parigi il suo ragno SMX170 con altezza di lavoro di 17 metri e le piattaforme autocarrate MX130 e MX270, quest’ultima montata ora su Mitsubishi. Ridisegnata la cabina e ripensati i joystick elettroproporzionali per ridurre la fatica dell’operatore. Fra gli italiani Oil&Steel (vedi articolo) fa la parte del leone, portando a Intermat diversi nuovi modelli: quattro le novità assolute di prodotto, la Snake 1770 Compact, la Snake 2512 Compact e due macchine della gamma Octopussy, la Evo 1500 e la Evo 1800. La Snake 2512 Compact è presentata su Iveco Daily da 6 ton e garantisce un’altezza di lavoro massima di 25 metri, con un sbraccio di 12. Le piattaforme cingolate della serie Octopussy, invece, presentano un interessante soluzione con jib rotante idraulico (45° dx/ 45° sx). Palazzani, infine, presenta a Parigi il suo Ragno TSJ 23, macchina da 23 metri di altezza di lavoro con carro retraibile, particolarmente utile per cantieri angusti e di difficile accesso


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