Colmata addio

Entro l'anno, gara da 115 milioni per bonificare il sito inquinato di Bagnoli

È iniziato il conto alla rovescia per la “colmata a mare” di Bagnoli. La piattaforma artificiale di cemento che di fatto impedisce la piena bonifica del litorale ovest di Napoli potrebbe essere demolita a partire della prossima primavera. Entro un paio di mesi, infatti, dovrebbe essere indetta la maxigara da 115 milioni a carico del ministero dell’Ambiente e della Regione Campania; a breve saranno pronti il progetto preliminare e il capitolato redatti dal commissariato di governo alle Bonifiche e dal provveditorato alle Opere Pubbliche. Pur non essendo ancora pronti tutti i decreti attuativi necessari all’appalto, si sta assistendo a un’accelerata alle procedure per dare inizio al cantiere entro i primi mesi del 2009. La gara, infatti, ha già accumulato sei mesi di ritardo dovuti al cambio di Governo e alle incertezze legate alla cessazione delle funzioni del commissariato di governo delle Bonifiche a fine dicembre 2008. Entrambi i nodi oggi sono sciolti. Da una parte il Ministero dell’Ambiente ha confermato gli impegni presi dal precedente; dall’altra è stata già firmata la convesione che segna il passaggio di competenze dal commissariato al provveditorato alle Opere Pubbliche di Campania e Molise.

Dalla rimozione alla bonifica

L’intervento di bonifica di Bagnoli prevede la totale rimozione della colmata che, creata con le scorie industriali dell’ex Ilva, si estende su una superficie complessiva di 220mila m2, da Nisidia fino alla località Pietra. Alla rimozione, che dovrebbe concludersi entro il 2010, seguiranno la bonifica dei fondali, la posa in opera di una barriera sul fondale, il dragaggio dei sedimenti e degli arenili. I sedimenti non pericolosi della bagnata saranno trasportati a Piombino; le aree liberate saranno messe all’asta per la realizzazione di residenze e alberghi completando il processo di trasformazione urbana dell'area ex industriale.

Un po' di storia

È negli anni sessanta che l’Ilva di Bagnoli inizia a scaricare i residui della lavorazione della ghisa e dell’acciacio misti a cemento nell’area compresa tra via Coroglio, il mare e due pontili. Le scorie dello stabilimento siderurgico vanno quindi a formare e riempire la colmata a mare. La vicenda ha una svolta nel 1996 quando se ne decide la bonifica affidandola alla Bagnoli Spa. In sei anni, però, si riesce solo a mettere in sicurezza la zona. Nel 2002 la società viene sciolta ed è rimpiazzata da Bagnolifutura Spa. Viene firmato a luglio 2003 l’accordo di programma che prevede la rimozione della colmata a cura dell’Autorità Portuale di Napoli con il trasporto dei materiali nel porto della città partenopea per la realizzazione della darsena di Levante, ma che però si conclude con un nulla di fatto. Un nuovo accordo, siglato da luglio 2007, prevede il trasporto del materiale bonificato nel porto di Piombino.



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