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A finanziare le opere, oltre l'ingente intervento pubblico, sarà la vendita degli immobili da costruire

E' misconosciuto, ma adempie precisamente, se ben manovrato, allo scopo per cui è stato pensato. Si chiama STU. Vuol dire Società di Trasformazione Urbana. E' uno strumento operativo di cui dispongono le amministrazioni comunali per il controllo di estesi e importanti interventi di riqualificazione del territorio. E' un mezzo per gestire complesse operazioni urbanistiche e architettoniche. Fra i più riusciti "casi di STU" e fra i primi in Italia c'è quello di Parma. Una delle amministrazioni italiane più reattive e che, seguendo la volontà di dare una nuova qualità all’area limitrofa alla stazione ferroviaria ricucendola al tessuto urbano centrale, ha trovato, per l'appunto, uno strumento legislativo efficace nella formula della STU, Società di Trasformazione Urbana. Coerentemente con la complessità dell'intervento, a Parma si sono create due STU per tracciare le linee guida delle opere di riqualificazione: “STU Pasubio”, incaricata di occuparsi dell’area ex Manzini, tra via Pasubio e via Palermo, e “STU Area Stazione”, il cui obiettivo "è connettere a livello fisico, visuale e sociale le aree a Nord e a Sud della stazione ferroviaria, sfruttando la ristrutturazione dell’edificio principale". Sono in corso i lavori relativi al primo stralcio (in corso di aggiudicazione il secondo stralcio).

Temporary Station

STU Area Stazione ha incaricato di sviluppare un piano urbanistico e architettonico il gruppo MBM Arquitectes, cioè il noto studio d’architettura di Barcellona (fondato, nel 1951, da Oriol Bohigas e Josep Martorell), e già attivo in Italia con il PRG di Salerno, i progetti per il waterfront di Catania, Mola di Bari, Falconara e Taranto (www.mbmarquitectes.cat). E lo studio spagnolo ha pensato a un masterplan: il New City Parma, che sarà la risorsa inalienabile per creare un sistema infrastrutturale efficiente per la città. Nel più ampio New City Parma si ha il progetto Temporary Station, per la riqualificazione della stazione ferroviaria di Parma, che significa la riqualificazione dell'intera area di città a nord della stazione. Nel progetto sono integrate le stazioni della nuova linea metropolitana e delle autocorriere extra-urbane.

Nuova forma di collaborazione pubblico-privato

Il Temporary Station sarà finanziato dal Comune e dalla Regione, per un importo complessivo di oltre tre milioni di euro. Ma non solo. La singolarità, che dà un piglio innovativo e insolito all'operazione, è che la gestione finanziaria dell'intervento è stata possibile anche grazie al fatto che i futuri immobili saranno, per la maggior parte, venduti. Di rilievo la portata della novità, pertanto: si impiegano risorse immobiliari di pertinenza del settore pubblico per finanziare opere che sono, al contempo, pubbliche e private e che, a prescindere dalla loro futura proprietà, sono state pensate all'interno di un progetto di riqualificazione urbana di iniziativa pubblica.

Area restituita alla città

Sarà interamente ripensata l'area a fronte dello stabile dell'attuale stazione ferroviaria: "Creare una stazione temporanea che, oltre a garantire funzionalità e organizzazione, sia un emblema della mobilità, perché costruita secondo i canoni della modularità, della leggerezza, della trasportabilità, della flessibilità". Il trattamento di riqualificazione dell'area a nord della stazione ferroviaria e della stazione stessa corrisponde corrisponde all’obiettivo di riqualificare una zona centrale rispetto al centro storico di Parma, ma attualmente in una condizione di "esilio periferico" rispetto alla città.

Il progetto

Così precisa lo studio incaricato del progetto: "Come accade in molte città europee, anche a Parma il sistema ferroviario costituisce una grave cesura urbana, soprattutto nella zona della stazione, dove si accentua l’incomunicabilità tra le parti a nord e a sud dei binari. La parte a sud è collegata al centro urbano con una piazza di discreto valore monumentale, mentre la parte a nord è un quartiere disomogeneo, suburbano, caratterizzato dalla presenza di depositi e fabbriche dismesse, mal collegato con il centro città. L’intento progettuale tende a ricomporre l’intero brano di città compreso tra viale Bottego, a sud, e via Brennero, a nord, dando vita, a nord, ad un nuovo spazio urbano, che sia la continuazione architettonicamente coerente della piazza a sud (Piazzale Carlo Alberto Dalla Chiesa) e che abbia la funzione di principio generatore della trasformazione del quartiere. Il progetto consentirà di riorganizzare anche l’edificio della stazione: sarà realizzata una nuova stazione al di sotto della via ferrata. Saranno integrate nel progetto le stazioni della nuova linea metropolitana e delle autocorriere extra-urbane, e si creerà un nuovo polo di interscambio dotato di parcheggi interrati e servizi. Non mancherà un sistema di strade per collegare la stazione alla viabilità generale della città. 

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