La quiete sulle montagne - CIFA

Ecco la nuova autobetoniera ibrida Energya di Cifa su telaio Man

Nelle valli boscose dell’Alto Adige si muove uno strano animale, silenzioso e efficiente; non siamo parlando di un nuovo predatore di caprioli e daini, ma della, questa sì nuova, autobetoniera ibrida Energya di Cifa; dopo un lungo e severo collaudo presso il centro ricerca dell’azienda a Senago, la macchina ha preso, infatti, la via del cantiere e sta lavorando sul campo, sui siti della Provincia di Bolzano, affidata all’attenta e esperta valutazione degli operatori e dei tecnici della Beton Eisack di Chiusa, una delle principali realtà regionali nel segmento della produzione e del trasporto del calcestruzzo. In Beton Eisack hanno, fin da subito, percepito le potenzialità della nuova nata di casa Cifa, sia perché la zona di Bolzano è particolarmente sensibile alle problematiche verdi sia perché i committenti pubblici in queste zone garantiscono vantaggi in fase di gara a chi innova in questa direzione (abbattimento dell’inquinamento).

Un carico di innovazioni

Ma quali sono le innovazioni della nuova Energya così apprezzate da Beton Eisack? Innanzitutto la soluzione brevettata di movimentazione del tamburo che è mosso da un motore a induzione elettrica, invece che dall’impianto idraulico. Il motore a induzione è alimentato da una batteria agli ioni di litio che può essere ricaricata con tecnologia plug-in semplicemente connettendola alla rete elettrica. I tempi di ricarica sono estremamente veloci (in soli 18 minuti si ha la ricarica completa) se si utilizza la colonnina progettata da Cifa e installabile in ogni impianto di betonaggio, ma anche con una normale presa industriale da 380 V (ogni impianto e ogni cantiere ne hanno almeno una) i tempi non si allungano di molto (circa quattro ore). Le batterie, poi, si possono anche ricaricare direttamente, utilizzando un apposito generatore alimentato dal motore diesel del camion (la betoniera di Beton Eisack è allestita su autocarro Man, mentre l’autobetoniera compie il tragitto dall’impianto al cantiere; alla ricarica contribuisce anche il sistema KERS (Kinetic Energy Recovery System - Sistema di recupero dell’energia cinetica) messo a punto da Cifa che recupera l’energia nelle fasi di decelerazione del camion, trasferendola a una presa di forza e da qui al generatore elettrico. Un sistema completo e integrato che contribuisce a ridurre l’usura del motore dell’autoveicolo e garantisce notevoli risparmi nel consumo di carburante (-27% se si usa la rete elettrica per la ricarica), consentendo un ammortamento del mezzo in poco più di quattro anni di utilizzo.

Qui il silenzio vale oro

Altro fattore da considerare: la movimentazione elettrica del tamburo consente di spegnere il motore del camion non appena arrivati in cantiere, eseguendo le operazioni di scarico del calcestruzzo senza emissioni di inquinanti in atmosfera e con un livello di emissione sonora molto più basso dei sistemi tradizionali: i test in laboratorio e sul campo eseguiti da Cifa hanno, infatti, stabilito in 10 dB l’abbattimento della rumorosità in cantiere, consentendo di lavorare in ambienti densamente edificati, di notte o in prossimità di ospedali e di altri luoghi sensibili. Anche l’abbattimento degli inquinanti è un fattore competitivo importante, considerando che le Amministrazioni Pubbliche stanno imponendo limiti sempre più severi per l’accesso ai centri urbani che di fatto, in un prossimo futuro, potranno inibire l’accesso a tali aree alla maggior parte dei mezzi d’opera di vecchia generazione.

Tutto semplice in cabina

Infine la gestibilità, anche da parte di operatori non esperti (comeinvece sono in Beton Eisack): tutte le operazioni possono esserecontrollate tramite due pannelli, uno in cabina e uno posizionato nellaparte posteriore della betoniera. Il pannello in cabina dispone di un ampio display a cristalli liquidi, dove vengono visualizzati iprincipali dati di funzionamento (consistenza calcestruzzo livellobatteria, velocità tamburo), dal quale possono essere gestiti il carico elo scarico, lo stop del tamburo, ma anche tutte le funzioni di gestionedelle batterie e di monitoraggio delle condizioni del sistema. Tutte leindicazioni sono estremamente chiare e intuitive e visibili anche nellepeggiori condizioni di luce. Una videocamera a colori posta nella parteposteriore consente di tenere sotto controllo lo scarico anche dallacabina, con conseguente incremento della sicurezza in cantiere. Cifainfine ha pensato anche ai clienti più tradizionalisti garantendo lebatterie di Energya per cinque anni, il telaio per due e il tamburo perquattro. Non resta quindi che provarla!

Autocarro Man, un duro dal cuore risparmioso

Sebbene il Man allestito con la betoniera Energya in prova sui cantieri di Beton Eisack fosse ancora un Euro 5, la Casa tedesca ha già presentato lo scorso anno a Bauma la propria gamma da cantiere Euro 6. Tante le innovazioni implementate nuova linea di veicoli cava cantiere a partire ovviamente dalle motorizzazioni che sono disponibili in una gamma di potenze comprese fra 162 e 353 kW; rispetto all’Euro 5 la normativa richiede una riduzione delle emissioni di Nox dell’80% e del particolato del 66%. Man ha raggiunto questi risultati con il post-trattamento dei gas di scarico composto da un catalizzatore di ossidazione abbinato ad un filtro anti-particolato chiuso, di catalizzatori SCR. L’allestibilità (parliamo delle gamme TGM, TGS e TGS-WW) è il fattore di forza per le applicazioni da cantiere di Man e lo ha dimostrato anche nel caso della Energya: i sistemi di posttrattamento necessari a raggiungere le richieste Euro 5 e anche 6 non impattano sul pianale, per cui i telai Man possono essere allestiti senza problemi con attrezzature adatte al cantiere: autobetoniere, casse rinforzate, gru retrocabina, ecc. Sempre apprezzati dagli esperti del cantiere saranno l’elevato carico utile, un’ottima elasticità del motore ai bassi regimi e il paraurti (in acciaio come da tradizione Man) suddiviso in tre parti per contenere i costi delle riparazioni (si sostituisce solo la parte danneggiata). Bello infine il nuovo frontale, in cui l’estetica si abbina alle necessità tecniche delle nuove motorizzazioni Euro 6 (raffreddamento in primis).

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