Un Coguaro da premio! - CIFA
Cifa ha vinto con la sua autobetoniera Coguaro il prestigioso premio Red Dot 2015 per il design
E poi ci sono i premi seri, quelli voluti in tempi non sospetti da chi crede davvero che la qualità sia il motore propulsivo dell’economia e che la ricerca e la creatività siano la strada maestra per il successo di un prodotto e di un idea.
E’ questo sicuramente il caso del Red Dot Design Award che da sessant’anni premia la creatività, l’innovazione e il design in numerosissimi segmenti industriali, dall’auto ai prodotti per la casa, dal mobile, fino, e questo interessa di più a noi appassionati di cantiere, ai mezzi e alle attrezzature del segmento industriale.
Nato nel 1955, il premio che si tiene a Hessen, in Germania (ricordiamo che la Germania, fin dai tempi del Bauhaus è la culla con l’Italia del design), ha oggi una risonanza di livello mondiale e quindi ci fa particolarmente sapere che la giuria, per l’edizione 2015, ha premiato un’azienda italiana, nella categoria Product Design.
La vincitrice (a livello mondiale, quindi con un bel po’ di concorrenza) del premio è stata la Cifa, con la sua betoniera per il trasporto del calcestruzzo in ambienti impegnativi; anche il nome scelto è suggestivo, Coguaro, altri (proprio per dirla tutta) avrebbero dato a un prodotto di questa tipologia, nomi degni di una targa automobilistica (tipo XE3334.23 o simili); in Cifa no e, anche in questo, i progettisti e i designer di Senago hanno tutta la nostra stima.
Prima le prestazioni….
Prima di entrare nel merito delle motivazioni che hanno orientato la giuria ad assegnare il Red Dot 2015 per il Product Design a Cifa, parliamo un po’ delle caratteristiche tecniche della Coguaro, dato che la betoniera ha davvero molto da dire anche in fatto di prestazioni sul campo.Parliamo innanzitutto di una macchina robusta e particolarmente compatta che garantisce comunque una interessante capacità nominale del tamburo che arriva a 4 m3. Il Coguaro assicura una notevole agilità anche nelle condizioni più complicate, grazie a un’altezza massima che non supera i 2500 mm (il tamburo ha un baricentro particolarmente basso), una larghezza di soli 2200 mm e una lunghezza di 6820 mm.Interessantissimo anche il raggio esterno di sterzata di 5870 mm (interno 2615), fondamentale nelle miniere sotterranee.
La betoniera di Cifa, poi, è in grado di muoversi su terreni difficili e accidentati senza problemi, grazie alla sua elevata luce da terra (350 mm), ai generosi angoli di attacco (16°) e d’uscita (35°)e alla possibilità di muoversi con pendenze laterali fino al 20%. Il potente motore diesel Perkins da 121 kW, unito a una robusta (e ben protetta) e efficiente catena cinematica, garantisce interessanti velocità sia a vuoto sia a pieno con pendenze importanti (30%).
Sul tamburo (diametro 1750 mm a due rulli con diametro 250 mm) spicca il gruppo idrostatico con CSD, il controllo automatico di velocità di rotazione, ma c’è anche un efficiente e ben gradito sistema antisaltellamento.
Davvero comoda la cabina, che non fa concessioni al comfort anche viste le dimensioni complessive della Coguaro: certificata ROPS e FOPS, dispone di una retrocamera a raggi infrarossi e ovviamente di un impianto particolarmente efficiente di aria condizionata.
e poi l’estetica!
Ma torniamo alle motivazioni che hanno consentito alla Coguaro di vincere il Red Dot 2015; il premio è stato assegnato per la capacità dei progettisti dello Styling Center di Cifa (e sì, l’azienda di Senago ha una divisione dedicata al design e questo ci piace moltissimo) di integrare le esigenze tecnologiche con quelle estetiche e formali; c’erano, infatti, rigorosi vincoli di partenza (telaio, motore, dimensioni della cabina, geometrie del tamburo e del castello posteriore) da rispettare, vincoli che sono stati un punto di avvio per costruire un design particolarmente moderno, grintoso e accattivante, ci sentiamo di dire, con ottiche tipiche del segmento automotive.I designer di Cifa hanno lavorato duro sulle carterature, intervenendo anche però sul telaio (senza ovviamente ridurne le caratteristiche prestazionali) con rastremature sul fronte e tagli sui lati. In questo modo è entrata una ventata di aria fresca e grintosa in un segmento tipologico estremamente conservativo.
Il muso del Coguaro, infatti, ha due angoli tronchi molto utili in spazi angusti, i fari che si assottigliano, la grande calandra anteriore, marchiato Cifa, che permette al radiatore uno scambio termico adeguato soprattutto in ambienti in cui il riciclo aria è particolarmente critico, e la carteratura è suddivisa in moduli che, prodotti e assemblati con facilità, consentono anche un agevole accesso dall’alto e lateralmente al motore e ai serbatoi.
Ancora le carterature (belle robuste, ma anche facilmente riparabili) la fanno da padrone attorno al pannello-porta della cabina, sopra le ruote, dove dominano interessanti profili segmentati, e attorno al tamburo, nel castello posteriore e nella zona retro cabina, dove le geometrie avvolgenti sembrano proteggere le componenti vitali del Coguaro durante il lavoro (duro) di ogni giorno.
Colori? I classici Cifa che sul Coguaro, però prendono una vita nuova, segnalando la differenziazione fra parti strutturali (grigio chiaro), tamburo (grigio scuro) e carterature (arancio).
Complimenti per il Red Dot, ma soprattutto complimenti per la macchina (e il lavoro che c’è dietro) che lo ha vinto! Speriamo sia di ispirazione per altre Case, non solo del segmento del calcestruzzo, abbiamo davvero bisogno anche di design nel nostro polveroso settore!