Ricerca, ricerca e ancora ricerca - Bosch Rexroth

Parla Walter Scandella di Bosch Rexroth

In vista del prossimo Intermat, tutte le Case principali del settore movimento terra e costruzioni stanno sfornando novità su novità; l’offerta è davvero molto estesa e variegata soprattutto dal punto di vista delle nuove soluzioni di motorizzazione Tier 4 interim (in attesa del venturo Tier IV); ma cosa c’è dietro alle nuove macchine? Quale tipo di rapporto con i fornitori di componentistica? Per approfondire l’argomento abbiamo intervistato Walter Scandella, responsabile della divisione idraulica mobile di Bosch Rexroth, che ci ha dato anche un quadro del settore, sempre dal punto di vista del fornitore di componentistica o, come preferisce dire Scandella, da quello del partner che propone soluzioni tecnologiche volte a implementare l’efficienza e la produttività delle macchine. Ecco quello che ci ha detto.

Orgoglio e ripresa

goWEM!: Parliamo innanzitutto di mercato, dato che, in qualità di importantissimo fornitore di componenti, voi il mercato lo conoscete bene e lo conoscete sul campo e non solo da aride statistiche.

Scandella: L’espressione “conoscenza sul campo” rende solo in parte giustizia al lavoro continuo dei nostri tecnici che si confrontano ogni giorno con il mercato dei produttori italiani di macchine per l’edilizia e le costruzioni in genere e per l’agricoltura. Diamo innanzitutto due numeri, anche per riconoscere ai produttori italiani il ruolo importantissimo che giocano ancora oggi (a dispetto di certi commenti orientati) sullo scacchiere mondiale: nel 2007 in Italia (in tutti i segmenti operativi che seguiamo come Bosch Rexroth) sono state prodotte circa 224.000 macchine, nel 2011, dagli stabilimenti italiani, ne sono uscite 170.000, con una previsione di circa 200.000 per l’anno in corso. Siamo un Paese che è abituato a innovare e, quindi, a superare le difficoltà: ancora oggi, in periodi di sfrenata competizione internazionale, abbiamo realtà di eccellenza, penso ad esempio ai sollevatori telescopici, ma anche i trattori (dove siamo primi in Europa), fino alle terne (secondi in Europa a livello di produzione). A questi si devono aggiungere un numero notevole di aziende con produzioni di alta qualità, ma con numeri limitati che hanno tutte le carte in regola per avere successo, nelle proprie nicchie di riferimento, sul mercato globale. Successo che però è assolutamente subordinato a un ripensamento complessivo di tali strutture, ripensamento che dovrà portarle a muoversi con più agilità sui mercati internazionali. I numeri ci sono tutti: a fronte di un PIL italiano cresciuto nel 2011 dello 0,6 % (con previsioni ancora più fosche per il 2012), il settore della meccanica e dell’ingegneria italiana è cresciuto di oltre il 25 %. Chiaramente si arrivava da cali importanti, ma il dato è interessante soprattutto se confrontato con quello europeo che denota una crescita del 20 %, quindi mediamente inferiore a quella esplicitata dall’Italia. All’interno di questo quadro generale, le forniture di Bosch Rexroth per l’agricoltura e, soprattutto, per il segmento construction, hanno fatto ancor meglio. Dato interessantissimo quello dei sollevatori telescopici che, partendo da cali meno marcati, ha fatto registrare un notevole aumento percentuale, al di là delle nostre previsioni di inizio anno (soprattutto l’Europa ha generato un picco di richiesta inaspettato). Sottolineo che, nonostante, questi incrementi inaspettati, come Bosch Rexroth siamo riusciti a seguire i nostri clienti con un allungamento dei tempi di consegna, certo, ma con un rispetto davvero rigoroso delle tempistiche decise assieme a loro. Trasparenza e rispetto dei costruttori in un’ottica di lavoro condiviso e di pianificazione a lungo termine che vogliamo anche applicare anche al nostro settore di ricerca e sviluppo.

Le aspettative per il 2012

goWEM!: Quali le prospettive quindi per il prossimo anno?

Scandella: Credo che nel corso di quest’anno alcuni dei produttori più attenti abbiamo provveduto a generare un minimo di magazzino per le forniture strategiche (che era scomparso nel 2009 e 2010) e che quindi queste scorte verranno utilizzate in caso di rallentamento del mercato. Rallentamento che abbiamo già rilevato negli ultimi mesi del 2011, ma che nelle nostre analisi non dovrebbe fermare il processo di crescita; certo la frenata della Cina (sensibile soprattutto nelle macchine medie e piccole) influenzerà le prospettive internazionali, ma la crescita programmata a livello mondiale dovrebbe ancora essere superiore alle due cifre percentuali. Devo, in tutta onestà però anche dire che le incertezze su questi numeri sono molto elevate, soprattutto se spostiamo l’attenzione sul secondo semestre del 2012. Nel dettaglio, per quel che riguarda la produzione italiana, ci aspettiamo ancora buoni risultati dal settore dei telescopici, ma anche da quello delle gru retrocabina, mentre per il segmento delle macchine operatrici per il cantiere il rallentamento sarà più sensibile.

Ricerca su misura

goWEM!: Parlare di ricerca può sembrare scontato per una realtà di primo piano come la vostra, ma ci sembra che ultimamente voi abbiate sviluppato un nuovo concetto di ricerca, decisamente più interessante...??

Scandella: Si, con le parole ricerca e innovazione ci riempiamo un po’ tutti la bocca da sempre, ma è vero che, oggi, senza un continuo impegno su questi due pilastri dell’attività imprenditoriale, non è assolutamente possibile sperare in un successo di mercato. Devo anche dire che ultimamente il nostro concetto di ricerca si è drasticamente evoluto (anche in risposta a mercati che negli ultimi due anni sono cambiati radicalmente): oggi quando parlo di necessità di implementare l’attività di ricerca non ho solo una visione quantitativa, muscolare del problema, ma intendo un radicale cambiamento qualitativo, un ripensamento complessivo del nostro modo di fare innovazione. Fino a ieri, infatti, la nostra era una ricerca frutto di richieste provenienti dal mercato; il nostro know-how ci consentiva di rispondere alle esigenze tecnologiche e prestazionali dei clienti con soluzioni di punta. Oggi pensiamo (oltre ovviamente a rispondere sempre ai nostri clienti) di sviluppare linee di ricerca, e quindi prodotti, che anticipino le richieste dei nostri clienti, proponendo loro una “cassetta degli attrezzi” in grado di aiutarli a rendere più competitive le loro macchine, qualsiasi sia il segmento di mercato in cui operano. E’ questa, secondo me, la frontiera della ricerca oggi; ovviamente tutto questo richiede un ripensamento della nostra struttura, con l’inserimento di figure professionali in grado di effettuare sintesi raffinate dei mercati di riferimento, per poi, appunto, sviluppare prodotti e soluzioni tecnologiche in grado di risolvere problemi reali, di incrementare la produttività o di dar risposta a tematiche di grande respiro come l’ecocompatibilità, l’efficienza produttiva, la sicurezza sul cantiere. Un progetto ambizioso, lo riconosco, convinto che, come Bosch Rexroth, possiamo portarlo a termine nel miglior modo possibile.

A ogni mercato il suo prodotto

goWEM!: La vostra “Rivoluzione Copernicana” della ricerca è già in fase operativa, ci sono già prodotti che in tutto o in parte ne rispecchiano il metodo?

Scandella:
Sicuramente si, la nostra strategia è già da ora quella di una ricerca che si muove comprendendo le esigenze dei settori nei quali i nostri clienti lavorano, proprio per questo abbiamo avviato una procedura di delocalizzazione a livello internazionale dei centri di eccellenza e produzione, per essere vicini anche fisicamente, ai nostri clienti. Un esempio tra tutti: il grande mercato dei trattori indiani, che oggi conta 600.000 unità all’anno, verrà seguito da un centro regionale che svilupperà soluzioni appositamente per le applicazioni di quel mercato che necessariamente saranno differenti da quelle sviluppate, ad esempio, per l’Europa. Altro esempio, quello del mercato cinese degli escavatori midi dove abbiamo importanti quote di mercato e dove stiamo lavorando (con i produttori nazionali e con altri importanti Case asiatiche) su soluzioni che prevedono distributori idraulici comandati da un’altissima tecnologia elettronica (Virtual blade off), studiate per consentire all’operatore di controllare al massimo la potenza e i movimenti correlati della macchine, con una sensibilità impossibile fino ad oggi. Altra tecnologia di punta, che voglio ricordare, è il sistema HVT, frutto della collaborazione fra Dana e Bosch Rexroth, pensato per le pale gommate di grande dimensione in grado di gestire una trasmissione CVT (continuously variable transmission) da 0 km/orari fino ai 40, mentre sotto ai 5 km/orari lavora con una trasmissione completamente idrostatica, con tutti i vantaggi sulla reversibilità della direzione di marcia (fase di impalamento). Per questo progetto è stata attivata proprio in Italia un’importante sede produttiva e di ricerca nei pressi di Arco di Trento che si occuperà sia dello sviluppo ulteriore del sistema sia della sua declinazione su classi di macchine di minor potenza. Altro prodotto sviluppato sulla base delle esigenze di un ben determinato segmento applicativo è l’HRB, pensato appositamente per le macchine destinate alla raccolta rifiuti (i cui prototipi stanno già lavorando in Europa e negli Stati Uniti), che prevede l’inserimento di una pompa nella catena cinematica che, durante le frenate, carica un accumulatore che rilascia energia al momento del bisogno. Altro tema, altra soluzione: le spazzatrici stradali. Qui abbiamo lavorato a fianco dei produttori sia per ridurre i consumi sia per contenere le dimensioni dei componenti: questo avviene attraverso una gestione ottimizzata del rapporto giri/motore potenza disponibile, raggiunta attraverso una serie di programmi di gestione che efficientano la combinazione trasmissione idrostatica/motore. Parlo di percentuali di efficienza che raggiungono in alcuni casi il 15% con evidente vantaggio per gli acquirenti delle spazzatrici.

il personaggio: Walter Scandella

goWEM!: Il futuro in una parola??
Scandella: Per il futuro prossimo la parola senza dubbio è "Tier IV", per il futuro venturo scommetterei sul termine “ibrido”, anche viste le evoluzioni che il mercato dell’auto (tradizionalmente apripista) prepara per quest’anno e per il prossimo. Per le motorizzazioni Tier IV, le cui sfide entrano nel vivo proprio ora, siamo in grado già ora di fornire soluzioni customizzate, ma questo non ci basta e investiremo ancora nel 2012 in termini di figure professionali per mettere a punto nuove linee di ricerca sia nel settore della componentistica sia in quello, altrettanto importante, dei softwares gestionali studiati appositamente per ogni tipo di applicazione. Guardiamo quindi con fiducia al futuro, orgogliosi del ruolo che l’Italia ha in questo settore.

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