Doka sullAdda - Doka Italia

Sistemi Doka per il ponte strallato sull’Adda, esempio di architettura a basso impatto ambientale, di riuscita sutura tra edilizia e ambiente

Era unarea che coagulava problemi di viabilità. Ora sono risolti: dalle ore 11 di venerdì 13 febbraio 2009 i comuni di Olginate e Calolziocorte sono collegati dal nuovo ponte sullAdda. Voluto dallamministrazione provinciale di Lecco, il ponte Cesare Cantù è unopera che ha i connotati della massima utilità, perché, raccordando la SS 639, che sta sulla sponda sinistra dellAdda, alla SP 72, che è sulla sponda destra, ha immediati e alti effetti migliorativi, oltre che per i due comuni citati, per i confinanti paesi della provincia di Bergamo e sul traffico della Briantea. Il nuovo ponte strallato sullAdda è lungo 223 metri. Ha antenne alte 38 metri e una corsia per senso di marcia. Il Gruppo Vitali, autore della costruzione del ponte e della realizzazione della viabilità correlata (per una lunghezza complessiva di circa 2 chilometri), ha promosso la scelta della tecnologia Doka per il cantiere: l’intera opera è stata realizzata con il servizio offerto dalle soluzioni Doka.

Come è fatto

Ha luce unica e non ha piloni in alveo. Minimo impatto sul territorio, dunque, per il nuovo ponte Cesare Cantù, che ha uno sviluppo totale di 110 metri. E di tipo strallato secondo uno schema simmetrico ad antenne disposte sulle due sponde. L’impalcato a supporto del piano viabile di 223 metri è diviso in due campate laterali di 56,5 metri di lunghezza e in una campata centrale di 110 metri. Sul letto del fiume si è predisposta, per poter procedere alla costruzione del ponte, la creazione di un rilevato (provvisorio) realizzato con blocchi di cemento e camerette e si sono incanalate le acque in adeguate tubazioni.

I mezzi Doka

L’intero ponte è stato realizzato con tecnologia Doka. Per i basamenti delle antenne e le spalle, realizzate inserendo nel terreno 110 pali fino ad una profondità di 60 metri, è stato impiegato il sistema di casseforme a telaio Framax Xlife. Le casseforme a travi Top 50 su mensole rampanti MF, che hanno consentito cicli di lavoro regolari, con ampie sezioni di getto, sono state impiegate per la costruzione delle quattro antenne. Rivestita di calcestruzzo, sulla sommità di ognugna delle antenne cè una scatola, alta 9 metri, che e alloggia gli strali, che sono in tutto 48. Le antenne, in particolare, essendo concepite in calcestruzzo faccia a vista, richiedevano una notevole precisione d’esecuzione, che si è avuta con luso del sistema di casseratura Top 50, i cui moduli flessibili sono stati dimensionati in funzione del progetto. La ricercatezza architettonica che caratterizza l’opera si riscontra nuovamente nel disegno dell’impalcato, costituito da una parte centrale sagomata a forma trapezoidale nell’area dell’intradosso. Il negativo per realizzare tale forma, integrato nel getto, è stato eliminato in un secondo tempo; al contrario, gli alleggerimenti impiegati nelle parti laterali dell’impalcato sono stati mantenuti, consentendo di alleggerirne il peso. La realizzazione dell’impalcato ha previsto un getto complessivo di 13.000 m3.

I numeri

Lunghezza complessiva: 223 metri;
distanza fra le antenne: 110 metri;
altezza antenne: 38,4 metri;
numero stralli: 48;
larghezza impalcato sezione filante: 11,50 metri;
altezza impalcato: 1,80 metri;
numero pali di grande diametro per le fondazioni: 121;
volume calcestruzzo complessivo: 11.894 m3;
peso acciaio d’armatura lenta: 1.713.270 chilogrammi;
peso acciaio cavi di post tensione: 111.267,16 chilogrammi;
peso acciaio per stralli: 58.957,86 chilogrammi;
peso acciaio per carpenteria metallica: 172.605,17 chilogrammi

I protagonisti

Committente: Amministrazione Provinciale di Lecco;
Progettazione, Direttore Lavori e coordinatore della Sicurezza: Ing Angelo Valsecchi, Settore Viabilità e Protezione Civile della Provincia di Lecco;
Impresa esecutrice: Vitali Spa, di Cisano Bergamasco

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