La Casa dei Bimbi - PERI

Peri per l’Ospedale Ponte

E’ davvero destinato, quando sarà completamente concluso, a candidarsi come un polo di eccellenza nel trattamento delle malattie infantili; parliamo del nuovo ampliamento dell’Ospedale Ponte di Varese, realizzato dalla varesina Albini&Castelli su appalto integrato di Infrastrutture Lombarde; il progetto della modernissima struttura (anche in relazione proprio al trattamento delle malattie infantili) è di Main Management & Ingegneria e Sinergia scarl.

Progetto davvero interessante che basa tutto sulla flessibilità d’uso degli spazi, anche in funzione dell’altissimo livello tecnologico che caratterizzerà il nuovo edificio. I progettisti hanno immaginato una grande hall centrale che fungerà anche da perno tra gli edifici esistenti e le nuove strutture (il corpo principale si svilupperà su otto piani, tra interrati e fuori terra, e avrà una superficie complessiva di oltre 11.000 metri quadri).

Da sottolineare che la progettazione ha tenuto nella massima importanza le esigenze dei piccoli ospiti: lo sforzo è stato quello di immaginare un ambiente ospedaliero completamente distante dai concetti tradizionali, con aree di socializzazione, tappeti per il gioco a terra e zone studio, dove i bimbi più grandi potranno continuare il percorso scolastico. A cantiere terminato la capacità ricettiva dell’Ospedale passerà da 100 a 220 posti letto, con 12 posti letto dedicati alla neuropsichiatria infantile, 30 alla neonatologia e con un reparto moderno di terapia intensiva pediatrica.

Le soluzioni tecnologiche prescelte hanno anche reso necessario un processo costruttivo particolarmente attento e di alto profilo, processo che ha richiesto strutturalmente di gestire tutti i piani con concetti di modularità molto spinta e quindi con particolare attenzione alla gestione degli elementi verticali strutturali all’interno dei piani stessi.

Presto e (molto) bene

L’importo complessivo per la realizzazione delle opere è di circa 19 milioni di euro e le tempistiche di realizzazione, anche in  considerazione che il cantiere sorgeva in un’area urbana fortemente congestionata, sono state compresse al minimo, senza per questo nulla togliere alla necessaria qualità dell’opera che integra anche concetti evoluti soprattutto  per quel che riguarda il controllo microclimatico e la gestione dell’involucro esterno e delle schermature solari per contenere i consumi e migliorare il comfort ambientale.

L’impresa vincitrice dell’appalto, la Albini&Castelli (guarda l'intervista all'ing. Raimondo Gandolla, resp. di Cantiere) , ha rispettato alla lettera il cronoprogramma (che prevedeva anche la demolizione del preesistente padiglione Vedani, ormai divenuto obsoleto), tanto che già a fine 2014 le strutture principali erano completate, lasciando da terminare solamente l’aspetto dell’arredo interno e quello relativo agli impianti tecnologici.

Il tutto lavorando nella massima sicurezza (il motto di Albini&Castelli, impresso anche fisicamente in un cartello di cantiere, è “Nessuna priorità può essere esercitata a discapito della sicurezza”). Proprio per ridurre al minimo i cicli costruttivi, sempre però operando in sicurezza, la Albini&Castelli ha scelto di realizzare i solai dei piani con tecnologia a getto pieno e cavi di post-tensione.

Per le strutture provvisionali la scelta è caduta sulle soluzioni a marchio Peri e in particolare sul sistema per solai Skydeck sorretto da puntelli ad alta portata Multiprop. La leggerezza e la semplicità delle procedure di montaggio hanno consentito una produzione “monstre” di 750 m2  di solai completi in un ciclo di 10 giorni.

Una tale produttività è stata facilitata da una particolare caratteristica del sistema Skydeck, l’elemento a testa a caduta che permette il disarmo parziale anticipato con conseguente, decisa, velocizzazione del ciclo di cantiere. Particolamente apprezzato dall'Impresa che il sistema Skydeck sia dotato di varie sottomisure che permettono di ridurre al minimo la necessità di compensazione e quindi di utilizzo di ulteriore attrezzature.

Flessibilità, garanzia contro l’obsolescenza

Come accennato, in fase progettuale è stata posta l’attenzione sulla possibilità che nel tempo la struttura possa assumere diverse configurazioni a seconda del prevalere dei diversi obiettivi (di politica sociale, sanitari) non necessariamente complementari ma a volte antitetici; la volontà della Committenza,condivisa dai progettisti, era che la fruibilità fosse sempre di massimo livello per tutta la vita della struttura ospedaliera, obbligando le strutture a garantire la massima flessibilità nel tempo, per evitare che le decisioni vengano prese una volta per tutte in modo definitivo.

Questa potenzialità di riconversione e adattamento interno progressivo ha richiesto disponibilità di dati e di informazioni tramite monitoraggio della situazione corrente, che nelle fasi successive di progettazione, si dovrà provvedere ad implementare nella struttura.

Proprio per questo ogni solaio era caratterizzato da colonne di grandezza diversa che Albini&Castelli ha realizzato utilizzando solamente otto casseforme per pilastri Peri Lico; la grande versatilità, garantita dagli elementi a telaio di 3 differenti altezze, ha consentito, infatti, di adattare la cassaforma a qualsiasi altezza, impiegandola sia per pilastri a sezione rettangolare sia quadrata fino a 60x60 cm, con un passo dimensionale di  soli 5 cm. Interessante anche la soluzione con un tirante centrale, che ha consentito di casserare pilastri con sezioni fino a 60x130 cm.

La pelle esterna e i collegamenti verticali

Sulle strutture portanti dell’edificio tutte realizzate in c.a. gettato in opera, che si sviluppavano su una fondazione costituita da travi rovesce e plinti isolati, è stata composta una struttura in elevazione costituita da telai flessibili e travi in spessore; i telai sono stati pensati con tamponature deboli o inesistenti, mentre i vani scala e ascensori sono realizzati da nuclei in c.a. e disposti quasi simmetricamente nelle zone periferiche della pianta.

Proprio per la realizzazione delle pareti, dei vani scala e degli ascensori sono stati utilizzati due differenti sistemi di strutture provvisionali, sempre fornite da Peri: per le parti curvilinee è stata impiegata la cassaforma per pareti Rundflex che consente di realizzare raggi di curvatura minimi di 110 centimetri; per le pareti rettilinee, invece, è stata scelta la cassaforma Peri Trio, che consente una casseratura veloce grazie ad elementi a telaio di grande superficie con un solo componente di congiunzione, la morsa BFD, che rende il sistema davvero semplice da utilizzare. I due sistemi sono impiegati insieme in quanto perfettamente combinabili tra loro, infatti in alcuni casi sono stati effettuati in un unico getto pareti curve e rettilinee.


Viste sul campo: dati tecnici
Skydeck
PERI
Lico
PERI
Trio
PERI

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