5 piccoli giapponesi (+1) - Komatsu

Komatsu prosegue nel rinnovamento della gamma e presenta 5 nuovi modelli nel segmento mini-midi: si tratta di quattro miniescavatori e di un midiescavatore (PC80 MR-3)

Nell’ottica del colosso giapponese (ma i nuovi escavatori vengono prodotti in Italia, nello stabilimento di Este), i nuovi modelli non solo integrano una gamma già vasta e articolata, ma colmano alcuni buchi di tonnellaggio, soprattutto nella linea dei mini. Tra i piccoli entrano le nuove versioni PC 14R-3 e PC16R-3, con pesi operativi rispettivamente di 1440 kg e di 1580 kg; questi due nuovi modelli vanno a presidiare efficacemente la gamma più leggera, collocandosi prima del PC22MR-3. Le profondità di scavo interessanti (2000 mm per il PC14R-3 e 2250 mm per il PC16R-3), la buona forza di strappo (1210 kg) e gli alti livelli di sicurezza rendono questi due mini adatti non solo ad ogni impresa edile, ma anche e soprattutto per le società di noleggio. La vocazione dei due mini ad essere noleggiati è anche rafforzata da dettagli di design che vedono l’assenza di parti meccaniche scoperte, le tubazioni dell’impianto idraulico protette nel braccio, i cofani realizzati in acciaio. Il tutto per incrementare la vita utile delle macchine e, contemporaneamente, per ridurre interventi manutentivi ordinari e straordinari. Gli interventi di manutenzione straordinaria (l’intervallo tra quelli ordinari è stato esteso a 500 ore) sono particolarmente veloci grazie alla possibilità di accedere alle parti meccaniche semplicemente ribaltando la cabina. Tutti i nuovi modelli montano il sistema idraulico load sensing a circuito chiuso che garantisce agli operatori massima precisione e controllo nei movimenti anche in quelli più difficili e complessi.

Primo fra pari

Komatsu ha completato la gamma dei mini con altre due new entry, il PC26MR-3 e il PC45MR-3, facendo intravedere (ma ancora a livello di prototipo) la nuova versione (3) del PC35MR. Dei tre, la presentazione più dettagliata è stata quella del PC26MR-3, un mini da 2710 kg, con una potenza motore di 15.5 kW a 2600 rpm. Nonostante la profondità di scavo di tutto rispetto e una forza di strappo più che decorosa (2244 kg), il PC26MR-3 è trasportabile su camion che richiedono la sola patente B. Immediatamente evidenti i vantaggi sia per le società di noleggio sia per le imprese edili che abbiano necessità di una macchina duttile e facilmente spostabile da un cantiere cittadino ad un altro. Anche in questo caso il sistema idraulico è load sensing a circuito chiuso. Di sicuro interesse la nuova cabina, completamente ridisegnata, ampliata rispetto ai modelli precedenti e con pianale libero da ostacoli che consente agli operatori di muovere liberamente gambe e piedi. La cabina ha un’ampia porta di accesso che, una volta aperta completamente sporge molto poco dal perimetro dei cingoli, riducendo il rischi di danni o rotture accidentali. Anche in questo caso la cabina è tiltabile per gli interventi di manutenzione più impegnativi, mentre filtri e oli sono facilmente accessibili tramite appositi portelli.

Il fratello grande

Il PC 80MR-3 (8000 kg di peso operativo nella versione più pesante, sostituisce il PC75R-2) ha una potenza operativa netta di 45,6 kW a 2200 rpm e una profondità massima di scavo che può variare fra 3997 e 4447 mm a seconda degli allestimenti. PC 80MR-3 è molto compatto, nonostante garantisca prestazioni notevoli anche per escavatori a coda lunga, anche grazie al carro decisamente robusto: con soli 145 mm di protrusione del posteriore oltre il perimetro del carro è adatto per lavori stradali o cantieri cittadini. La sua larghezza massima di 2250 mm inoltre ne semplifica il trasporto con autocarri normali, garantendo contemporaneamente all’escavatore un notevole stabilità operativa. Anche la manutenzione è estremamente semplice: tutti i punti sono raggiungibili da due cofani in plastica: da quello laterale si può accedere al serbatoio del carburante e alle valvole principali, mentre da quello posteriore si accede al motore, ai filtri e al sistema di raffreddamento per le operazioni di pulizia. Anche per il “fratello grande” è stata rivista la cabina, che ha ora un’ampia porta di accesso e un ridisegnato monitor che consente di avere sotto controllo lo stato del motore, i livelli dei liquidi e ogni altro valore utile all’operatore. La pressione sonora è stata ridotta a 72 dB e la sicurezza incrementata grazie alla visibilità su 360°, alla nuova configurazione ROPS della cabina.

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