Cucu! La polvere non c’è più! - Caterpillar

Abbiamo visto un cantiere di demolizione dove lavoravano in abbinata un CAT 325D UHD e un cannone Fog Cannon di Ecology

C’è demolizione e demolizione; e non parliamo assolutamente di dimensione del cantiere, ma di qualità della demolizione, un parametro troppo spesso trascurato dai media (specializzati e non) e dall’opinione pubblica in generale. Facile fare colpo abbattendo megaedifici di 30 piani (e poi magari dando in sub sub sub appalto la demolizione secondaria e la rimozione macerie), più difficile lavorare seriamente da tutti i punti di vista, dai piani operativi di sicurezza ben realizzati (e non stile copia/incolla) fino all’impiego di macchine e attrezzature efficienti, ben manutenute e spesso avvicendate. Di demolizioni così ne troviamo davvero poche e di cantieri ne giriamo molti. L’alchimia si è verificata, con nostro grande piacere in un paesino a nord di Milano, San Vittore Olona, dove siamo andati per seguire due grandi passioni di CGT: gli escavatori da demolizione della serie D e, udite udite, i nuovissimi cannoni abbattipolvere marchiati Ecology (guarda le immagini dei risultati!!). Ospite premuroso e professionale, l’impresa Cassavia di Canegrate, impegnata nella demolizione di strutture miste in latero-cemento di un’area industriale dismessa, da demolire per far posto a un intervento di edilizia terziaria. Ad accoglierci l’amministratore delegato Francesco Cassavia (da cui l’impresa prende il nome), vero concentrato di innovazione e entusiasmo; entusiasmo condivisibile visto anche il bellissimo 325D UHD (Demolition) che stava lavorando sul cantiere (guarda il video) al momento del nostro arrivo.

Tutto in Ordine

Innanzitutto vogliamo sottolineare una cosa, spesso data per scontata, ma fondamentale, soprattutto nel mercato del dopocrisi (quando la crisi finirà ovviamente): i lavori sul cantiere di San Vittore Olona, al momento della nostra visita, erano in perfetto orario, grazie anche a una puntuale pianificazione a tavolino del cantiere che Francesco Cassavia sottolinea come normalità per tutti gli interventi della sua impresa. Secondo fattore: assenza assoluta di materiali dispersi, il demolito è tutto suddiviso e, anzi, viene rimosso dal cantiere con estrema celerità (d’altra parte è quasi tutto fonte di guadagno); questo consente ai mezzi e agli uomini di muoversi con maggiore facilità e massima sicurezza. Prima di dimenticarcelo: tutti sul cantiere avevano una dotazione (indossati) completa di DPI: so che ufficialmente sono obbligatori, ma chi ha dimestichezza con il cantiere sa altrettanto quanto in fretta ci si toglie il casco (per non parlar dei guanti). In questo scenario si muoveva, e faceva la sua bellissima figura un CAT 325D LN tenuto come una Ferrari e mosso con mano esperta dall’operatore di Cassavia.

Potenza nativa

Il 325D di Cassavia fa parte della gamma Demolition di CAT che comprende 6 modelli: si va, appunto dal 325D (un piccolino da 37,5 ton, guarda la scheda su gowem!) al grande 385C (guarda la scheda su gowem!), un bestione da 98,7 ton.Sono tutte, è importante sottolinearlo, macchine native da demolizione i cui equilibri sono pensati per dare il massimo con le attrezzature più impegnative. Il 325D, che garantisce una potenza a 1800 giri di 140 kW, ha ovviamente la cabina tiltabile, condizionatore automatico, con un amplissimo lunotto in vetro che garantisce all’operatore massima visibilità anche quando lavora alla massima altezza, protetto da robuste griglie FOPS e da un vetro ad alta resistenza (si sa i detriti pesano e hanno il brutto vizio di cadere). Il carro del 325D di Cassavia è un LN (lungo e con larghezza di trasporto di 3000 mm), assolutamente indispensabile per lavorare con la massima stabilità e di conseguenza in assoluta sicurezza. Il modello 325D può anche essere fornito con carro L o HDHW, ostico acronimo che sta ad indicare un carro per impieghi particolarmente gravosi, più alto da terra e con piastre maggiorate sul telaio e sezioni scatolari più ampie. Insomma c’è n’è per tutti i gusti

Affidabile e versatile

L’Affidabilità è sempre stato il cavallo di battaglia di CAT che con gli escavatori della serie UHD si ripete anche in un segmento difficile e pericoloso come la demolizione. Lo fa dotando il suo 325D di un telaio disegnato e progettato specificamente per le macchine da demolizione con strutture rinforzate e ridimensionate; anche i bracci e gli avambracci sono rinforzati, solo nei punti dove serve, come ad esempio le estremità del braccio base e i supporti dei cilindri di sollevamento e di avambraccio. I bracci e gli avambracci subiscono un trattamento di distensione termica destinato ad aumentare la loro resistenza caratteristica alle sollecitazioni. Gli avambracci da demolizione inoltre sono realizzati con spessori di piastra maggiorati, coadiuvati da una serie di supporti interni destinati a migliorarne la resistenza torsionale. CAT ha infine montato delle piastre d’usura all’estremità della parte inferiore interna proprio per aumentare la vita utile dell’avambraccio anche in situazioni di lavoro gravose. Oltre alle indubbie caratteristiche tecniche che pongono il 325D UHD nella fascia alta delle macchine da demolizione (con un paio di altri marchi), spiccano anche le doti di versatilità che l’escavatore garantisce in cantiere. Innanzitutto il leverismo UHD, specificamente pensato per applicazioni e movimenti tipici della demolizione, ottimizza il raggio di lavoro a parità di lunghezze e, contemporaneamente consente una migliore controllabilità di tutte le attrezzature. Particolarmente apprezzato dagli addetti ai lavori (e Francesco Cassavia non fa eccezione) il sistema di aggancio a gancio del braccio che consente rapidamente di cambiare la configurazione dell’escavatore da quella tipica da demolizione a quella da scavo ordinarie (retrofit standard, adatto anche alle demolizioni a bassa quota) o anche a quella tipica dei lavori di scavo che richiedono ampi raggi di lavoro (retrofit LRE). Da sottolineare che il sistema di aggancio è meccanico e non richiede quindi dispositivi idraulici di alcun tipo con ovvio aumento dell’affidabilità e della rigidità della struttura. Il 325D UHD (così come anche il 330D UHD) ha linee idrauliche che equipaggiano, in corrispondenza del braccio base e dell’estremità inferiore del primo braccio, attacchi rapidi, per le linee a bassa pressione e doppi rubinetti a saracinesca per le alte pressioni, contribuendo ulteriormente ad accelerare la sostituzione dei bracci. Buona anche l’elettronica: 10 regolazioni di portata e pressione di altrettante attrezzature, possono essere memorizzate nel sistema e richiamate con un semplice comando dal monitor in cabina, facilitandone la sostituzione.

Microgocce contro la polvere

Da sempre, i cantieri di demolizione sono il regno incontrastato della polvere; ogni volta che si va a visitarne uno ci si prepara a mangiare parecchio trito di mattoni e cemento, questa volta però abbiamo avuto una (graditissima) sorpresa: di polvere in cantiere neanche l’ombra e dire che il 325D stava demolendo un silos di cemento e mattoni che ne avrebbe dovuta fare parecchia. Cosa è successo? E’ successo che Cassavia, in collaborazione con CGT ha portato in cantiere un Fog Cannon (il modello è il NFC40/80, guarda la scheda su gowem!) della Ecology di Gorgonzola. Ma cos’è un Fog Cannon e cosa fa? In sostanza è appunto un cannone che spara acqua nebulizzata sulla zona da demolire (guarda il video su gowem!); l’acqua si lega alla polvere che precipita a terra (vedere il video per credere) senza disperdersi nell’ambiente. A parole sembra facile, ma dietro la gocciolometria (in sostanza la dimensione e la densità delle goccioline d’acqua sparate dal cannone) c’è una ricerca Ecology durata anni e sviluppata con la Facoltà di Ingegneria del Politecnico di Milano. Molti i punti a favore del cannone rispetto ad altri metodi impiegati in cantiere (lancia ad alta pressione, ecc): migliore efficienza, minor consumo d’acqua, eliminazione completa dei ristagni. Non è mica poco. La gamma Ecology poi è piuttosto ampia e copre ogni tipo di esigenza: si va da gettate operative di 30 metri, fino a colossali raggi d’azione di oltre 250 metri (in Italia si arriva solo fino a 200, nelle grandi cave). Risparmioso, efficiente, sicuro: sembra l’uovo di colombo. Provare per credere.

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