La città delle Casseforme - PERI

64.000 metri quadri complessivi, 500 metri quadri di uffici e oltre 6000 metri quadri di capannoni: questi i numeri del nuovo centro Logistico Peri

Una delle poche risposte concrete alla crisi del settore edile: è quella data da Peri con linaugurazione del nuovo centro logistico di Pozzaglio e Uniti (in provincia di Cremona). Una risposta concreta e tangibile con ricadute occupazionali sul territorio, condivisa con le Amministrazioni locali e con i dipendenti e i fornitori. Prima di parlare dei crudi numeri ci preme sottolineare proprio lo stile con cui Peri è arrivata a impostare il nuovo centro, stile che è la diretta conseguenza di una logica imprenditoriale che si origina certo in Germania, ma che poi in Italia trova una applicazione dinamica e fattiva. Coi tempi che corrono, più di una grande azienda avrebbe rivisto (al ribasso ovviamente) gli investimenti necessari, nella migliore ipotesi li avrebbe diluiti su ambiti temporali più lunghi; in Peri questa idea non ha avuto spazio e gli sforzi si sono intensificati. Da ricordare che il nuovo centro logistico è solo uno dei filoni di investimento: al recente Bauma di Monaco sono stati presentati numerosi prodotti innovativi, destinati a rafforzare una leadership di prodotto e processo ormai internazionalmente riconosciuta. Anche lItalia quindi sposa appieno questa logica aziendale e lo fa con convinzione, con un centro logistico efficiente destinato a migliorare la qualità del servizio, soprattutto per quel che riguarda il noleggio delle strutture provvisionali, riducendo tempistiche di consegna e, contemporaneamente, aumentando la capacità stessa di far fronte a grandi richieste di componenti con finestre temporali molto ristrette. In tempi di federalismo, davvero possiamo dire che oggi per Peri, lItalia è più unita.

Logistica umana

Sergio Dal Soglio, Direttore Generale di Peri Italia, ha le idee molto chiare sui motivi che hanno portato alla scelta di Pozzaglio e Uniti per la localizzazione del nuovo centro Logistico di Peri: tre sono i fattori chiave che Dal Soglio richiama anche nella sua intervista a goWEM (vedi il video): una questione di costi, il fattore legato alla logistica e quello legato alla gestione del patrimonio umano che in Peri ha un peso fondamentale. Non cè bisogno di sottolineare infatti che le aree edificabili di Milano ormai abbiano costi insostenibili, soprattutto dopo la crisi (ancora in corso) che ha colpito tutti i settori industriali, se a questo si aggiunge che le aree milanesi hanno una situazione di congestione praticamente costante da traffico veicolare, è immediatamente evidente come la scelta di unarea più periferica sia vincente da un punto di vista di efficienza di consegna e di costi di trasporto. Da sottolineare poi il terzo aspetto che ha influito nella scelta di Pozzaglio: il rapporto con i dipendenti e i fornitori che hanno interagito con Peri per massimizzare la condivisione della nuova localizzazione logistica. Mica una cosa da poco in tempi sospetti, quando la crisi viene sfruttata per fare cost saving sulla pelle dei lavoratori. E non si tratta di parole al vento, vista la partecipazione massiva e convinta dei dipendenti Peri allinaugurazione del 14 maggio 2010.

Fare il mercato, non subirlo

Il nuovo centro logistico di Pozzaglio è una diretta conseguenza della crescita costante che Peri ha avuto in Italia da 10 anni a questa parte; una crescita che Sergio Dal Soglio (vedi la videointervista) rivendica (dobbiamo dire con notevole moderazione) come risultato di una scelta strategica di lungo periodo, perseguita con convinzione giorno per giorno. Dalsoglio porta ad esempio il prodotto Peri dedicato ai casseri per solai, fino a 10 anni fa praticamente non utilizzato sul mercato italiano dominato dai prodotti prefabbricati. Lo sforzo in questo caso è stato quello di modificare completamente i comportamenti progettuali e applicativi di progettisti e imprese spiegando loro i vantaggi pratici di un metodo di costruzione alternativo, basato su principi completamente differenti da quelli ai quali erano da anni abituati. Una sfida davvero difficile che è stata vinta con un lavoro certosino, fatto di incontri tecnici sul territorio, ma anche supportato da unindubbia qualità garantita dai prodotti che le fabbriche tedesche hanno sempre garantito alla filiale italiana. Raggiunto questo primo obiettivo, le nuove innovazioni di prodotto sono risultate più semplici da introdurre, nonostante una crisi la cui fine e le cui dinamiche secondo Dal Soglio (vedi la videointervista) sono ancora difficili da determinare. Crisi che ha toccato Peri molto meno del mercato nel suo complesso, forse anche per il radicamento che lazienda ha sul territorio, frutto appunto di anni di lavoro. Meditate gente, meditate

VIcini ai clienti

Roberto Meroni, direttore Marketing Peri Italia, è entusiasta di un risultato in particolare raggiunto con linaugurazione del nuovo centro di Pozzaglio. Ben cosciente dellimplementazione di competitività che i 64000 metri quadri di spazi (di cui più di 6000 dedicati a magazzini e oltre 500 a uffici) garantiranno a Peri, il suo sguardo si illumina (vedi la videointervista) soprattutto quando sottolinea la risposta dei clienti invitati allinaugurazione. Sono venuti davvero in molti sottraendo tempo prezioso al loro lavoro quotidiano. E questo è forse il coronamento di una strategia di marketing pluriennale impostata su un consolidamento continuo del rapporto di fiducia e della comunicazione che Peri ha voluto stringere con le imprese di costruzione e i progettisti. Un rapporto che Meroni non esita a definire di partnership, sottolineando che in questo caso non si tratta di una parola vuota, ma di qualcosa di estremamente concreto (vedi la videointervista), fatto di prodotti, ma anche di servizi e di supporto nella risoluzione dei problemi. Non per niente, anche durante la crisi, le iniziative di marketing e comunicazione di Peri non sono significativamente cambiate, ma se mai si sono intensificate, puntando sempre più sui servizi studiati su misura per ogni cliente, grande o piccolo che sia. Filiera quindi, per un lavoro di squadra, la migliore risposta, secondo noi, al mercato postcrisi.

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