Al lavoro per proteggere Venezia dal mare - Doka Italia

Cantieri attivi alle bocche di porto di Malamocco e di Chioggia

Un cantiere davvero mastodontico è quello del Mose, opera unica che una volta terminata cambierà il destino della laguna e di Venezia; in questo ambizioso progetto, destinato a ridurre gli effetti dellalta marea sulla città lagunare, partecipa attivamente anche Doka in prima linea con una serie di soluzioni costruttive per i cassoni di alloggiamento delle paratoie mobili per proteggere la terra dallacqua alta. Il Mose rappresenta una delle sfide più importanti non solo per la particolarità dei lavori, ma anche per le difficili condizioni in cui ci si trova a operare, cioè fra mare e terra; coinvolge un pool di specialisti ed è realizzato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - Magistrato alle Acque, tramite il suo concessionario Consorzio Venezia Nuova. Doka è stata scelta come partner perchè considerata garanzia di affidabilità nellambito delle soluzioni costruttive, in particolare per la progettazione di quelle relative alle opere provvisionali necessarie ai cassoni di soglia e di spalla delle fondazioni delle barriere mobili. Le aree del sistema Mose interessate da questi interventi sono la Bocca di porto di Malamocco e la Bocca di porto di Chioggia. Per far fronte alle difficili condizioni di lavoro è stato deciso di prefabbricare i cassonidi soglia e di spalla e posizionarli successivamente sui fondali in modo da costituire il cordolo di protezione. Il sistema Mose funzionerà tramite paratoie, che collegate ai cassoni per mezzo di cerniere, si solleveranno in caso di acqua alta, mentre quando saranno inattive rimarranno allinterno dei cassoni sul fondale.

Come nasce la barriera protettiva del Mose

Nellampio terreno di 140.000 m2 del cantiere della Bocca di porto di Malamocco (sottratto al mare in tre anni di lavoro) è stato installato il campo di prefabbricazione per i 18 cassoni di cui 14 di soglia e 4 di spalla, equamente ripartiti fra le barriere della Bocca di Malamocco e della Bocca di Lido-San Nicola. I cassoni hanno un peso medio di 20.000 t luno, base variabile da 2000 a 3000 m2 e pareti con uno spessore da 25 a 50 cm. La scelta delle soluzioni costruttive è stata studiata sulla base delle caratteristiche progettuali: infatti le solette di fondo dei cassoni devono essere gettate in ununica soluzione e richiedono quindi un getto continuativo di 15/18 ore. Sempre per quanto concerne il sistema di casseratura delle solette, si è dovuto tenere in considerazione lelevata densità delle armature dei cassoni che può arrivare fino a un massimo di 500 kg di ferro darmatura per m3 di calcestruzzo, per una media di 300-350 kg di ferro al m3 per cassone. Le solette oltre il peso proprio devono portare anche quello del cassone e quindi lo scassero della soletta di fondo può avvenire solo dopo la realizzazione delle strutture in elevazione e della soletta superiore; per questo il cassero di fondo è stato realizzato per consentire un recupero parziale del materiale dopo 7 giorni dal getto per spostarlo su quello successivo. Inoltre, affinchè i carpentieri possano muoversi più agevolmente nella gestione delle strutture provvisionali, il cassero è stato suddiviso in aree cromatiche diverse: gialle (la base delle celle) e nere (reticolo getti in elevazione). I pannelli neri, visto lelevato carico gravante, sono stati allestiti impiegando un sistema di puntellazione con portata di 100 kN.

Framax per un cantiere più efficiente

Doka ha eseguito uno studio dettagliato anche per le elevazioni in base al tipo di cella, decidendo di impiegare il sistema per pareti Framax Xlife dotato di angoli di disarmo che hanno consentito la velocizzazione delle operazioni:lintera cassaforma per il vano viene sfilata dal calcestruzzo come un singolo elemento per essere subito impiegata sulla cella successiva. Limpiego di calcestruzzo autocompattante (SCC) ha richiesto inoltre uno studio dettagliato delle sovrapposizioni fra legature (aumentate significativamente) e ferro per evitare pericolose interferenze. In cantiere a fine maggio erano presenti 12.000 m2 di sistemi per solai Dokaflex con puntelli ad alta portata per realizzare i fondi dei primi 5 cassoni; i tecnici Doka stimano che per realizzare 18 cassoni, in 3 anni e mezzo circa, debbano essere impiegati 15.500 m2 di cassero pareti e 13.500 m2 di cassero solai.

Chioggia, un porto sicuro per le navi

Il sistema Framax Xlife (6500 m2) svolge un importante ruolo anche nel cantiere di Chioggia i cui cassoni cominceranno a essere varati da maggio 2013 in vista dellattivazione della bocca entro la fine del 2014. Qui i cassoni per lalloggiamento delle paratoie vengono realizzati allinterno del porto rifugio (più precisamente nel bacino lato mare) che, una volta ultima il progetto, consentirà alle imbarcazioni di transitare dalla bocca in caso di attivazione delle paratoie. Ora per la Bocca di Chioggia, il bacino lato mare è stato impermeabilizzato e svuotato dallacqua per essere usato come zona di preabbricazione; in esso verranno realizzati 6 cassoni soglia e 2 di spalla. Attualmente si stanno costruendo i primi quattro cassoni di soglia delle dimensioni di 60x46 m e altezza massima di 11,30 m. Prima si realizza, in due fasi successive, la soletta di fondo, per poi procedere con le elevazioni, secondo un piano che segue le esigenze strutturali di ogni singolo cassone. Finiti i cassoni il bacino verrà riallagato per consentire il varo dei monoliti e il loro trasferimento nella posizione finale stabilita da progetto, dove verranno affondati.

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