Nel 2011 ancora tempi difficili - Harsco Infrastructure

Intervista a Giuseppe Maran, direttore generale e presidente del CdA di Harsco Infrastructure Italia

L’edilizia sta ancora stentando a uscire dalla crisi: anche leprevisioni per il 2011, stando all’Osservatorio Ance, sono orientate alpessimismo. Ma con che prospettive si approcciano al mercato iproduttori di opere provvisionali, fra i primi ad essere chiamati sulcantiere? Ne abbiamo parlato con Giuseppe Maran, direttore generale e presidente del CdAdi Harsco Infrastructure Italia.

Un mercato ancora incerto

Gowem Quali sono i fattori di criticità nell’attuale mercato delle costruzioni?

Maran Come uno dei principali produttori a livello mondiale nel segmento delle strutture provvisionali, ritengo che Harsco possa godere di un punto di vista privilegiato per analizzare a tutto tondo l’attuale fase di mercato; anche come Harsco Italia sicuramente abbiamo tutti gli elementi, data la nostra presenza ben radicata su tutte le aree del Paese e in tutti i segmenti di intervento, per valutare le prospettive del settore. E le conclusioni non sono certo delle più ottimistiche: tutti gli indicatori che abbiamo a disposizione non ci fanno pensare a una ripresa strutturata nel breve periodo (come invece è già successo in altri Paesi europei, Germania in testa), anzi abbiamo segnali preoccupanti che indicano un ulteriore calo anche nel 2011.
Nessun settore è immune a questa tendenza e devo sottolineare che il mercato presenta fattori di criticità estremamente negativi come ad esempio la rincorsa al ribasso sul prezzo d’acquisto di materiali, tecnologie e servizi con diretto riflesso sulla qualità delle opere. Bassa qualità vuol dire ammaloramento precoce dei manufatti, ma anche, e soprattutto, minor sicurezza in cantiere, fattore questo per noi estremamente preoccupante. Anche il problema della solvibilità è fra quelli più sentiti; accanto a imprese che hanno problematiche reali di liquidità (e che in genere tendono a rispettare gli impegni presi), ci sono invece numerosi soggetti che sfruttano il clima per poter lucrare sui ritardi dei pagamenti: questa è una piaga che tocca tutti i settori, ma ritengo di poter affermare che una maggiore circolazione di informazioni fra i principali produttori di sistemi provvisionali che operano in Italia, potrebbe contribuire a espellere dal mercato i soggetti colpevolmente insolventi.

Pubblico e privato, difficoltà diverse

Gowem Rileva sostanziali differenze fra il mercato delle opere pubbliche e quello dell’edilizia privata, nello specifico nell’ambito urbano?

Maran Fondamentalmente no. Anche se si tratta di mercati radicalmente diversi, entrambi soffrono di problematiche comuni come la difficoltà di accesso al credito; ci sono poi fattori differenti, ovviamente: per le opere pubbliche pesano certo la lentezza nella definizione degli stanziamenti anche per opere prioritarie e, soprattutto, i drammatici ritardi nei tempi di pagamento da parte delle Pubbliche Amministrazioni, per i cantieri privati, invece, incide una sostanziale saturazione dei mercati tradizionali (calano le compravendite di abitazioni) e la dimensione troppo ridotta delle nostre imprese di costruzioni, oggi alle prese con un mercato completamente nuovo. Per quel che riguarda le opere pubbliche, una forte scossa potrebbe arrivare dall’allentamento dei vincoli di bilancio per i Comuni virtuosi che sbloccherebbe notevoli risorse a livello capillare su tutto il territorio Italiano con la conseguente generazione di portafoglio di lavoro qualificato per le imprese e in definitiva di posti di lavoro nel nostro settore.

Sicurezza e innovazione

Gowem Quindi quali le risposte che, come Harsco Infrastructure Italia, vi sentite di dare al mercato?

Maran Innanzitutto credo che la prima parola chiave sia innovazione: non dobbiamo stancarci, come gruppo, di investire su nuovi prodotti e su soluzioni innovative anche in una fase di mercato così difficile. Seconda parola, strettamente connessa alla prima: sicurezza. Ritengo che la sicurezza sul cantiere sia un obiettivo inderogabile per chi opera nell’edilizia. Sviluppare prodotti intrinsecamente sicuri o che, comunque, aumentino la sicurezza in cantiere non è solo una filosofia aziendale, ma anche un postulato etico. Come Harsco ci stiamo muovendo in questa direzione su tutte le nostre linee di prodotto. Un esempio fra tutti, il nostro sistema di puntellazione in alluminio Gass, leggero e semplice da montare. Garantisce una elevata produttività (140 kN per gamba) ed è stato progettato per utilizzare tre soli componenti principali, per realizzare facilmente e rapidamente impalcature di sostegno sicure. Gass viene comunemente utilizzato per puntellazioni, nella costruzione di bacini, edilizia residenziale e commerciale e strutture industriali, impiegandolo in configurazione a torre per grandi altezze e carichi pesanti. Da un punto di vista più generale, ci stiamo muovendo per seguire i nostri clienti italiani che stanno acquisendo commesse all’estero, per sostenerli nell’internazionalizzazione sia con i prodotti sia con servizi di consulenza e progettazione tecnica basati anche su sopralluoghi eseguiti sul campo. Essere vicini al cliente, quando il mercato è così difficile, non è mai stato così importante: come Harsco stiamo lavorando con questo obiettivo, sicuri di impostare rapporti fattivi che, una volta terminata la crisi, ci potranno dare notevoli soddisfazioni sul mercato.

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