Panama raddoppia - PERI

Peri partecipa con le sue casseforme all’imponente progetto del raddoppiamento del Canale di Panama

A Panama sono in corso d’opera i lavori per ampliare il canale, si tratta del più grande cantiere a livello globale. Elementi fondamentali del progetto sono due enormi chiuse, lunghe 1.800 metri, una sul versante Atlantico e l’altra sul Pacifico. Peri sta fornendo al cantiere elevate quantità di sistemi di casseforme, oltre che di impalcature. Ha dato, inoltre, un rilevantecontributo in fase di progettazione. In più di 40 anni di esperienza, questa è la commessa più importante per il gruppo tedesco, non solo per la difficoltà di esecuzione dal punto di vista tecnico, ma anche per il lavoro di squadra checomporta una simile impresa.

Obiettivo 28.000

Le navi che attraversano il canale ogni anno sono circa 14.000 e l’obbiettivo di questo imponente progetto è di raddoppiare il transito. Quando saranno completate le chiuse di Gatun, a nord sull’Atlantico, e Miraflores, a sud sul Pacifico, nel canale potranno essere trasportati 300 milioni di tonnellate di materiali all’anno, contro gli attuali 165. In futuro potranno inoltre transitare le navi portacontainer Post Panamax, che possono trasportare fino a 14.000 container ciascuna. Il Canale funziona grazie a quattro impianti di serraggio, che controllano le tre conche consecutive di navigazione (lunghe 403 metri e larghe 55), che permettono di superare i 26 metri di dislivello presenti tra i due oceani. I lavori sono iniziati da un anno e dovrebbero finire nel 2015. A tale scopo vengono trattati in cantiere ogni giorno 6.300 metri cubi di cemento, e sono impiegati 4.200 operai che lavorano su due turni. Tra le attrezzature si contano ben 70gru e 30 stazioni di pompaggio del calcestruzzo. In tutto ciò è fondamentale la presenza di impalcature e di un ingente quantità di casseforme, che vengono amministrate con un lavoro efficiente di coordinamento. Per questo in loco sono presenti ingegneri Peri appartenenti alle filiali spagnole e italiane. Sono responsabili della pianificazione per le casseforme in loco, dell’assistenza e della logistica, mentre i tecnici della casa madre tedesca provvedono a fornire ai colleghi che lavorano sul posto un supporto, oltre che a occuparsi della produzione e della spedizione dei materiali in Centro America (al momento sono stati spediti più di trecento container da 12 metri di materiali).

Il sistema SCS: meno ancoraggi, più risparmio

Di fondamentale importanza per la soluzione delle problematiche in questo cantiere, è stato il sistema SCSdi Peri (Single-Sided Climbing System). Queste unità di ripresa sono molto versatili e vengono ottimizzate in base alle specifiche esigenze, cosa che rende possibile una diminuzione dei punti di ancoraggio e, di conseguenza, economizza i costi. Il sistema può essere impiegato per getti monofaccia nella costruzione di dighe, chiuse, torri di raffreddamento, capitelli di pilastri, tunnel e camere blindate. Il sistema modulare con mensole composte da più elementi si può adattare alle geometrie delle varie strutture, inoltre la cassaforma può essere adoperata sia per getti di partenza da terra sia per i successivi getti di ripresa verticale. E’ anche possibile inclinare le passerelle di servizio di 15° e 30°, in caso di getti inclinati, riuscendo così a mantenere il piano di calpestio orizzontale. In questo specifico cantiere è stato utilizzato il sistema SCS 250. La passerella di ripresa larga 2,5 metri - munita di carrello che permette di arretrare la cassaforma fino a 60 centimetri - lascia ampio spazio per operare. Per quanto riguarda le mensole, vengono combinate in vari frangenti con la cassaforma a travi per pareti Vario, in altri con la più collaudata a telaio Trio. Diversi sistemi di impalcature Peri fungono poi da sostegno per le casseforme per pareti e solai. Per predisporre le vie di accesso in sicurezza è stato impiegato il sistema modulare Peri UP.

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