I copti mettono su casa - Doka Italia

La nuova chiesa Copta di Mestre realizzata da Euro Costruzioni si distingue per le complesse soluzioni tipologiche in pianta e alzato, tutte realizzate con tecnologia di casseratura Doka

A Mestre si saranno certamente stupiti quando, dalle impalcature del cantiere di via Orlanda, hanno a cominciato a prendere forma un articolato gruppo di cupole e campanili, che, per la loro forma esotica, hanno sì fatto pensare a una chiesa, ma non certamente di quelle ordinarie. In effetti di ordinario nel cantiere della chiesa che sta sorgendo a Mestre, c’è ben poco sia dal punto di vista delle strutture sia da quello del culto che vi si pratica. La grande struttura, che sorge su un lotto di circa 10.000 metri quadri ospiterà infatti la comunità Cristiana Copta del Nord Est; il cantiere della chiesa è, infatti, stato commissionato dalla Diocesi copta ortodossa di Milano, a cui fa capo la comunità veneziana, e è stato pensato come punto di riferimento dei cristiani copto ortodossi del Nord Est d’Italia che, attualmente, contano circa 15.000 unità, la maggior parte di nazionalità egiziana.

La comunità copta ha voluto fermamente un edificio di culto importante e ha raccolto con pazienza e dedizione i fondi necessari alla costruzione, proprio per dotarsi di un punto di riferimento permanente per le esigenze del culto e della comunità. La struttura è stata immaginata dal progettista, l’architetto Nicola Ridolfi di Venezia, seguendo le specifiche architettoniche proprie dell’architettura sacra copta, e si articola attorno a una grande cupola centrale che fa da perno a cupole e semicupole secondarie e sulla quale, lungo l’asse principale della chiesa, si innesta unampia volta a botte, destinata ad accogliere i fedeli (si prevede che la chiesa potrà ospitarne fino a 300). Accanto a questa due altre navate minori con piccole cupole secondarie completano la struttura della chiesa.

Completano le strutture in elevazione, che a lavori quasi ultimati ormai denotano chiari tratti tipici dell’architettura bizantina, due torri campanarie che partono dal portico anteriore, coronate dalla classica copertura a cupola, destinate a diventare il punto di riferimento anche geografico per i fedeli. La struttura prevede, inoltre, un piccolo giardino dal quale i fedeli accedono a un quadriportico che accoglie la tradizionale la vasca per le abluzioni.
Il cantiere della grande struttura (che prevede anche i parcheggi e la relativa viabilità di accesso) si è sviluppato molto velocemente e a poco più di un anno dall’inizio dei lavori, la nuova chiesa è quasi conclusa. Una parte fondamentale (e la più complicata) dell’opera, com’è ovvio, è stata quella relativa alle strutture in elevazione che, viste le geometrie in gioco, hanno richiesto un’attenzione particolare sia al livello di progettazione sia a quello della cantierizzazione vera e propria; cantierizzazione che è stata seguita dalla Euro Costruzioni, azienda nata nel 1989 a Treviso (oggi conta circa 75 dipendenti) che ha realizzato tutte le strutture in calcestruzzo principali, lavorando in stretta correlazione con il fornitore delle casseforme, Doka Italia.

La collaborazione, già in fase preliminare di cantiere, fra impresa e fornitore di cassaforme è risultata fondamentale per la qualità delle opere in calcestruzzo; tutte le cupole, le mezze cupole e le strutture portanti sono, infatti, state gettate in opera, secondo un rigido piano di lavoro condiviso dalla Euro Costruzioni con Doka Italia, che ha fornito il materiale a noleggio, in modo di abbattere i costi di costruzione, portando in cantiere di volta in volta il materiale necessario ai getti programmati. La corretta progettazione e il perfetto dimensionamento degli elementi provvisionali sono stati anche importanti per garantire la sicurezza delle squadre in cantiere che, spesso si sono trovate ad allestire gli elementi delle cassaforme a oltre 10 metri da terra; senza un piano accurato che limitasse gli elementi da assemblare in quota, non solo i tempi di lavoro si sarebbero allungati, ma sarebbe stato necessario più personale con incremento di costi e possibili rischi per la sicurezza.

10 metri di cupola in calcestruzzo

Nel dettaglio gli elementi per la grande cupola centrale (quasi 10 metri di diametro alla base, con spessore delle murature di 30 cm) sono stati realizzati con con strisce di pannello Plex applicate su griglia di cassero Doka Top 50 a doppia centina. I casseri sono stati preassemblati presso la sede principale di Doka in Austria e, successivamente, portati in cantiere per il montaggio in quota. Anche le due semicupole laterali, che avevano lo stesso raggio della principale, sono state realizzate con la stessa filosofia operativa, consentendo ai montatori di gestire elementi simili fra loro e, quindi accelerando le operazioni di casseratura. Il cassero interno delle cupole è stato assemblato con tre elementi, tutti con dimensioni inferiori ai 2,5 metri, per semplificarne il trasporto su strada: due settori di porzioni di cassero Top 50 chiuse e collegate superiormente da un cappello finale a chiusura della sfera. Il cassero esterno proposto da Doka Italia a Euro Costruzioni, riprendeva esattamente la tipologia di quello interno, senza però il cappello di chiusura sommitale. Per semplificare il disarmo, fra modulo e modulo, sono state inserite strisce di compensazione di 10 cm. Il cassero per la cupola, durante la maturazione del calcestruzzo (il calcestruzzo utilizzato è del tipo fotocatalitico che ha eccellenti capacità autopulenti che contribuiranno alla conservazione della qualità dell’opera nel tempo, riducendo i costi di manutenzione), è stato sorretto con puntellazione Staxo 40 alti 14 metri coadiuvati da puntelli regolabili T7 (necessari per regolarne l’inclinazione).

Che bella botte che hai!

L’altro elemento architettonico principale, la grande volta a botte, è stato realizzato impiegando un cassero Top 50 curvo; tutti gli elementi provvisionali, visto la complessità geometrica delle strutture sono stati sviluppati da Doka Italia, a partire dal disegno architettonico del progettista, mediante una serie di simulazioni tridimensionali, senza le quali sarebbe stato molto difficile ottimizzare le operazioni di getto e prevedere le interazioni tra un elemento e l’altro (come ad esempio) le unghie di collegamento tra la cupola centrale principale e le semicupole laterali. La qualità dei calcestruzzi doveva essere di alto livello, quindi anche le operazioni di getto, comprensive di sollecitazioni sulle strutture provvisionali, ma anche delle simulazioni della distribuzione dei calcestruzzi, dovevano accuratamente essere preprogettate. Per i solai intermedi, infine, Euro Costruzioni, ha impiegato il sistema solai Doka Xtra: il getto è stato eseguito in tre fasi successive con una dotazione di elementi provvisionali di 150 metri quadri.

Il parere dellesperto

Il geometra Stefano Marin, direttore tecnico della Euro Costruzioni, sottolinea la complessità dell’opera e il rapporto fattivo con Doka per quel che riguarda la gestione delle strutture provvisionali: La chiesa copta ortodossa di Mestre ci ha chiesto un notevole sforzo organizzativo e gestionale sia per la tipologia delle strutture sia per le quantità di calcestruzzo in gioco, da gettare in spazi molto ristretti. La collaborazione con Doka è stata molto importante a livello di progettazione preliminare delle strutture provvisionali e fondamentale è stata la modellizzazione tridimensionale che ci ha consentito di analizzare il progetto nel dettaglio, per poi ridurre al minimo fastidiosi aggiustamenti in corso d’opera. Progettare in dettaglio le strutture per il getto ci ha, inoltre, consentito di portare le strutture in larga parte premontate in cantiere, in modo non solo da ridurre i montaggi in quota, ma anche di abbattere significativamente i costi per il noleggio delle strutture stesse. Siamo riusciti, infatti, a riutilizzare diversi elementi per più di una lavorazione, con un miglioramento deciso della logistica di cantiere, fattore questo fondamentale dato che nel cantiere della chiesa lo spazio a disposizione per stoccaggi e montaggi era davvero ridotto. Oltre che in fase di progettazione - conclude Marin - Doka ci ha assistito validamente anche durante i montaggi, affiancandoci quando si sono resi necessari aggiustamenti o forniture non previste di materiali. Un servizio completo che abbiamo apprezzato davvero molto.

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