PMI il vero motore delle costruzioni - Doka Italia
In un’intervista a Marco Falcone emerge l’attenzione verso le PMI di Doka Italia
Sembra che sia anche così questa volta, almeno dalle dichiarazioni emerse da una tavola rotonda a inviti per la stampa a cui abbiamo avuto il piacere di partecipare, indetta per la presentazione del nuovo concorso La Forma della Qualità: Doka Italia e i cantieri italiani, rivolto alle PMI italiane che fanno del loro impegno in cantiere la chiave di volta del fare impresa.
Come vedremo, non è stato solo il concorso a tenere banco, ma anche la situazione del mercato e le sue possibili evoluzioni, nonché il ruolo di Doka Italia come attore primario all’interno di questo articolato processo.
Andiamo però con ordine e cominciamo a presentare le logiche del concorso.
Un concorso per le imprese con il cantiere nel sangue
Il Concorso, dicevamo; Doka Italia ha immaginato questa formula perpremiare e dare visibilità alle PMI del settore delle costruzioni chehanno gestito un cantiere nel 2015 secondo tre principali parametri:Sicurezza, Qualità e Innovazione.Al concorso, intitolatosignificativamente La Forma della Qualità: Doka Italia e i cantieriitaliani potranno accedere i cantieri aperti in Italia in cui sonostati utilizzati sistemi provvisionali della Casa produttrice austriaca,attraverso ovviamente la filiale italiana, che oggi, grazie allaqualità tecnica dei suoi uomini, può anche vantare la supervisione anchedi aree geografiche al di fuori del nostro Paese (come vedremo piùavanti, ndr).
La logica del concorso, ci conferma Falcone èquella di premiare la qualità e la passione delle nostre imprese dicostruzione che, nonostante gli anni difficili della crisi, hannocontinuato a investire e innovare e, ovviamente, a garantire la sicurezza dei propri collaboratori in un ambito, quello del cantiereche, purtroppo, è ancora tristemente famoso per gli incidenti sullavoro. La nostra volontà - continua Falcone - come Doka Italia, è essere al fianco di questo tipo di realtà imprenditoriali anche con unevento simbolico come il Concorso, oltreché ovviamente con l’attività ditutti i giorni che si esplica in ogni singola fase del cantiere, dallaprogettazione delle migliori soluzioni provvisionali, fino al ritiro delmateriale noleggiato a fine lavori (o quando non sia più necessario incantiere).
Il nostro scopo, anche attraverso il Concorso, èquello di aiutare l’innovazione in cantiere; non solo l’innovazione diprodotto, ma anche quella di processo, per far si che l’efficienzaproduttiva dei nostri partner sia in grado di garantire loro unamigliore competitività sul mercato.
Proprio per questo -conclude falcone - abbiamo immaginato due Categorie all’interno delConcorso: una dedicata alle infrastrutture e l’altra agli edificicivili, industriali e agricoli. Le caratteristiche di questi due tipi dicantieri sono fondamentalmente differenti dal punto di vista operativo,anche se da quello concettuale, entrambi i meccanismi di valutazionesaranno basati sui canoni della Sicurezza, Qualità e Innovazione. Siamoinfatti certi che questi siano gli ingredienti alla base del successonel mercato emerso alla fine della crisi.
Doka Italia e il mercato all’uscita della crisi
La tavola rotonda è stata anche l’occasione per fare il punto conFalcone sul mercato Italiano delle costruzioni e sulle prospettive diDoka Italia, ecco la sua opinione in proposito: Sono moderatamenteottimista per quel che riguarda il mercato delle costruzioni nel breve emedio periodo, anche se, per tutti, è molto difficile fare previsioniche abbiamo un grado di attendibilità significativo. Situazioniinternazionali aggrovigliate (Falcone parlava venerdì 10 quando la crisigreca non vedeva ancora soluzione, ndr) e mercati finanziari fortementeinterconnessi (Cina in primo piano) rendono fragili e poco uniformi iprimi segnali di uscita dalla crisi.Devo anche dire però -continua Falcone - che il mercato di riferimento di Doka Italia èpiuttosto certo: come azienda continueremo a operare principalmente nelmercato delle grandi infrastrutture e in quello degli edifici civili eindustriali di grandi dimensioni dove la nostra capacità progettuale etecnologica è riconosciuta e fa la differenza. Ovviamente è chiaro atutti che, per la ripresa di questi mercati, quello delle infrastrutturein primis, occorre una forte spinta istituzionale, un consolidamentodella visione di medio periodo che consenta a tutti di investire conconvinzione.
Il nostro Paese ha ancora un forte bisogno diinfrastrutturazione, soprattutto in certe aree geografiche, per colmareil gap competitivo con l’Europa. E poi c’è il tema della protezione delterritorio che richiederà nei prossimi anni una visione complessiva dilungo periodo e ingenti investimenti praticamente in ogni regioned’Italia. Per questo, come dicevo prima, sono moderatamente ottimista emi aspetto un mercato in miglioramento nei prossimi anni.
Un ruolo internazionale all’interno del gruppo
C’è anche un altro aspetto che alimenta la fiducia del DirettoreGenerale di Doka Italia, come conferma anche direttamente durante latavola rotonda: La più importante novità del 2015 per Doka Italiadiscende poi dalla riorganizzazione che Doka si è data a livellointernazionale: a fine 2014 sono state aggregate la Regione Sud Europa ela Regione Africa. L’operazione per Doka Italia genera tre differentilivelli di sinergia: possiamo seguire meglio i nostri grandi clienti inun mercato emergente, quello africano, (anche se molto legato allefluttuazioni delle materie prime) che necessita di grandi progetti,realizzati da un fornitore di soluzioni tecnologiche nel segmento dellecasseforme; possiamo, inoltre, essere al fianco delle medie e piccoleimprese di costruzioni che hanno deciso di affacciarsi sul mercatoafricano (con joint venture con aziende locali, utilizzando dealer oaprendo direttamente uffici in loco) per aiutarle in modo mirato sulterritorio che loro hanno scelto.Come Doka Italia - continuaFalcone - oltre a poter collaborare in tutta l’Africa, siamodirettamente responsabili di sette Paesi: Angola, Capo Verde, Ghana,Guinea Bissau, Guinea Equatoriale, Tunisia e São Tomè. Per meglioseguire questi nuovi mercati, abbiamo potenziato la nostraorganizzazione con nuovi colleghi, professionisti esperti che benconoscono queste nuove realtà. In questo modo siamo riusciti a unirel’alta specializzazione ingegneristica italiana con una conoscenzaapprofondita delle esigenze e delle specificità locali.
E scusate se è poco….