Malata illustre - Layher

Un ponteggio nel cuore del cantiere

Una punta di vitale sfida è nel cantiere aperto a Modena per il restauro della Torre Ghirlandina, che è simbolo della città e indubbio monumento di valore (tutelato dall'Unesco come patrimonio dell'umanità). La sfida è nell'armonizzare fra di loro le diverse tecnologie impiegate, che sono anche le più avanzate disponibili: da un potente ascensore da cantiere al ponteggio Layher; da un telo d'autore, ignifugo e microforato, all'impiego di tecniche per l'asportazione di resine epossidiche e di altre sostanze lasciate in triste eredità da un precedente restauro del 1973. Lavori promossi dal Comune di Modena e resi possibili grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e Regione Emilia-Romagna. La Torre è una malata illustre: da anni si controlla l’evoluzione della sua pendenza, il degrado delle sue pietre e l’infiltrazione in essa d’acqua. In cantiere, a permettere le operazioni di lavoro per la cura dei bubboni della Ghirlandina è protagonista il ponteggio che, qui, è stato scelto sulla scorta di una gara europea, a volere così assicurate le più alte garanzie sul prodotto. E' stato scelto il ponteggio multidirezionale Layher Universale. Il ponteggio impiegato in questo cantiere modenese è di proprietà della Consorzio Ponteggi (Società Consortile a Responsabilità Limitata), di San Lazzaro di Savena (BO).

La situazione

La Ghirlandina è fuori piombo di 1,60 metri nella parte quadrata. Si stanno conducendo una serie di indagini geotecniche, perché essa interagisce con il Duomo: i due monumenti, Duomo e Torre, si trascinano, sprofondandosi vicendevolmente. Si sono operati dei carotaggi che hanno permesso di accertare, attraverso l’intercettazione del materiale che componeva l’antica via Emilia, che le fondamenta della Ghirlandina sono costruite all’interno dei depositi alluvionali che si trovano sopra la strada romana. Il peso della Torre ha trascinato con sé anche lo strato romano.

Un Paladino per Modena

Il Comune di Modena ha assegnato all’artista Mimmo Paladino l’incarico di disegnare un telo, ignifugo, microforato e con riproduzione fotografica, a protezione del ponteggio della Layher. L’opera d’ingegno, donata alla città, copre il ponteggio sino all’altezza di 64 metri, cioè sino a dove la torre ha struttura quadrata. Si tratta di un “telo come momento culturale”, dice l’architetto Rossella Cadignani, Responsabile del Servizio dell’edilizia storica del Comune di Modena e Responsabile del Procedimento e Direttore lavori del cantiere della Ghirlandina.

Per tutti i cantieri

Layher Universale è di rapida installazione, senza viti e privo di eccessivi giunti. Le rosette sono intervallate con cadenza di 50 cm, e quindi i piani di lavoro possono essere organizzati secondo qualunque desiderata necessità e senza limiti di configurazione. Il Layher Universale è un sistema completo, sviluppato al massimo grado per guadagnare in semplicità, efficacia, flessibilità e velocità di installazione: la coesistenza di accoppiamenti geometrici e dinamici con un sistema di fissaggio rapido privo di viti e bulloni permette di ottenere collegamenti ad angolo retto, acuto e ottuso. Ciò che motiva la versatilità di impiego e di montaggio dell’Universale Layher è il geniale sistema a giunto e cuneo. La forma dell’estremità del giunto a cuneo concorda precisamente con il raggio del montante, per fare in modo che le forze si trasmettano su tutta la superficie e, in modo concentrico, sul montante.


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