Bussole della Crisi - Komatsu

Chi meglio dei responsabili delle grandi aziende italiane e europee può avere gli strumenti per traguardare la crisi?

Siamo davvero tutti molto confusi. Questo è lunico dato certo di un mercato, quello delle macchine e attrezzature per ledilizia, il movimento terra e le cave, che mai come oggi si sta interrogando sul futuro prossimo venturo. Le domande sono le stesse per tutti gli operatori delle varie filiere, ma le risposte? Alle nostre mail arrivano con frequenza settimanale, messaggi di imprenditori piccoli e medi che cercano conferme, per poter impostare unazione aziendale precisa, per poter aver parametri di giudizio che da soli non riescono a trovare. In effetti, vuoi anche per la dimensione aziendale media italiana, vuoi per la forma mentis dei nostri imprenditori (ricordiamoci che tutti erano abituati a convivere con una dorata crescita continua del mercato), si assiste a una generale mancanza di prospettive a breve e medio periodo (non parliamo del lungo per carità). Due sono le direttrici di pensiero: ci sono gli ottimisti che dicono che la ripresa non può non arrivare e ci sono i pessimisti (la maggioranza) che ormai non fanno più previsioni e non investono più nulla. Come vedremo entrambi sbagliano: Gowem!, in collaborazione con le sedi italiane dei maggiori produttori di macchine e attrezzature da cantiere, cercherà nei prossimi mesi di aprire un dibattito utile ad orientarsi in questo marasma. Senza la pretesa di avere la sfera di cristallo, ma semplicemente mettendo a disposizione dei nostri lettori i pareri (sotto forma di videointerviste) di importanti figure professionali che operano da anni in questi mercati e che, ovviamente, hanno accesso a informazioni fuori dalla portata dellimprenditore medio. Vogliamo aprire un dibattito e cercare di fare un po di chiarezza. Lo diciamo subito: dalle prime interviste realizzate che usciranno periodicamente il panorama non è rassicurante, ma un po di idee ci sono. E le idee sono quelle che fanno sopravvivere alla crisi. Parliamone.

Si parte con chi vende di più

Prima intervista: Alberto Caletti, Amministratore Delegato di Komatsu Italia che, con circa il 13% del mercato per numeri di venduto è oggi il principale operatore italiano. Caletti non è un teorico, è stato per anni direttore vendite di Komatsu Italia e quindi il mercato lo conosce, e bene. Anche Komatsu, come tutti gli altri, ha subito una caduta verticale delle vendite e ha, quindi, dovuto prendere una serie di provvedimenti atti a riconfigurare la propria azione industriale, ricalibrandola sulle caratteristiche nuove che il mercato ha acquisito da un anno a questa parte. Ed è proprio questo laspetto più interessante della videointervista di Caletti: scordatevi che il mercato torni ad essere quello di prima. Non sarà più così, non solo dal punto di vista quantitativo, ma anche e soprattutto da quello qualitativo. Le imprese, i produttori e i dealers si devono adeguare al più presto alla nuova realtà, politiche attendistiche non sono plausibili, occorre riconfigurarsi. Ottimizzazione, controllo dei costi e qualità sono le parole chiave.

Lintervista: i link

A questi link trovate lintervista a Caletti, labbiamo spezzata in cinque parti per rendervela più fruibile.
Domanda 1: Dalle vostre analisi, come si evolverà lattuale situazione del mercato? Secondo le vostre previsioni quando inizierà la ripresa economica e di conseguenza tornerà a crescere la domanda di mmt? Per Komatsu - nella fattispecie - quando si potrà considerare conclusa la fase critica?
Domanda 2: Quali strategie ha adottato Komatsu per affrontare il periodo della crisi e quali sono stati i provvedimenti concreti assunti per far fronte al calo della domanda?
Domanda 3: Quali le strategie aziende di costruzione e di movimento terra dovrebbero mettere in opera per meglio strutturare la propria azienda ai nuovi meccanismi competitivi sul mercato italiano?
Domanda 4: Per creare le opportunità per la ripresa del settore - oltre alle strategie adottate dalle singole imprese - credete sia necessaria lattuazione di un preciso orientamento governativo? Se sì, quali sono, a vostro parere, i provvedimenti e gli strumenti necessari per far fronte alle maggiori difficoltà?
Domanda 5: In conclusione? Quali sono i punti chiave da tenere presenti?

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