A marzo ancora su gli appalti

Appalti a marzo, analisi

Leggendo i fatti di cronaca dell’ultimo periodo si fa fatica a osservare il mondo degli appalti pubblici con occhio analitico cercando di porre in risalto i dati effettivamente interessanti per la filiera delle costruzioni, eppure alcuni parametri oggettivi testimoniano come, nonostante le condizioni al contorno permangano difficoltose e rallentino in modo spesse volte inaccettabile la fluidità del business, anche il mese di Marzo si sia chiuso con un incremento del volume economico sia rispetto al mese precedente, sia, molto più significativamente, rispetto allo stesso mese dell’anno scorso.

Nella nostra analisi abbiamo preso in considerazione tutti gli appalti pubblici per lavori di valore superiore ai 150.000 euro. Le 376 aggiudicazioni da noi analizzate avevano un valore finale complessivo di 1.098.000.000 euro (ovviamente IVA esclusa), con una media per appalto di poco superiore ai 2,9 milioni di euro e con un ribasso medio del 14% rispetto ai valori posti inizialmente a base di gara. Si può affermare che il livello piuttosto contenuto della percentuale di ribasso d’offerta sia dovuto al valore molto limitato delle offerte a massimo ribasso, le quali pur rappresentando il 36% del totale delle aggiudicazioni, economicamente hanno di poco superato i 117 milioni di euro (10,6% del totale con un ribasso medio del 34%).

Campania F(am)elix

Se andiamo a vedere in dettaglio la distribuzione regionale delle aggiudicazioni, la proverbiale parte del leone spetta alla Campania, le cui Pubbliche Amministrazioni hanno emesso il 30,3% del totale delle aggiudicazioni per circa 207 milioni di euro, mentre ognuna delle altre regioni non ha superato singolarmente il 10% del totale di quelle analizzate, per cui ai posti di rincalzo si trovano Sicilia e Veneto con 38 e 35 aggiudicazioni rispettivamente. Altro dato interessante sempre riguardo alla Campania è la suddivisione delle gare per tipologia: l’85% si concentra fra Edilizia Civile e Industriale (38%), Trasporti (17,7%), Lavori Idrici (18,5%) e Restauri (10,6%).

Sempre osservando la tipologia di lavori rispetto al numero di aggiudicazioni a livello nazionale, è molto interessante rilevare che oltre il 40% di quelle relative alla categoria OG1 (Edilizia civile e industriale) si concentra proprio in Campania e che, sempre a Napoli e dintorni, i lavori relativi alle reti idriche e fognarie (Categoria OG6) rappresentano addirittura il 44,6% del totale nazionale. Il dato è spiegabile con la coda finale dei fondi europei 2007-2013 che prevedevano un parte molto consistente riservata proprio alla Campania per la riqualificazione di acquedotti e fognature.

Un dato inferiore alle attese riguarda invece il numero di opere contro il dissesto idrogeologico (una ventina le aggiudicazioni nel corso del mese di marzo per un totale di poco superiore ai 15 milioni di euro), spiegabile probabilmente con la considerazione che trattandosi di un programma a lungo termine da realizzare in un periodo quinquennale, vedremo solo nei prossimi mesi gli effetti pratici del piano nazionale gestito da #italiasicura.

RFI a tutta velocità

Se valutiamo invece le gare dal punto di vista della tipologia di ente pubblico appaltante, le aggiudicazioni più interessanti di Marzo per valore economico sono certamente venute da Rete Ferroviaria Italiana e dalla controllata Italferr che hanno assegnato una decina di appalti, ma per un valore complessivo di oltre 578.000.000 milioni di euro, ovvero il 52,6% del totale di questo mese.

Si tratta per lo più di aggiudicazioni riguardanti la manutenzione o il rinnovo dell’armamento ferroviario, ma non può essere dimenticata l’assegnazione a favore di Astaldi (e della controllata Nbi) della costruzione della nuova stazione di Napoli-Afragola per l’Alta Velocità (valore di aggiudicazione 61,1 milioni di euro, con un ribasso del 23,4% rispetto al valore iniziale).

Sono stati in totale 12 gli appalti assegnati di valore superiore ai 10 milioni di euro. A parte i lavori ferroviari, spiccano i 46,5 milioni (in due gare) assegnati dal Compartimento della Sardegna di Anas Spa a Oberosler e De Sanctis Costruzioni per lavori sulla SS.125 “Orientale Sarda”, gli oltre 33 a favore di P.A.C. spa aggiudicati dal Comune di Genova per la realizzazione della galleria scolmatrice del torrente Bisagno ed infine i 14,7 con cui Save spa ha affidato lavori di ampliamento dell’aeroporto Marco Polo di Venezia ad un consorzio comprendente Cogefa e Gemmo spa.

Simul stabunt simul capiunt

Un altro dato particolarmente rilevante riguarda la percentuale di gare assegnate ad imprese collocate fuori dalla regione in cui vengono realizzati i lavori. Meno di un quarto delle gare, precisamente il 23% delle aggiudicazioni, è andato ad imprese “forestiere”. La classifica delle regioni autarchiche è ampiamente guidata anche in questo caso dalla Campania, dove addirittura il 97% delle aggiudicazioni è andato ad imprese con sede operativa nella regione stessa, seguita dalla Puglia con l’89,5% e dalla Sicilia con l’82,5% di gare affidate ad imprese locali. Sul versante opposto, le regioni più aperte ad imprese non appartenenti allo stesso territorio sono state il Trentino Alto Adige con il 75% delle gare seguito da Toscana e Liguria con il 50% ciascuna.

E’ chiaro che se il dato può fare pensare positivamente al coinvolgimento nella filiera degli appalti pubblici di molte imprese del territorio, dall’altro ci dice anche che la realtà dei fatti è spesso un po’ diversa e condizionata da quelli che potremmo definire eufemisticamente problemi ambientali, i quali ci riportano in qualche modo ai fatti di cronaca cui abbiamo già accennato in apertura. In questo ambito ci limitiamo a riportare dati oggettivi, lasciando la valutazione alla discrezione dei nostri lettori. Si potrebbe tuttavia chiudere con una battuta, affermando che in tante aree del nostro paese, a tutte le latitudini, gli appalti sono un po’ come le mogli e i buoi, quasi sempre li preferiamo dei paesi nostri.


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