Bussole della crisi/2 - JCB
Abbiamo intervistato nella sede JCB di Assago Claudio Fiorentini, amministratore delegato European sales JCB Europe, oltreché presidente di JCB Spa
Aria d’Europa
E sono due: Claudio Fiorentini è l’amministratore delegato European sales JCB Europe, oltreché presidente di JCB Spa, e come tale ha un colpo d’occhio privilegiato su uno dei mercati più grandi del mondo, quello europeo appunto. Dalle sue analisi emerge una prima, a suo modo sconcertante, riflessione: vi ricordate le famose locomotive dell’economia? Quella tedesca, quella americana che tutti aspettavamo con trepidazione che ripartissero affinché il piccolo vagoncino Italia fosse trascinato sui binari della ripresa? Beh, non sono più le sole e questa crisi non è stata così tragica (e avrebbe potuto esserlo anche di più) proprio perché ci sono alcune nuove locomotive che, per la prima volta, non hanno avuto bisogno (quanto meno in parte) di quelle vecchie: la Cina in primis, ma anche l’India o il Brasile e l’Africa. Senza la loro crescita, molte aziende europee e americane avrebbero sofferto molto di più e la crisi sarebbe stata ben più violenta. Fiorentini introduce un’altra riflessione interessante sul mercato del dopo crisi: non parla più di specializzazione, ma di flessibilità: flessibilità del parco macchine, delle competenze, flessibilità nell’accesso alle grandi gare di appalto. Le aziende, dal 2010 in poi, dovranno essere snelle, veloci nel reagire agli stimoli, dinamiche, innovative. Non sopravvive più il più grande, ma il più veloce (e intelligente): un po’ come tra i dinosauri e i mammiferi. Guardatevi l’intervista, ne vale la pena.L’intervista: i link
A questi link trovate l’intervista a Fiorentini, suddivisa in 5 sezioni video per renderla più fruibile.Domanda 1: Siamo arrivati al secondo semestre 2009 e le opinioni sull’evoluzione della crisi sono ancora contrastanti; quale è l’opinione di JCB in proposito?
Domanda 2: Come è possibile per un operatore del settore dell’edilizia gestire al meglio la propria azienda nel corso della crisi? JCB quando ha cominciato a reagire alla dinamica economica in corso?
Domanda 3: Se dovesse indicare il fattore più importante da perseguire per gli imprenditori (e che quindi JCB ha fatto e farà proprio) per il dopo crisi, su che caratteristica cadrebbe la sua scelta?
Domanda 4: Quanto importante è stato (e sarà) l’intervento Pubblico nello sviluppo della crisi? Come si è mossa l’Italia da questo punto di vista?
Domanda 5: Quale sarà il mercato dell’edilizia e del movimento terra nel futuro prossimo? Quali scenari economici possiamo tracciare?