Al via il Saie 2009

Cominciamo a pubblicare alcune delle novità e degli spunti emersi dalle nostre visite agli stand

Parte oggi e terminerà sabato 31 ottobre 2009 il Saie di Bologna una delle principali rassegne italiane per il mondo della progettazione e delle costruzioni; un’edizione davvero delicata questa, sulla quale misureremo certamente l’impatto della crisi e le prospettive di breve e medio periodo per il settore dell’edilizia, uno dei più importanti per l’economia italiana. Una prima cosa si può già dire, in attesa di verificare l’affluenza giovedì e venerdì, dato che il primo giorno di fiera come si dice non fa testo: è un SAIE orbato quasi completamente delle macchine e delle attrezzature per la cava, la demolizione e il movimento terra. Mancano tutti i grandi nomi e, quindi, le grandi macchine. Sono presenti certo alcuni marchi importanti come Takeuchi, Amman Yanmar o l’italianissima Venieri, ma i full liner non sono venuti, questa volta in forma compatta. E questo si sapeva, meno certa la defezione di diverse aziende del segmento sollevamento che hanno deciso di saltare un’edizione. Dicono la crisi, sarà, ma il SAIE 2009 si configura sempre più come un salone rivolto all’edilizia degli architetti e degli ingegneri piuttosto che alle imprese generali. E l’alternativa non si vede all’orizzonte. Sicuramente la sovrapposizione di Ecomondo che si tiene (negli stessi giorni!!) a Rimini non ha giovato a Bologna (ma neanche alla manifestazione riminese visti i mugugni degli espositori presenti a entrambe le manifestazioni). Vien da pensare a tentativi di suicidio rituale
Visitatori il primo giorno? Pochini anche se, ad una prima, ristretta valutazione, abbastanza qualificati (un piccolo appunto: troppi studenti in gita premio). Staremo a vedere, intanto riportiamo un po’ di novità e di pareri raccolti in fiera.

Sollevamento in rosso

Manitou, gigante del settore sollevamento, riguardo al proprio mercato vede ancora fosco, anche se le dichiarazioni sono meno pessimistiche del passato. Alberto Razzoli, responsabile Marketing italiano del gruppo francese delinea un mercato in estrema difficoltà nell’intera filiera a partire dai componenti fino alla rete distributiva. Emerge l’esigenza di fare squadra, per affrontare un mercato che ha scontato importanti cali di vendite, difficili da recuperare nel medio periodo. Per Razzoli (e ci associamo in pieno) la crisi ha trasformato l’intero settore, spingendo tutti gli attori (almeno quelli più reattivi) a ripensare completamente l’approccio al mercato, nei rapporti con i fornitori come verso in quelli verso i rivenditori, ma anche nelle iniziative di marketing. L’adagio abbiamo sempre fatto così non è più valido in un mercato completamente trasformato rispetto a quello precrisi. Nonostante i problemi (comuni a tutto il segmento) Manitou investe e porta in fiera un buon numero di macchine, tutte nella rigorosa livrea rossa, sufficienti a soddisfare i palati più esigenti: si va dal piccolo rotativo MRT1340 all’MRT2150 Privilege fino all’MRT2540 Privilege e al telescopico per grandi portate MHT10160, dall’MRT1635 (15,82 m di altezza) all’MRT3050(altezza max 29,50 m e capacità di sollevamento massima di 5000 kg) e all’MRT1842 Turbo fino ai carrelli come l’MSI35T. L’elenco è incompleto, ma le macchine al SAIE erano davvero molte.

Contro la crisi, la cura delle novità

Se Manitou sceglie la linea della prudenza, Oil&Steel e PM investono alla caccia delle nicchie di mercato, diventate improvvisamente importanti terreni di conquista da valutare attentamente alla ricerca dei clienti che in altri settori sembrano scomparsi. Entrambi i marchi anche in questo difficile anno dichiarano risultati incoraggianti, come affermano praticamente a una sola voce Luigi Fucili, Amministratore Delegato di PM e Paolo Balugani, Direttore Tecnico di Oil&Steel. Se PM ha investito sulla qualificazione dei prodotti e della rete, puntando su prodotti di completamento della gamma medio-piccola dotati di radiocomandi con standard di sicurezza (a prezzi concorrenziali) tipici delle gamme maggiori, in Oil&Steel vanno particolarmente orgogliosi della nuova serie Snake Compact, schierata in fiera al completo con quattro modelli: una 25 metri con sbraccio da 12,5 m su Iveco Daily da 6 ton, una 20 metri (sviluppata sia nella versione tradizionale sia in quella specifica per il mercato del noleggio) e una 17,2 metri su autocarro da 3,5 ton. Interessante anche il prototipo (si chiama Scorpion 15E) sviluppato appositamente da Oil&Steel per Enel e montato su Mercedes Unimog U20, capace di raggiungere anche i cantieri più impervi.

Skid made in Japan

Al SAIE Takeuchi, tra le case blasonate del movimento terra, fa la parte del leone: grande e ben organizzato lo stand, ma soprattutto interessanti i nuovi skid gommati presentati in anteprima assoluta in fiera. Si tratta di tre nuovi modelli con pesi da 1,86 a 2,98 ton, motorizzati Yanmar (il più piccolo) e Toyota con carichi operativi che vanno da 430 a 820 kg. Il TSL 218, il TSL 225 e il TSL 229 hanno tutti il tettuccio ribaltabile (a pistoni) per facilitare l’accesso in fase di manutenzione e hanno altezze massime di scarico al perno che vanno da 2770 mm per il modello più piccolo, ai 2880 mm del TSL 225 fino ai 3025 mm del fratello grande, il TSL 229. Potenze? Presto detto: 22 kW a 2400 giri per il TSL 218, 39 kW sempre a 2400 per il TSL 225 e 44 kW per il TSL 229 stavolta a 2300 giri. Secondo le dichiarazioni dei tecnici Takeuchi anche i nuovi arrivati rispetteranno le caratteristiche di affidabilità, universalmente riconosciute alla Casa giapponese.

Elettronica antifurbo

Emiliana Serbatoi non cessa di stupirci; il dinamico gruppo emiliano ha sfornato un’altra novità dopo Emilcube (serbatoio metallico a contenimento totale, sovraponibile), vista in anteprima assoluta allo scorso Intermat, ora tocca a Emiltouch, un sistema gestionale di controllo integrato in grado di monitorare in maniera accurata e estremamente duttile tutti i rifornimenti delle flotte aziendali operanti in cava e in cantiere. Dotato di un sistema touch screen estremamente intuitivo, Emiltouch consente la gestione dell’impianto in modo autonomo senza necessità del presidio di personale dedicato e senza vincoli di tempo, la registrazione di tutte le operazioni su database e il monitoraggio e gestione delle giacenze delle cisterne. basato su un sistema di riconoscimento a tag, Emiltouch non solo consente di autorizzare il singolo operatore (o il singolo veicolo) al prelievo di carburante, ma permette anche di gestire in tempo reale e in maniera estremamente flessibile le autorizzazioni di prelievo, tenendo al contempo uno storico di tutti i prelievi effettuati. Il sistema secondo Emiliana Serbatoi (e anche secondo noi che lo abbiamo visto lavorare) eliminerà del tutto quella prassi (ampiamente diffusa in cava e cantiere) di gestione (per usare un gentile eufemismo) leggera delle scorte di carburante. Da vedere.

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