Un’inglese per unire l’Italia - JCB

Impresa Vangi Faliero e macchine Jcb al lavoro

L’ammodernamento dell’intera rete ferroviaria italiana, in particolar modo con l’avvento dell’Alta Velocità, richiede un intervento impegnativo e complesso in termini di mezzi e uomini. La parte strategica, che sarà il fulcro centrale del collegamento fra nord e sud Italia, è proprio la stazione di Firenze, dove è in fase di realizzazione un progetto ambizioso che però prevede un grande cantiere che coinvolge i punti più importanti della città. La nuova linea ferroviaria ad Alta Velocità collegherà la Roma-Firenze alla AV/AC Firenze-Bologna, attraversando il capoluogo toscano per un tratto di circa 9 km, chiamato appunto passante. I lavori riguarderanno la stazione storica di Santa Maria Novella, ma anche la nuova stazione dedicata all’Alta Velocità nell’area Belfiore. Il progetto sarà un palcoscenico importante per le ditte appaltatrici che vi lavoreranno, fra questi gli interventi più rilevanti sono stati affidati alla Vangi Faliero, società del Gruppo Vangi, che si occuperà delle operazioni di scavo e demolizione, supportata dall’indispensabile aiuto delle macchine JCB.


Un cantiere ad alta velocità

I lavori in cantiere non sono affatto semplici poiché hanno assunto un peso rilevante anche le opere propedeutiche alla cantierizzazione, soprattutto per quanto concerne gli scavi e le demolizioni, eseguite tutte con macchine Jcb in particolarte con l’utilizzo degli escavatori della serie JS, in corrispondenza degli imbocchi sotteranei dove poi sorgerà la nuova stazione. I lavori affidati alla Vangi Faliero di Calenzano (FI), hanno riguardato un’area molto vasta della città: scavi sono stati realizzati nell’imbocco nord della galleria in zona Castello, operazioni di demolizione sono state effettuate nell’area di ben 100mila m3 nella zona degli ex Macelli e in Belfiore. Inoltre si è provveduto all’allargamento dell’alveo del torrente Mugnone con relativo abbattimento dei viadotti e realizzazione di un canale per limitare il rischio di eventuali allagamenti una volta realizzata la stazione.

L’importanza degli escavatori serie JS

La ditta appaltatrice si è avvalsa dell’uso di un vasto parco macchine Jcb: spiccano i tre escavatori cingolati JS220 NC , di cui uno utilizzato per gli scavi del canale scolmatore e gli altri due per i lotti nell’area Castello e Belfiore. Un’escavatore JS235 NC è stato impiegato per le operazioni di movimento terra, mentre un JS220 HD dotato di martello demolitore idraulico, si è occupato delle opere di demolizione. In tutto questo la parte del leone è stata svolta dal cingolato JS220 Auto escavatore, il modello non solo più rappresentato nel cantiere, ma anche il più adatto a svolgere quel tipo di operazioni, grazie alle sue soluzioni costruttive come la maggiore velocità e forza sia dell’avambraccio sia di traino garantita dall’azionamento idraulico e dalle prestazioni della benna, che ne hanno migliorato notevolmente le prestazioni. A conferma delle sue doti, il JS220 è presente sul cantiere sia nella versione NC sia HD.


JS220: la regina del cantiere

Il JS220 è alimentato da un propulsore turbodiesel Isuzu HK IX a 4 cilinri da 5,2 l, che garantisce una potenza superiore del 25 % rispetto ai modelli precedenti grazie ai 128 kW e 2000 giri/min. Dotata di sezione idraulica load sensing con mandata flow-on-demand che fornisce le massime prestazioni anche nei lavori più duri poiché permette di scegliere la modalità più adatta fra le 4 disposizioni: Auto, Economy, Precision e Lifting. Può essere inserito un ulteriore braccio monolitico o triplice, per agevolarne il trasporto e disporre di maggiore capacità di sollevamento. Come di consueto Jcb pensa anche al comfort dell’operatore, la cabina è semplice ed ergonomica, inoltre con il sistema di gestione avanzata AMS, vengono monitorate tutte le funzioni, facilitando così l’accessibilità alle componenti interne e avendo a disposizione intervalli di manutenzione prolungati.

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