A soccorso della Terra di Raffaello - New Holland Construction

Escavatori e dozer New Holland Constraction lavorano a Urbino per la mitigazione ambientale sulla S.S. 73 Bis

La valutazione di impatto ambientale è diventata negli ultimi anni una pratica obbligatoria, propedeutica agli interventi di costruzione di infrastrutture o di strutture destinate ad avere un forte impatto sul territorio; la normativa ha lo scopo di ridurre al minimo limpatto sul territorio di tali infrastrutture, pur garantendone la costruzione in qualità di opere strategiche per lo sviluppo economico. Unapplicazione particolare di mitigazione ambientale, potremmo definirla al contrario si è appena conclusa nellUrbinate dove limpresa Pretelli è stata incaricata dallAnas di compiere una serie di opere di recupero ambientale allo scopo di ripristinare il paesaggio compromesso dalle opere di scavo e tracciamento corsie della Strada Statale 73 bis. I lavori iniziati nel 2009 dopo linaugurazione della bretella sono stati portati a termine nei tempi concordati, impiegando macchine New Holland fornite alla Pretelli dal concessionario di zona, la MAIE. Ma vediamo nel dettaglio i lavori e, ovviamente, le caratteristiche delle macchine.

Le due facce della Bretella

La Bretella di collegamento fra Urbino e la Fano-Grosseto ha avuto fin da subito una vita tormentata; e non per la mancanza cronica di finanziamenti che affligge oggi le nostre opere pubbliche, quanto piuttosto per la volontà del Ministero dell’Ambiente di preservare al massimo il prezioso territorio del Montefeltro. Il primo tracciato è stato rivisto su indicazione del Ministero dell’Ambiente che ha imposto un nuovo percorso (con un investimento di 76 milioni di euro). I lavori del secondo progetto si sono chiusi il 16 aprile 2009 con l’apertura al traffico della Bretella. Unico neo: il territorio lungo il percorso portava i segni del vecchio tracciato, segni in alcuni casi pesanti in un territorio in genere così bello. Da qui l’appalto alla Pretelli per il rimodellamento territoriale.

Spingere la terra che piacere

I lavori da compiere non erano pochi e i tempi comunque non troppo comodi, per cui Pretelli ha deciso di mettere in campo una serie articolata di macchine operatrici, ognuna scelta per svolgere al meglio una parte del lavoro. Bisognava demolire una serie di plinti del vecchio tracciato e poi rimodellare il territorio, riportandolo alla configurazione originaria. Per le opere di movimentazione e modellazione la scelta è caduta sul dozer D150B di New Holland che, con le sue 15,3 ton e il suo motore da 107 kW, ha garantito l’abbinamento ottimale tra forza di spinta, maneggevolezza e precisione di lavoro.Il dozer New Holland ha un baricentro particolarmente basso che ne garantisce ottima stabilità; la ruota tendicingolo e quella motrice di grande diametro assicurano all’impresa una lunga vita utile di lavoro. Particolarmente apprezzata dagli operatori della Pretelli, la cabina spaziosa e l’ottima visibilità su lama e ripper per una precisione notevole nelle operazioni di livellamento.

Protagonisti dello scavo

Accanto al dozer, lavorava l’escavatore cingolato New Holland E175B, scelto per le sue doti di sollevamento e strappo, ma anche per i consumi particolarmente ridotti nella sua classe di potenza (93 kW). Il peso operativo (18,9 ton) e la capacità benna, che arriva fino a 0,9 m3, lo rendono adatto a opere di movimento terra dove accanto alla produttività occorra anche precisione. Anche in questo caso, una cabina particolarmente spaziosa (e silenziosa) ha accompagnato gli operatori nel proprio lavoro quotidiano. Sul cantiere di Urbino ha anche lavorato un escavatore cingolato E80, destinato alla costruzione delle vasche di raccolta di prima pioggia e alla realizzazione delle finiture estetiche delle opere d’arte esterne previste sul nuovo tracciato. Il tutto senza problemi e nei tempi previsti.

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