Ombre di Rosso

Macchine costruzioni e cava: ancora calo nel secondo trimestre 2013

Ancora un trimestre negativo per i big del settore produttori macchine per costruzione. In attesa dei dati dei duellanti cinesi Sany e Zoomlion, reduci da reciproche accuse di spionaggio, ma soprattutto da un primo quarto 2013 particolarmente critico e, fra le europee, della conferma o meno di Liebherr che l’anno scorso aveva registrato le migliori performance fra i dieci attori principali di questo mercato, si può comunque tracciare un bilancio del trimestre chiuso a giugno 2013 e del quale la maggior parte dei produttori ha comunicato i dati agli investitori nel corso dell’ultima settimana di luglio. Nonostante qualche avvisaglia positiva come la resilienza del mercato US, specie di quello edilizio, oppure il miglioramento di UK e Giappone, grazie a politiche fiscali particolarmente incentivanti, il perdurare delle buone opportunità in Medio Oriente e in Africa e l’entrata in vigore delle leggi sull’urbanizzazione che dovrebbero riattivare il mercato cinese, non si può certo dire che i produttori ne abbiano beneficiato. Da Caterpillar in giù tutti i maggiori produttori di macchine per costruzione hanno avuto un trimestre molto complicato. Il bicchiere mezzo pieno è rappresentato dal cauto ottimismo che aleggia sulle potenzialità della seconda metà di quest’anno. Infatti, se da una parte gli operatori occidentali, Cat in primis, a fronte di dati trimestrali piuttosto negativi, hanno preferito ridurre le aspettative di vendita sull’anno fiscale, gli operatori asiatici al contrario non hanno ridimensionato l’outlook sull’anno fiscale, anzi, in particolare Komatsu ha mantenuto il +8,8% preventivato all’inizio di quest’anno.

Europee e Americane la risposta è ancora no

Iniziamo da Caterpillar che ha avuto un trimestre piuttosto complicato. Complessivamente il gruppo di Peoria, nel periodo aprile-giugno 2013, ha infatti fatturato poco più di 13 miliardi di dollari, a -17,5% rispetto allo stesso periodo del 2012. Nello specifico delle Construction, la riduzione è meno marcata, poiché il gruppo ha generato nel quarto un volume d’affari di circa 4,9 miliardi di dollari, a -9% rispetto allo stesso periodo del 2012, segnalando una sofferenza concentrata in modo particolare nell’area Asian Pacific. Caterpillar sulla base di questi dati e sulle prospettive del resto dell’anno ha rivisto al ribasso il suo outlook sul fatturato portandolo da 60-68 miliardi di dollari, a 56-58 miliardi. Da segnalare purtroppo ancora le difficoltà di Volvo CE che ha fornito i dati sul semestre. Nel 1H 2013 ha registrato un calo delle vendite del -25% rispetto allo stesso periodo del 2012, realizzando circa 3,3 miliardi di euro. Particolarmente negativi i risultati in Nord America (-41% e 505 milioni) e Asia (-28% e 1,4 miliardi), meno peggio è andata in Europa (-9% e 948 mln), mentre il resto delle regioni segna un -20% medio con 400 milioni di euro di fatturato. Va invece leggermente meglio a Terex che, nonostante una forte ristrutturazione aziendale svolta all’inizio dell’anno, riesce a contenere le perdite nell’ordine del -5%. Vanno tuttavia fatte alcune distinzioni; se da una parte ci sono dati positivi portati dalla divisione piattaforme aeree (+17% e 607 mln di dollari) e dalle gru (+3% e 521 mln), dall’altra la divisione Construction ha vissuto un periodo particolarmente negativo perdendo il 30% rispetto al 2012 e fermandosi a 275 milioni totali. Outlook rivisto al ribasso anche per Terex quindi, dai 7,9 miliardi di dollari di inizio anno, ai 7,5-7,7 annunciati agli investitori nei giorni scorsi.

Giappone e Corea: se Tokio piange

La giapponese Komatsu, il cui FY2013 è iniziato lo scorso primo Aprile, nel suo primo trimestre ha visto un ulteriore calo delle vendite pari al 3,1%, che in valore assoluto ha portato nelle casse circa 3,6 miliardi di euro, il 92% dei quali fatturato nel segmento Construction, Mining e Utility Equipment. Anche i profitti segnano un ribasso del -4.9% rispetto allo stesso periodo del 2012. Continua la frenata del settore minerario in Indonesia, cui si è aggiunto un rallentamento nel Latin America, parzialmente compensati da una ripresa delle macchine per costruzione sia in Giappone sia in Medio Oriente. I risultati non positivi non hanno comunque indotto il management di Komatsu a rivedere il proprio outlook sull’anno fiscale, per il quale è previsto un fatturato superiore ai 16 miliardi di euro e una crescita dell’8,8% rispetto al FY2012. Anche Hitachi Construction Machinery ha presentato dati di vendita in calo rispetto allo stesso trimestre del FY2012: -7% per un fatturato di circa 1,47 miliardi di euro. Ancora più netto il calo dei profitti operativi scesi del 27.9%. HCM ha subito il contraccolpo legato alle crisi del mercato indiano e, come Komatsu, ai perduranti problemi del settore minerario in Indonesia ed Australia, dati negativi compensati solo parzialmente dalla ripresa del settore edilizio negli Stati Uniti, del mercato degli escavatori idraulici in Giappone e da alcuni segnali positivi del segmento mining visti in Russia e paesi ex-CIS, Medio Oriente e Africa, mentre per quanto riguarda il segmento Construction, un buon risultato si è avuto in Cina grazie alla ripresa dell’urbanizzazione che ha creato necessità di macchine per il ramo edilizio.

Seul non ride

Anche per i coreani di Doosan non è stato un trimestre positivo, acausa del calo del 6,5% delle vendite rispetto allo stesso periodo del2012 che è valso un fatturato di 2,181 miliardi di won coreani, alcambio 1,47 miliardi di euro. Anche i profitti sono scesi di circa il27,5% rispetto al 2Q 2012. Nel singolo segmento le macchine percostruzioni (76% del totale delle vendite) sono scese del 6,6%, per 1,11miliardi di euro fatturati. Nelle regioni, a fronte di un caloparticolarmente evidente in Asian-Pacific (-14%), il risultato migliore(+5,1%) si è avuto in EMEA, grazie alla ripresa delle vendite degliescavatori grandi, con prospettive ulteriori di crescita grazie alsettore mining in Africa occidentale. In Cina (-2%), la crescita involumi non ha riscontro nel fatturato perché il mix del venduto haprivilegiato soprattutto le macchine di piccola taglia, al contrariodegli anni precedenti. Da segnalare una buona performance del mercatodelle compatte in US, con buone prospettive di crescita nel secondosemestre nell’area NOA per tutte le macchine. Hyundai Heavy Industries,con la sua divisione Construction Equipment, va leggermente meglio deiconnazionali, segnando uno +0,3% YoY, anche se le venditecomplessivamente restano bel al di sotto di Doosan, non superando i 700milioni di euro, fruendo dei discreti risultati in US, Sud Corea e,incredibile a dirsi, in Europa.

Tra fusioni e trattori, i numeri di CNH

In attesa che diventi formalmente CNH Industrial, facendo seguito anche finanziariamente alla fusione con Fiat Industrial, diamo un breve sguardo ad un’azienda che possiamo definire, almeno in parte, italiana. Nel corso del trimestre appena trascorso, CNH ha realizzato degli ottimi risultati nel segmento agricoltura che, con 4,5 miliardi di dollari, ha guadagnato il 13% rispetto allo stesso periodo del 2012, mentre meno positivi sono i numeri delle macchine per Costruzione che hanno segnato un -6% portando il fatturato del segmento leggermente sotto il miliardo di dollari. Positivi comunque i riscontri in area nordamericana con l’ingresso di Case nel mercato del trattamento rifiuti grazie ad una crescita delle pale gommate e sostanziale tenuta di New Holland nell’area ex-Cis e Asian Pacific. Il resto delle regioni ha manifestato le note difficoltà oggettive del mercato attuale per entrambi i marchi di CNH che hanno realizzato una contrazione generalizzata dei fatturati.

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