In Alto Adige e nelle costruzioni, a 360°

Intervista con Michael Egartner, titolare della Wipptaler Bau

Incontriamo Michael Egartner nel quartier generale di Wipptaler Bau a Vipiteno; arriviamo nella palazzina uffici dopo essere passati a fianco agli impianti di produzione inerti dell’azienda, davvero curati in maniera maniacale, in stile, tenderemmo a dire, Altoatesino. Egartner tiene subito a sottolineare come la sua azienda sia fortemente radicata nel territorio dove opera e che si sia, negli anni, organizzata e strutturata fino a coprire, oggi, praticamente tutti gli ambiti operativi tipici dell’impresa di costruzioni generali.

L’impressione è quella di un imprenditore che, come quasi tutti in italia e in Europa, abbia dovuto fare i conti con la crisi generalizzata, conti però fatti senza cedere in nulla su aspetti fondamentali come la qualità del lavoro erogato, l’efficienza dei processi produttivi e delle normative in fatto di sicurezza e impatto ambientale. Azienda davvero interessante la Wipptaler, ma sentiamocela raccontare dal titolare…

Dal 1960, impresa di costruzioni generali

La nostra azienda è nata nel 1960, proprio in contemporanea con la costruzione dell’autostrada del Brennero; il grande cantiere infrastrutturale aveva bisogno di quantità davvero importanti di inerti e di calcestruzzo. Per soddisfare questa domanda è nata Wipptaler Bau, in prima fase come impresa specializzata nel movimento terra e immediatamente dopo come fornitore di inerti. Quasi da subito, infatti, abbiamo aperto un impianto di lavaggio e selezione inerti per poi, negli anni ’70, inaugurare il nostro primo impianto di produzione del calcestruzzo. Il ciclo si è completato, subito dopo, con la costruzione di un impianto dedicato alla produzione di asfalto. Questa vocazione alla fornitura completa di tutte le materie prime del cantiere è naturalmente sfociata a partire dagli anni ’80 nell’attività di impresa di costruzioni generali che continuiamo con soddisfazione (anche in periodo complesso come quello attuale) anche oggi.

Attualmente la nostra attività di costruzione spazia in tutti i campi: costruiamo infrastrutture stradali, retifognarie, edilizia civile e industriale, strutture speciali. Wipptaler Bau ad oggi dà lavoro a circa170 operai; per il futuro le nostre previsioni sono cautelative; anche se l’Alto Adige è da tutti considerato un’isola felice, anche da noi si sono ridotte le disponibilità finanziarie, pubbliche e private, per i lavori pubblici e le nuove costruzioni. Credo che il mercato sia destinato a spostarsi verso i lavori e gli interventi di manutenzione (per le infrastrutture pubbliche) e ristrutturazione (per l’edilizia privata); a onor del vero in Provincia di Bolzano negli anni passati è stato davvero fatto molto per migliorare le dotazioni infrastrutturali, quindi, ora, è il momento di mantenere quello che è stato fatto e di completarlo e aggiornarlo quando necessario.

Siamo convinti che la risposta corretta come impresa sia quella di una gestione attenta della redditività aziendale, anche perché, almeno per noi, non ha molto senso, nell’attuale fase di mercato, spostare le nostre attività al di fuori dei nostri territori operativi tradizionali, dato che la crisi ha colpito duro un po’ dappertutto. Gestione finanziaria e operativa di alto profilo, attenzione alle innovazioni che ci consentono di essere più competitivi e qualità di dettaglio del lavoro e del cantiere: queste per me saranno le carte da giocare nell’immediato futuro.

Un parco di qualità

45 camion, sette pale gommate e 15 escavatori core. Sono cinquantanni che lavoriamo con Caterpillar, devo dire con molta soddisfazione e, quindi, il marchio americano, rappresentato con un ottimo livello di servizio da CGT, è decisamente molto presente nel nostro parco macchine, soprattutto nel settore del movimento terra tradizionale e della manutenzione del paesaggio, alvei fluviali compresi. La scelta su CAT, ribadisco, è orientata essenzialmente da due fattori: la qualità delle macchine e il livello del servizio di assistenza. Per noi è fondamentale questo secondo aspetto: una macchina più anche essere performante, ma senza un servizio di assistenza veloce, preciso e puntuale il rischio che resti bloccata e che non produca è troppo grande, soprattutto in una fase di mercato incerta come quella attuale. Ecco perché preferiamo spendere un po’ di più, ma essere sicuri che le macchine siano sempre operative (vi ricordo che da noi, per fattori climatici, le macchine sono praticamente ferme per tre mesi l’anno).

In quest’ottica abbiamo scelto anche il 336E H LN che sta lavorando in cantiere da circa 250 ore; sia perché ci consente di partecipare con più chance alle gare in cui l’aspetto delle emissioni è apprezzato (e sono molte) sia perché ci garantisce risparmi nei consumi di carburante davvero importanti. L’extra costo di acquisto rispetto a un modello tradizionale si recupera in circa 2500 ore di lavoro e per il resto della vita utile (in genere una macchina di questo tipo lavora per almeno 8000 ore) la macchina produce risparmi davvero sensibili in fatto di consumi di carburante. Pochi consumi uguale tanta redditività, un aspetto che, oggi, ogni imprenditore oculato dovrebbe tenere in altissima considerazione, soprattutto su mezzi, come gli escavatori che di carburante nei hanno davvero bisogno.

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