La scommessa Doka e Cmb per la Torre Unifimm - Doka Italia

Bologna prende spunto da New York

Cmb si è aggiudicata la commessa per la realizzazione di quello che diventerà uno dei grattacieli più alti in Italia. La “Torre” così come viene chiamata, è stata commissionata da Unifimm, società immobiliare del Gruppo UGF e progettata dallo studio di architettura e ingegneria Open Project. Verrà collocata all’interno di un imponente progetto polifunzionale posizionato in via Larga a Bologna in prossimità dell’uscita della tangenziale San Vitale. Il complesso prevede un albergo, un centro commerciale, due piani di parcheggi; la nuova struttura, che con i suoi 125 m d’altezza perimetrata da un fossato, da qui il nome “la Torre”, sarà visibile anche dall’autostrada A14 e diventerà un simbolo di modernità per Bologna. Il capoluogo emiliano potrà così avere l’onore di diventare la prima città italiana con un grattacielo che ricorda molto quelli situati a New York. Una parte fondamentale nel progetto è svolta da Doka, con i cui innovativi sistemi autorampanti vengono realizzati i nuclei della Torre. In particolare per questo progetto Doka ha utilizzato il sistema autorampante SKE50 plus e lo schermo di protezione perimetrale XClimb60. La costruzione sarà realizzata in 27 mesi e si candida a diventare uno tra i grattacieli più alti d’Italia.

Una buona occasione per un’ottima iniziativa

La realizzazione della Torre Unifimm sarà l’occasione per portare avanti il progetto di Cmb “Sicuri per mestiere”. La Cmb, collocandosi fra le prime 10 imprese di costruzione in Italia, dedica particolare attenzione agli argomenti della sicurezza sul lavoro, integrando elementi tradizionali e innovativi. Nel cantiere bolognese Cmb sperimenterà un sistema fondato sul metodo Behaviour Based Safety (BBS) orientato a produrre comportamenti di sicurezza in modo coerente con la responsabilità sociale d’impresa e la politica per la qualità e sicurezza sul lavoro, promuovendo valori come la salute e la dignità del lavoratore. L’obiettivo di Cmb è quello di migliorare i comportamenti di sicurezza personale e collettiva all’interno dei cantieri. Un’altra  novità di questo cantiere è la presenza di un Project Manager Doka, che sovraintende al coordinamento dei sistemi di casseratura impiegati sulla torre. Il Project Manager si interessa dell’aspetto progettuale, esecutivo e diventa l’unico referente che s’intefaccia con tutti i protagonisti, coordina la fornitura del materiale Doka ed è qualificato nel rispondere a tutte le domande tanto che supporta i tecnici stessi. In questo modo Doka è sempre presente durante l’intero ciclo di vita del cantiere, fornendo valore aggiunto, svolge un ruolo di consulente a 360° dai sistemi, al know how, alla gestione.

Tre nuclei per una torre

Il grattacielo, destinato ad uso commerciale, è di pianta triangolare con fondazioni profonde su pali che consentono la realizzazione di 3 piani completamente interrati destinati ai locali di servizio. Il progetto prevede l’accesso agli altri 28 piani, tramite scale e ascensori, realizzati in cemento armato con tecnologie di casseratura autorampante. L’edificio sarà rivestito con particolari moduli vetrati chiari che non falsano la percezione dei colori: si tratta di oltre 2000 moduli vetrati fotosensibili che permettono un adeguato irraggiamento solare. Per consentire l’innalzamento dell’edificio sono state utilizzate gru ancorate alla struttura che aumentano man mano la propria altezza operativa tramite un sistema di telescopaggio. I vari piani della struttura saranno sezionati orizzontalmente per garantire maggior sicurezza antincendio. I tre nuclei strutturali in cemento armato (realizzati dal consorzio edile C.M -  Gruppo Bison) vengono innalzati con l’impiego del sistema autorampante e del sistema per vani Doka SKE 50 plus. Questo consente l’avanzamento delle casseforme e delle piattaforme in un'unica soluzione e senza l’ausilio di gru. La movimentazione idraulica dei moduli permette ritmi produttivi costanti con qualsiasi condizione atmosferica. Per l’accesso ai sistemi rampanti in quota sono stati ideati degli appositi by-pass con l’aggiunta di un sistema di risalita esterno costituito da tre rampe di torre scala. Proprio questo sistema esterno copre gli ultimi 5 piani dei nuclei, consentendo di rendere più agevole e sicura la salita e velocizzando i tempi per il getto. Infatti i cicli di lavoro completi sono particolarmente veloci: 2 giorni per il nucleo est, 4 per quello ovest e 6 per quello centrale.

SKE 50 Plus per 4 livelli

Tutte le piattaforme di lavoro hanno portata elevata e sono collegate fra loro da un sistema di scala a pioli e botole, la velocità di rampata è di 5 min/m fino a una velocità massima del vento di 72 km/h e inclinazione del getto a +/- 15 gradi. Per la Torre sono utilizzati ben 37 SKE 50 plus con in più 7 sistemi per vani SKE50 plus. Il sistema è costituito da 4 livelli di piattaforme di lavoro: al livello più alto (+1) si trova la piattaforma di getto, usata anche come piano di lavoro; al livello 0 è posizionata la piattaforma per i pannelli di casseratura (Top50); al livello –1 si trovano i meccanismi idraulici per il sollevamento automatico e infine al –2 gli operatori recuperano i coni di ancoraggio del sistema alla struttura. Questo sistema SKE 50 Plus è stato scelto perché ideale per eseguire opere ad altezze rilevanti e complesse; infatti la movimentazione totalmente idraulica dei moduli e l’ancoraggio del sistema alla struttura permette di tenere elevati ritmi produttivi in qualsiasi condizione atmosferica, inoltre le ampie piattaforme di lavoro, chiuse sui lati, garantiscono la massima sicurezza del personale.

Con lo schermo XClimb60 Doka la protezione è garantita

Utilizzato per la messa in sicurezza della zona solai, il sistema di protezione perimetrale completo XClimb60 protegge sia il piano interessato alla lavorazione (piano di getto) sia quello sottostante (piano di ripuntellazione). Costituito da un manto continuo in lamiera grecata, microforata, tale sistema viene movimentato idraulicamente sui profili Xclimb come avveniva per i sistemi rampanti visti precedentemente. Non solo migliora la sicurezza degli operatori che si trovano a lavorare in quota ma funge da barriera per gli agenti atmosferici senza per questo bloccare l’ingresso dei raggi solari. Ha altezza massima d’interpiano di 4,5 m, velocità di rampata di 3 min/m e consente l’installazione di apposite piattaforme per agevolare la movimentazione di materiali e attrezzature. Nel progetto vengono impiegati 26 moduli di schermo con piattaforma di getto e 4 moduli con piattaforme di carico integrate.

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