Al Bauma 2010 parte la sfida alle emissioni di gas

Dal 19 al 25 aprile, al Bauma, in mostra tutte le innovazioni per ridurre le emissioni

Uno dei temi più importanti che verrà trattato durante il Bauma di quest’anno, presso il nuovo centro fieristico di Monaco di Baviera, sarà la riduzione delle emissioni di gas nel settore industriale e delle costruzioni. Il focus arriva giusto qualche tempo prima dell’entrata in vigore delle nuove direttive sulle emissioni, che avverrà a partire dal 2011. Tramite la nuova legislazione verranno applicati i limiti della direttiva stage III B 97/68EC e Tier 4 per le emissioni dei veicoli su strada, per il movimento terra, rulli e fresatrici. Per fare un esempio, i livelli di particolato dovranno essere ridotti del 94% rispetto al precedente stage III A. Vista la loro importanza, queste nuove direttive saranno il tema centrale del Bauma, che potrà dare maggior rilievo anche agli espositori del commercio equo solidale. Si potranno valutare tutte le innovazioni e le possibili soluzioni che i produttori di macchinari edili hanno ideato, non solo per essere in regola con le nuove norme, ma per avere maggior rispetto dell’ambiente. Le alternative che verranno presentate non riguarderanno più come in passato solo il controllo meccanico ed elettronico delle unità, i sistemi common rail e di ricircolo dei gas di scarico, ma dovranno essere molto più rigide per adeguarsi alle norme. A tal proposito le nuove apparecchiature dovranno disporre di un sistema di post trattamento che per i motori oltre i 50 HP diverrà assolutamente indispensabile.

I due possibili percorsi per uscire dal tunnel dei gas

Secondo gli esperti sono due le possibilità tecnologiche per ridurre le emissioni. La prima consiste nel diminuire il livello di ossido di azoto dal ricircolo dei motori per poi raccoglierlo in filtri speciali. L ‘unico svantaggio di questo sistema sta nel fatto che i gas di scarico devono essere raffreddati prima di essere immessi nel riciclo. Se questa soluzione tecnologica fosse adottata si avrebbe il 25% in più di calore nel sistema di raffreddamento con conseguenti problemi di abbassamento delle temperature; l’impegno richiesto ai costruttori dovrà essere quindi grande infatti bisognerà trovare maggior spazio nel vano del motore e maggiori risorse d’energia. La seconda possibile soluzione consiste nel regolare il motore secondo bassi livelli, questo però comporta a sua volta un aumento dei livelli di ossido di azoto nei gas di scarico. Si dovrebbero quindi iniettare i motori con un sistema ad urea (SCR). Il fatto che ci sia basso consumo di carburante rende questa soluzione molto attraente, ma fa alzare i costi, inoltre il sistema dovrà poi essere compatibile con lo stage IV che sarà attivo dal 2014 e che prevede un’ulteriore riduzione di ossido di azoto fino al 88%.

I freni: effetti collaterali e aumento di prezzo

L’entrata in vigore dello stage III B e IV è una sfida soprattutto per i costruttori di macchine e di motori. Infatti secondo gli esperti nel settore come Frank Diedrich, che lavora per la VDMA, la federazione ingegneri tedesca e il CECE (Comitato European Costruction Equipment), i gas di scarico supplementari, dovuti al post trattamento, porteranno inevitabilmente effetti collaterali che andranno ad influenzare lo sviluppo delle macchine, ad esempio aumenteranno non solo le temperature, ma anche i livelli di rumore. Altra conseguenza inevitabile, ma necessaria per il progresso, (che spaventa gli addetti ai lavori), sarà l’aumento dei costi. Si pensa che per adeguare i motori allo stage IV, secondo il giusto trattamento dei gas di scarico, i costi verranno quasi raddoppiati. Per risolvere questo problema i produttori devono valutare i pro e i contro delle loro scelte, pensando non alla soluzione più economica, ma a quella più efficace, che a lungo andare renderà maggiormente, e la riduzione dei gas sembra essere la giusta motivazione.



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