Tra cervi e Camuni - JCB

Un escavatore cingolato JCB JS235 HD al lavoro a Prestine

Quando si parla di valli alpine, immediatamente vengono alle mente immagini di radure erbose delimitati da vasti boschi di abeti; questo è quello che viene in mente a un comune mortale, soprattutto se appassionato della montagna. A chi invece in montagna ci lavora, per costruire strade e infrastrutture, l’immagine è un’altra: roccia dura da scavare e pesante da trasportare e pendenze che ti fanno alzare la testa per vederne la fine, sulle quali le macchine operatrici si devono arrampicare ogni giorno. Ovvio che, quindi, in montagna non ci sia spazio per mezzi che non siano estremamente robusti, affidabili e potenti. E’ senza dubbio questo il processo mentale che ha portato l’Avanzini Costruzioni di Bienno a scegliere per il proprio parco macchine un escavatore cingolato JCB JS235 HD. Soddisfatti della scelta?

Sulle strade della roccia

Il primo test che Alberto Avanzini, titolare dell’impresa, ha effettuato sul nuovo JCB JS235 HD appena consegnato, non è stato dei più teneri: la macchina è stata messa subito a lavorare in alta Valle Camonica per seguire i lavori di riqualificazione ambientale e di sistemazione della viabilità che l’azienda ha in appalto. Si tratta di lavorare in continuo per scavare e movimentare grandi quantitativi di materiale roccioso che spesso si presenta anche in blocchi unici dal notevole peso. Ma non basta: la maggior parte del lavoro è stato eseguito su terreni in forte pendenza che sono uno dei banchi di prova migliori per testare potenza e produttività di un escavatore. Ciliegina sulla torta? La macchina viene anche spesso utilizzata con un martello demolitore impiegato per frantumare i blocchi di roccia troppo grandi da spostare singolarmente. Il martello utilizza il circuito ausiliario del JS235 HD, circuito le cui portate idrauliche vengono regolate da un selettore a pedale. Come si è comportato il nuovo escavatore? A sentire gli operatori molto bene, soprattutto per la precisione dei comandi, ma anche per la notevole produttività giornaliera garantita, anche grazie alla notevole potenza disponibile.

Duro come serve

Ma l’approvazione di chi lavora in montagna non si guadagna casualmente: l’escavatore comprato da Avanzini, con le sue 23 ton di peso operativo, è pensato per le applicazioni più difficili; ne sono la prova il sottocarro heavy duty di dimensioni maggiorate (4 metri di lunghezza, per 2,5 di larghezza), la componentistica rinforzata e la catenaria che ha un’altezza superiore alla versione standard. Il peso complessivo del sottocarro consegnato in valle quindi è superiore di ben 1,8 ton rispetto alla versione standard con tutti i benefici connessi per quel che riguarda la stabilità e la capacità di sollevamento della macchina. Altre dotazioni speciali? I pattini hanno spessore e larghezza maggiorati, un pannello di protezione imbullonato alla scocca inferiore protegge gli organi meccanici e idraulici, una serie di piastre proteggono l’estremità del braccio e il cinematismo della benna dagli urti.



il personaggio: Alberto Avanzini

“I nostri operatori hanno apprezzato particolarmente la precisione e la progressività dei comandi che, insieme alla potenza della macchine e alle sue prestazioni di scavo, ci consente di ottenere una produttività davvero elevata. In più possiamo contare sulla puntuale assistenza del concessionario JCB Paccani Macchine che ci garantisce interventi rapidi e tempestivi anche quando, come spesso ci accade, lavoriamo in zone disagevoli”.

Viste sul campo: dati tecnici

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